Tommaso Guariglia è stato ospite della nuova trasmissione settimanale di Radio Nettuno Bologna Uno dedicata alla Fortitudo Flats Service Bologna: “Via San Felice 103” condotta da Alessandro di Bari e Luca Bolognesi con la partecipazione di Fabrizio Pungetti. Segue un estratto delle parole del lungo biancoblù.
Dopo la sconfitta contro Cividale in Supercoppa, come avete reagito?
“C’è un po’ di rammarico per il risultato finale della partita di venerdì. La Supercoppa si può considerare quella coppa intermedia tra la fine della preseason e l’inizio del campionato, ma tutti arrivano lì per voler vincere e alzare la coppa. Noi abbiamo perso con un po’ di rammarico contro Cividale, dopo che eravamo riusciti a dominare la partita per lunghi tratti. Non siamo stati in grado di chiuderla quando ne abbiamo avuto la possibilità. Usciamo da questa esperienza sicuramente con l’insegnamento che contro squadre che giocano così bene e si conoscono da tanto tempo c’è la necessità di mettere le mani sulla partita quando è dalla tua parte. Noi siamo usciti da ogni vittoria e da ogni sconfitta con un insegnamento. Abbiamo fatto tesoro della sconfitta di Ravenna contro Cividale e siamo tornati in palestra con la giusta carica per l’inizio del campionato”.
Contro Cividale è sembrata mancare un po’ di intensità e lucidità nel finale. Quanto possono aver inciso i carichi della preseason?
“Per noi è stata una preseason fatta di tanto lavoro in palestra e tante partite. Abbiamo giocato otto amichevoli in un tempo abbastanza ristretto: se non ricordo male, abbiamo giocato la prima partita il 19 agosto contro Montecatini e poi si sono susseguite, praticamente ogni due o tre giorni, altre amichevoli. Siamo stati in ritiro e c’è stata una settimana nella quale abbiamo giocato venerdì, mercoledì e sabato contro tre squadre di Serie A. Sicuramente è stata una preseason nella quale abbiamo lavorato tanto. Secondo me non bisogna guardare solo ed esclusivamente all’ultimo quarto, dove probabilmente siamo andati un po’ in deficit dal punto di vista fisico. Non so quale possa essere stata la ragione per la quale loro siano stati bravi a riprenderci, ma la verità è che a metà del terzo quarto eravamo stati molto bravi a costruire un vantaggio che andava sicuramente capitalizzato. Invece siamo stati un po’ superficiali in alcuni casi e abbiamo permesso a Cividale di rientrare nella partita”.
Qual è il tuo bilancio complessivo della preseason, considerando anche che si tratta di una squadra nuova?
“Se vogliamo guardare prettamente ai risultati, sicuramente è stata una preseason positiva. Ma io la considero positiva soprattutto perché, oltre ad aver costruito ed espresso bene le idee del coach, abbiamo costruito un gruppo che sta bene dentro e fuori dal campo. Arriviamo tutti i giorni in allenamento con il sorriso e con la voglia di sudare insieme. Lo stiamo facendo dal 10 agosto e secondo me siamo stati bravi. L’avevo detto anche nella mia presentazione di qualche settimana fa: abbiamo ottenuto risultati importanti anche contro squadre di A1 in amichevoli di prestigio. Ovviamente c’è un po’ di rammarico perché, dopo aver vinto in preseason contro Tortona, Trento e Trieste e dopo aver giocato amichevoli contro squadre di pari livello di A2 come Livorno e Pistoia, speravamo di tornare da Ravenna con un risultato diverso. Però questa, secondo me, è stata una preseason molto positiva, soprattutto per tutto ciò che c’è stato fuori dal campo. Il nostro è un gruppo che sta molto bene insieme, sia dentro che fuori dal campo. Non è una cosa scontata, specialmente quando si costruiscono squadre con tanti volti nuovi e tanti giocatori nuovi. Il sistema difensivo e offensivo che il coach ci richiede e sul quale lavoriamo tutti i giorni, secondo me, è stato costruito bene. Continuiamo a lavorarci e nella preseason siamo stati anche bravi a raccogliere qualche frutto di tutto il lavoro che abbiamo fatto”.
Cividale vi ha battuto in Supercoppa e poi ha superato anche Rimini. Che indicazioni avete avuto sul livello del campionato?
