PESARO – Prima della finale di Coppa Italia, si è tenuta la consueta conferenza stampa del presidente di Legabasket, Umberto Gandini, in cui ha fatto il punto della situazione e un bilancio. 

Queste le sue parole.

“C’è un’atmosfera diversa rispetto alle mie prime Final Eight, l’anno scorso al Forum. Si parlava di tamponi e giocatori negativi, quest’anno siamo riusciti a mettere l’accento sull’apertura. Si comincia a respirare l’atmosfera a cui eravamo abituati. A questo proposito, il cambio di capienza così repentino è dovuto dal fatto che è stato trasformato in legge un decreto un immediato cambio di misure. Prima del previsto. È stato un mezzo miracolo perché da giovedì sera a venerdì sera siamo riusciti ad avere il decreto applicato. Vanno ringraziati i vertici dello sport, in particolare a Valentina Vezzali.
Il fatto di saperlo all’ultimo è stato il classico “meglio che niente”. Non è stato possibile fare promozione, ma siamo soddisfatti dalle reazione del pubblico avuto ieri e oggi. Rispetto al 2020 siamo a circa al 50% in meno. In questa edizione dovremmo riuscire ad arrivare alle 14mila presenze totali. Sul campo, tutte e otto le squadre si sono presentate nel modo migliore. Hanno messo tutto in campo. È stata un’edizione, tanto per cambiare, con le sorprese dietro l’angolo. La finale infatti nessuna l’aveva prevista. Vedremo Milano-Tortona, finale inedita. Ci auguriamo che questo sia un ulteriore segnale di quanto buona salute che il movimento sul campo ha. La situazione comunque è combattuta, ci sono pochi punti di differenza tra le varie squadre del campionato.
Sono successe tante cose, tanti decreti, modifiche, nuovi protocolli, rinvii, sospensioni. Non ci siamo fatti mancare nulla. Però siamo in una situazione migliore rispetto alla scorsa stagione. Sono sicuro che questa si concluderà nella maniera più regolare possibile.
Come Lega abbiamo cercato di fare il massimo per quanto riguarda la spettacolarizzazione dell’evento. Mi è piaciuto tantissimo il collegamento con Gianmarco Tamberi. Doveva essere con noi, ma è andato a Cleveland per il celebrety game della NBA. Speriamo di averlo con noi presto. Abbiamo messo in campo un po’ di novità dal punto di vista dell’intrattenimento. Abbiamo messo in campo risorse, ambassador e abbiamo cercato di aiutare questo gioco bellissimo a portarlo ad una dimensione migliore. Ieri sono venuti i freestyler sloveni, migliori d’Europa.
Insomma sono soddisfatto. In questi due anni ho solo avuto a che fare con il Covid e con l’emergenza. Abbiamo tenuto una stagione a porte chiuse, abbiamo tenuto una situazione complessa mantenendo i numeri e l’interesse vivo. Crediamo di essere sulla strada giusta che andrà certificata quando ci sarà il pieno delle capienza. Abbiamo lavorato, fatto ricerche ed indagini di mercato per capire quali fossero i dati ed i trend. La pandemia ha cambiato il modo di fruizione dello sport. Noi vogliamo arrivare alle nuove generazioni. Vogliamo parlare alle generazioni Z con il loro linguaggio. Dal punto digitale abbiamo fatto tanti passi avanti offrendo tanti contenuti nuovi sui nostri social. Vogliamo far conoscere i nostri protagonisti”. 

I ristori ricevuti. “Le porte chiuse ci hanno penalizzato per via dei non guadagni del botteghino. Abbiamo lavorato per avere dei ristori con le altre leghe. Quello che abbiamo ricevuto comunque non basta e non basterà. Contiamo di ricevere qualcosa in più nel prossimo futuro. I più grandi ricavi delle nostre società arrivano dal botteghino. Ristori diretti comunque non ne abbiamo avuti, ma ci dicono che entro l’inizio di marzo dovrebbe arrivare qualcosa.
Stiamo lavorando con Gravina, presidente della FIGC. Abbiamo problemi simili ma per dimensioni molto diverse. Il presidente Petrucci mi ha assistito. La FIGC sta lavorando su un fondo ricavato dalle scommesse sportive. La richiesta congiunta è quella di istituirne un 1% allo sport professionistico. Riteniamo che una piccola parte vada a chi è oggetto di scommessa. Il basket è il secondo sport dopo il calcio da questo punto di vista. Questo sarebbe un modo elegante per avere quei ristori che altre attività imprenditoriali hanno avuto finora”. 

Il riscontro sul giocare dal mercoledì alla domenica con un giorno di pausa. “La ragione per cui abbiamo voluto portare questa novità era finalizzato dal fatto che la mia prima F8 ho ricevuto lamentele da parte degli allenatori. L’unico modo per evitare questa “disparità” era di cambiare il calendario in questa maniera. Così nessuno gioca tre partite in tre giorni. La risposta del pubblico è stata discreta. Le squadre credo siano soddisfatte, nessuno si è lamentato. Credo proprio verrà ripetuto in futuro”. 

Le sedi dei prossimi eventi. “Siamo ben felici di giocare in nuove arene. C’è il progetto di Cantù che sta per partire, quello del dottor Gavio a Tortona, il nuovo palasport a Brindisi, quello della Virtus. Quindi c’è movimento da questo punto di vista. Bisogna valutare anche le dimensioni di questi impianti, dove c’è la massima ricettività possibile. I palazzi più grandi sono quelli che ci interessano maggiormente”. 

La NextGen. “Ci dispiace non averla potuta ospitare qui. È stata una scelta obbligata, le regole ci hanno penalizzato. Non era saggio prendere 20 squadre under20 e portarle qua tutte insieme. A malincuore abbiamo rinviato. Stiamo lavorando per decidere come presentare la NextGen nei prossimi mesi”. 

Le voci sul blocco delle retrocessioni. “Il dialogo all’interno della Lega. Abbiamo dimensioni di società molto diverse tra loro. Abbiamo vissuto un campionato molto problematico l’anno scorso. Siamo riusciti ad arrivare in porto senza cambiare le regole. Avremmo voluto però che Cantù fosse rimasta in Serie A, ma non è stato possibile. Quest’anno siamo partiti diversamente. Personalmente ritengo che il campionati si debba finire con le regole con cui si è iniziato. Però siamo un’associazione e si parlerà in Lega. Al momento non c’è stata alcuna richiesta di questo tipo”.