C’è una Roma che corre e un’altra che, almeno per il momento, sembra aver tirato il freno a mano. Anzi, ce ne sono due. Perché l’estate del basket capitolino si sta giocando su due tavoli paralleli, con due progetti diversi ma destinati a condividere la stessa vetrina europea: la prossima EuroCup.
La SPQR Roma era partita con il vento in poppa. Prima il colpo mediatico, con l’annuncio di Nico Mannion direttamente da Luka Doncic al Playground di Scalo San Lorenzo, poi gli arrivi di Gerald Ayayi, esterno francese reduce dall’esperienza a Cholet, e Jesse Edwards, lungo olandese con trascorsi tra Melbourne e Baskonia. Un avvio che lasciava immaginare un mercato in continua evoluzione.
Poi, però, qualcosa si è inceppato. Da giorni il cantiere sembra essersi fermato. Nessuna nuova ufficialità, nessun annuncio, neppure quello dell’allenatore. Eppure Valerio Bianchini, figura di riferimento del nuovo club, aveva praticamente anticipato l’imminente firma di un tecnico proveniente dagli Stati Uniti e con un passato importante in NBA. Il nome era quello di Dwane Casey, ex allenatore dei Toronto Raptors, ma dopo un tentativo di affondo è arrivato il dietrofront: il coach preferisce proseguire la propria esperienza oltreoceano, restando nello staff dei Detroit Pistons.
Curiosa anche la vicenda di Giovanni Emejuru. Il centro azzurro non è mai stato annunciato dalla SPQR, ma a fare da “spoiler” ci ha pensato direttamente la FIP. Nelle convocazioni diramate per il prossimo raduno della Nazionale, accanto al suo nome compariva infatti la dicitura “Vanoli Cremona”, inevitabile indizio che riconduce alla nuova realtà romana nata proprio sulle ceneri del club lombardo.
Se la SPQR sembra essersi presa una pausa, la Maxima Roma ha invece scelto proprio questi giorni per cambiare marcia. Il club guidato dall’ex presidente di Trieste Paul Matiasic, nato dall’eredità sportiva della Pallacanestro Brescia, dopo una partenza più prudente ha iniziato a mettere insieme i pezzi con decisione.
In panchina è stata confermata la fiducia a Matteo Cotelli, protagonista di un’ottima stagione da esordiente in Serie A con Brescia. Con lui arriverà anche il suo uomo simbolo, Miro Bilan, che ha firmato un contratto biennale. Nelle ultime ore è stata ufficializzata anche la guardia Xavier Moon, reduce dall’esperienza allo Zenit San Pietroburgo, mentre è atteso a breve anche l’annuncio del lungo Vernon Carey.
Sul fronte degli italiani restano nell’orbita del progetto Giovanni Veronesi, Carl Wheatle tutti già sotto contratto con Brescia, come del resto anche John Brown III. Per completare il roster si fa anche il nome di Federico Bonacini, reduce dall’esperienza a Mestre, mentre sembra complicarsi la pista che porta a Mirza Alibegovic. L’esterno vorrebbe lasciare Udine, ma la richiesta di un buyout molto elevato da parte dell’Apu ha rallentato, almeno per ora, la trattativa.
Anche sul piano societario le due realtà stanno seguendo percorsi differenti. La Maxima Roma ha già svelato il proprio organigramma, annunciando Paul Matiasic come presidente esecutivo, Richard Lawrence Perna vicepresidente del Consiglio di amministrazione e Assia Grazioli-Venier e Alessandro Pizzirani consiglieri delegati. Un quadro definito che, al contrario, manca ancora in casa SPQR. Attorno al progetto gravitano figure di primo piano come Donnie Nelson, Rimas Kaukenas, Luka Doncic e Valerio Bianchini, ma i rispettivi ruoli all’interno della società non sono ancora stati ufficializzati.
Due progetti, due identità, due filosofie. Ma anche una curiosa analogia. Entrambe le società debutteranno in EuroCup, entrambe stanno costruendo da zero la propria identità e, soprattutto, la propria base di tifosi. Eppure c’è un dettaglio che continua a sorprendere: la comunicazione.
In un’epoca in cui anche una semplice indiscrezione viene accompagnata da teaser, video e campagne social, SPQR e Maxima sembrano muoversi in totale controtendenza. Nessun sito ufficiale, nessun profilo social attivo, nessun racconto quotidiano della nascita dei due club. Un silenzio quasi surreale, soprattutto considerando che entrambe dovranno conquistare il pubblico romano da zero.
Per due società che vogliono ritagliarsi uno spazio importante nel basket italiano ed europeo, il mercato passa inevitabilmente anche dai canali digitali. Perché oggi una squadra non si costruisce soltanto con i giocatori, ma anche con il modo in cui riesce a raccontarsi.
Eugenio Petrillo