Se nel calcio il derby d’Italia è quello tra Juventus e Inter, nel basket è tra Olimpia Milano e Virtus Bologna, due squadre che si sono affrontate nelle ultime tre Finali Scudetto e che, probabilmente, si rivedranno almeno un’altra volta in stagione ai playoff.

Domenica si sono affrontate per la quarta volta in stagione alla Virtus Segafredo Arena lottando per vincere una partita che valeva più di un semplice secondo posto, era un assaggio, un aperitivo per quella che sarà nuovamente la sfida nella post-season. Ci sono stati tanti protagonisti, da una parte e dall’altra hanno cercato di prendersi la scena per trascinare la propria squadra alla vittoria ma noi ne abbiamo scelto uno in particolare.

Siamo al minuto 2:20, il risultato dice 77-69, l’Olimpia stava iniziando a recuperare e con due minuti a disposizione potrebbe riuscire a rimontare, fondamentale quindi segnare un canestro con il possesso in mano alla Virtus. C’è però un problema: i 24 secondi stanno scadendo, ne mancano circa 2 e Abass, col pallone in mano, in post contro Napier non riesce a trovare spazio per segnare.

Perdere palla ora significherebbe dare una possibilità a Milano per tornare a -5 e non è il momento migliore per farlo, Abass però non sa che fare, le scelte sono poche, può solo inventarsi un tiro inesistente. Si trova oltre l’area della lunetta ed è stato raddoppiato, il cronometro scorre, solo 1.3 secondi di tempo: Abass in fadeaway si allontana dal marcatore e tira…la sirena suona, la parabola descritta dal giocatore in maglia bianconera fa scendere il pallone verso il canestro, sbatte sul secondo ferro ed entra.

L’esultanza di Abass dopo il canestro decisivo – Foto di Ciamillo Castoria

Esulta la Segafredo Arena, lo fa anche Abass che tornando in difesa mima la firma su un foglio di carta, ovvero la sua firma sulla partita che finisce qualche minuto dopo sul risultato di 84-75, ma è stato quel canestro, quello che vi abbiamo raccontato che ha deciso le sorti del match, il quale ad un tratto sembrava andare in direzione di Milano dopo che la Virtus aveva controllato dall’inizio e non aveva mai mollato il vantaggio, fortunatamente ci ha pensato Awudu Abass.

Foto di Ciamillo Castoria