Il bianconero forse era nel suo destino. La Virtus era nel destino di Nicola Akele. La più grande gioia del ragazzo di Montebelluna è stata proprio nel febbraio del 2023 quando sconfisse la Segafredo nella finale della Final Eight di Coppa Italia con la maglia di Brescia.
E ora dopo anni di esperienze con minuti e responsabilità, ecco la prima grandissima sfida della sua carriera. Il classe 1995 – ala piccola o grande – lascia Brescia e approda a Bologna dove farà parte di un roster molto competitivo e con grandi ambizioni sia in Italia che in Europa.
Akele, per la prima volta in carriera, se la dovrà vedere in EuroLeague, in quella massima competizione che è appetibile per tutti ma solo alcuni riescono a ritagliarsi uno spazio importante.
Akele arriva a Bologna dopo anni in cui ha potuto fare esperienza ed è cresciuto di stagione in stagione. Venezia (dove ha fatto una parte del suo percorso giovanile), Roseto, Vanoli Cremona, Treviso e appunto Brescia. Questo il cammino del prodotto di Rode Island dove si è potuto confrontare anche con la pallacanestro americana a livello collegiale.
Akele è sicuramente un giocatore che fa dell’agonismo il suo punto di forza. Non è tanto un giocatore tecnico, ma piuttosto è fisico e atletico. E proprio questo dovrà fare per rendersi utile a coach Luca Banchi e alla Virtus Bologna.
L’ala infatti nei minuti che sarà chiamato in causa, dovrà fare tutte quelle cose “sporche” che i grandissimi campioni della Segafredo non possono fare. Ce lo aspettiamo aggressivo in difesa e su tutti i palloni. Un lottatore che con le sue giocate darà tanta energia a tutti i suoi compagni di squadra. Non si potrà sempre fare affidamento su un tiro “altalenante”, ma siamo certi che dal punto di vista della “fotta” (per usare un termine bolognese) sarà sempre ai primissimi posti del roster. A differenza dei tempi in maglia Treviso o Brescia avrà meno minuti a disposizione in cui mettersi in mostra e quindi spetterà a lui farsi trovare pronto.
Nicola Akele è un nuovo giocatore della Virtus, un connubio che era destinato a completarsi. 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Nicola Akele, foto Ciamillo-Castoria