“Quando lavori in preseason utilizzi tanto tempo per costruire chimica, meccaniche di gioco, meccaniche difensive e offensive. Ovviamente non è un caso che Cividale abbia un sistema collaudato da coach Pillastrini, che è lì da tantissimi anni. Giocatori come Cesana, Redivo e Berti sono lì da tanto tempo e conoscono già il sistema di gioco che Pillastrini propone. Non è un caso che, nei momenti di difficoltà, siano stati bravi ad andare sulle loro certezze, perché le conoscono già. Per quanto riguarda il campionato, non bisogna sottovalutare nessuno e bisogna giocare tutte le partite con il coltello fra i denti. Ogni anno c’è sempre la sorpresa del campionato. A me sorprende un po’ che ci sia questa considerazione, perché è vero che ci sono probabilmente squadre che sulla carta hanno costruito roster più forti, con più tradizione e storia e obiettivi magari più chiari, però alla fine in questo campionato è stato dimostrato l’anno scorso che puoi vincere e perdere praticamente con tutti. Quindi non bisogna sottovalutare nessuno, tantomeno Cividale, che è una squadra che ti mette in difficoltà con il suo gioco, collaudato ormai da tanti anni, e con giocatori che sanno come muoversi nel sistema”.
Domenica arriva la prima di campionato contro Ruvo di Puglia. Che partita ti aspetti? E quanto sarà speciale giocarla al Paladozza?
“Sarà comunque una grandissima emozione, quella della prima di campionato. Il Paladozza l’ho vissuto sempre da avversario. Sono venuto qui a Bologna a giocare con tante maglie, ma sempre da avversario, e i primi minuti delle partite erano quasi sempre dedicati a respirare l’atmosfera che solo il pubblico della F sa creare. È un piacere, onestamente, averlo dalla mia parte quest’anno e viverlo da protagonista, da giocatore della Fortitudo. Con Ruvo di Puglia ci aspettiamo una partita difficile, perché c’è sempre un po’ l’emozione della prima in casa e tanto entusiasmo. I giocatori, in ambienti specialmente come quello della F, sono molto caldi e si esaltano. Dovremmo essere bravi a fare quello che il coach ci sta già indicando in questi primi giorni della settimana: mettere in campo la nostra intensità, la nostra fisicità e le indicazioni che tutto lo staff tecnico ci sta dando per questa partita. Sono sicuro che riusciremo a giocare un’ottima partita e spero però di portare a casa il risultato”.
Come ti trovi nel sistema difensivo di coach Cavina, soprattutto nelle situazioni di pick and roll?
“Conoscevo quelle che erano le idee del coach e quindi quest’estate è stata anche volta ad aumentare fattori come la rapidità di piedi e l’esplosività. È una difesa che richiede molta attenzione sull’anticipo e, come hai detto tu, anche lontano dal ferro. È una difesa aggressiva sul pick and roll. Ovviamente, da un lato, questa può essere una difesa che ti toglie un po’ di energie fisiche, ma allo stesso tempo, togliendoti qualche energia fisica, ti dà tantissima energia mentale. Giocare in modo aggressivo sulla palla innanzitutto ti dà il tono della partita subito dal primo secondo. Prendere energia dalle situazioni difensive è qualcosa di nuovo per me, però il coach mi sta dando tanta fiducia nel continuare a migliorare su questo aspetto difensivo, che probabilmente negli ultimi anni, a parte qualche occasione, non ho fatto. Sto cercando personalmente di prendere tanta energia da questa grande aggressività che vogliamo mettere sulla palla e da questa fisicità che dobbiamo mettere praticamente su tutti i giocatori in campo, per poter essere ancora più efficaci in attacco.Direi molto bene. Mi sto trovando molto bene nel sistema tecnico del coach. Ovviamente è una cosa nuova, quindi c’è stato tanto da lavorare. Adesso sono sicuro che, giorno dopo giorno, perché è una cosa sulla quale lavoriamo tutti i giorni, potrò migliorare ulteriormente”.
Se ci ritrovassimo qui tra un mese, cosa ti piacerebbe aver costruito con questa Fortitudo?
“Sicuramente partire con il piede giusto fa morale e fa punti, perché non dimentichiamoci che da domenica cominciamo a giocare per mettere i punti sul tabellone. Quindi sicuramente mi viene da dire il maggior numero di vittorie possibile e vorrei una maggiore efficacia comunicativa tra noi in campo. È qualcosa che nasce con il lavoro quotidiano e con la continuità di quello che stiamo già facendo. Nasce anche con l’esperienza e con l’imparare a conoscersi. Molto spesso si dice che i giocatori e le squadre che giocano bene insieme si capiscono tra loro solo guardandosi negli occhi. Io, per esempio, che gioco da cinque, molto spesso trovo delle affinità con gli esterni in alcune situazioni solo guardandoli negli occhi. Queste sono cose che si imparano allenandosi e quindi sicuramente quello che mi viene da dire è la chimica di squadra, in termini di conoscenza proprio tra noi giocatori. Secondo me siamo veramente a buon punto dopo un mese. Questo è anche grazie al fatto che abbiamo già giocato tante partite insieme e quindi arriviamo sicuramente con maggiore prontezza a questa prima partita. Quello che mi aspetto tra un mese, se ci rivediamo e riparliamo di questa cosa, è una Fortitudo che gioca meglio rispetto a quello che può esprimere alla prima giornata di campionato”.
Foto Fortitudo Bologna