Le Finals NBA cominciano col colpo esterno dei New York Knicks 95-105 al Frost Bank Center di San Antonio. Knicks guidati subito dal proprio leader Jalen Brunson, con una prova da 30 punti, 13 dei quali nell’ultimo quarto, tra cui gli ultimi due canestri decisivi. Per San Antonio, la prima partita alle Finals di Victor Wembanyama si è conclusa con 26 punti e 12 rimbalzi. Senza dubbio loro due sono i protagonisti più attesi di questa sfida, ed infatti sono stati loro a segnare i primi canestri della partita per le rispettive squadre. Brunson con la tripla centrale per sbloccare il risultato, Wemby con l’arresto dalla lunetta e il canestro da due punti. Due giocatori che messi vicini hanno 38 cm di differenza, Brunson 1,88 metri e Wembanyama 2,26 metri, ma che sul campo risultano essere dominanti in maniera diversa. Brunson per riportare il titolo a New York dopo 53 anni, Wembanyama per vincere il titolo ai primi playoff giocati in carriera, e provare ad aprire una nuova era vincente degli Spurs.

Due giocatori che a queste Finals portano con sé la consapevolezza di quanto vissuto lo scorso anno. Per Wembanyama, il percorso che l’ha portato alle finali di quest’anno, non è cominciato con la prova da 40 punti e 15 rimbalzi all’esordio stagionale contro i Mavs di fine ottobre, ma al termine della scorsa stagione, che per lui fu anticipato al 20 febbraio a causa della trombosi venosa profonda alla spalla destra. Un’estate passata tra il tempio buddista Shaolin in Cina, gli scacchi e la ripresa degli allenamenti con due allenatori eccezionali: Hakeem Olajuwon e Kevin Garnett Per l’inizio della sua terza stagione Wemby si è concentrato molto sul ritrovare un equilibrio fisico-mentale che gli permettesse di affrontare al meglio quest’anno, conscio di come intorno a lui i San Antonio stiano costruendo una squadra giovane e di prospettiva. Probabilmente raggiungere i playoff erano l’obiettivo stagionale, senza particolare attenzione alla posizione occupata. Ma la forza mentale di Wembanyama e la crescita continua di tutta la squadra hanno portato San Antonio a stravolgere le gerarchie della lega, e ad eliminare in 7 partite i campioni uscenti di Oklahoma, confermandosi, così com’era successo nel corso della regular season, il peggio avversario che Shai e compagni potessero trovare sul loro percorso per riconfermarsi campioni. Wembanyama è il futuro della lega, ma già da quest’anno vuole cominciare a scrivere il suo nome nell’albo dei campioni. Giocatore totale che può segnare in qualsiasi modo, e da ogni posizione, mentre in difesa le sue lunghe braccia possono intimorire chiunque si avvicini. Detto ciò in gara 1, nonostante i 26 punti segnati dal numero 1 Spurs, Karl-Anthony Towns è riuscito a limitarlo con una difesa efficace quando ha dovuto marcarlo, 2/12 al tiro per Wembanyama.

Brunson, ai Knikcs dal 2022, è arrivato per diventare protagonista, dopo gli anni di Dallas. Un play di bassa statura dal quale, forse, non ci si aspettava potesse avere una crescita tale da portare una squadra a giocarsi il titolo NBA. Negli anni New York è cresciuta, e Jalen si è ritrovato in squadra alcuni dei suoi ex compagni del college come Josh Hart e Mikal Bridges. Dopo la finale di Conferenze persa lo scorso anno, quest’anno a New York le aspettative si sono alzate, con i tifosi e la franchigia convinti che, per tornare a vincere il titolo dopo 53 anni, manchi davvero un ultimo passo. Brunson nel corso della stagione aveva già guidato i Knicks alla vittoria della NBA Cup, sempre contro gli Spurs, venendo premiato come MVP del torneo. Ora insieme ai suoi compagni si sta giocando l’ultimo atto della stagione, l’obiettivo dichiarato e non, da parte di tutta la comunità dei Knicks. L’ultimo quarto da 13 punti, e gli ultimi due canestri rappresentano quello che dal 2023 è diventato il momento migliore per affidarsi a Captain Clutch. Si perchè dal 2023 ai playoff, nessuno ha segnato più punti di lui nei momenti decisivi. Brunson guida la classifica con 144, secondo Gilgeous-Alexander con 84.

 

foto: Wembanyama-Brunson (nba.com/New York Knicks)