Cinque successi in sei partite disputate, con la sola sconfitta avvenuta con sole due lunghezze ai supplementari contro la Germania campione del mondo e d’Europa in carica. È con una promozione a pieni voti che si conclude la prima fase della qualificazioni mondiali di una Croazia alla ricerca di una necessaria riscossa dopo la tanto storica quanto umiliante esclusione da EuroBasket 2025.

Una buona risposta

Il fatto ha portato la Croazia non solo a voltare pagina affidando la nazionale a un nuovo selezionatore, Tomislav Mijatović, ma anche a puntare su un percorso di lenta risalita che, con la vittoria di un girone composto non solo dalla Germania, ma anche da Israele, può essere considerato avviato in maniera positiva.

Importante è stato soprattutto il gioco proposto dalla nazionale croata, che ha metabolizzato quella difesa aggressiva che, assieme a una buona presenza a rimbalzo, coach Mijatović desidera proporre per giocare una pallacanestro il quanto più possibile ad alti ritmi.

Mancano le ‘seconde linee’

Il risultato non maschera tuttavia una serie di problemi che la Croazia deve risolvere per dare fondamento alla propria rinascita. Innanzitutto, nelle qualificazioni a brillare sono stati soprattutto i tre atleti con esperienza in NBA ed Eurolega, ossia Dario Šarić, Ivica Zubac e Mario Hezonja.

Necessario sarebbe incrementare il minutaggio delle ‘seconde linee’ che, come Dominik Mavra, David Škara e Luka Božić, possono e devono approntare un supporto maggiore a una Croazia che, presto o tardi, sarà costretta a fare affidamento ad altri atleti che non siano le tre prime punte.

Dalmazia da recuperare

Inoltre, ancora da incentivare è uno sviluppo di talenti su cui la Croazia non può non contare per il futuro. Da riattivare è soprattutto la Dalmazia, fucina di talenti che ha già prodotto campioni del calibro di Kresimir Ćosić, Dražen Petrović, Pino Giergia, Toni Kukoč, Dino Rađa, Arijan Komazec, Dejan Bodiroga, Stojko Vranković, Branko Skroče e Žan Tabak, solo per citarne alcuni.

Lo stato di salute della Dalmazia, segnatamente di Zara, Spalato e Sebenico, è strettamente proporzionale a quello della pallacanestro croata ed europea. Nell’ultima stagione, lo Zadar non è andato oltre ai play-in di Lega adriatica, lo Split è retrocesso nel campionato ex jugoslavo, mentre la Šibenka è scesa di categoria nel campionato di Croazia.

Matteo Cazzulani

Photo credits: FIBA