La straordinaria stagione della Germani Basket Brescia è terminata senza il lieto fine. Purtroppo, sul più bello, la formazione bresciana ha dovuto fare i conti con la dura legge del gioco. Come per l’Olimpia Milano in Eurolega, anche per Brescia la sesta è indigesta. Già,  perché aver pescato nei playoff la sesta della classe, dopo aver chiuso la regular season al terzo posto, si è rivelato fatale. La sconfitta contro Sassari al primo turno lascia tanta amarezza, ma non deve però scalfire quanto fatto in un’annata sportiva mai vista da queste parti. Record su record battuti come se non ci fosse un domani e passione sportiva che è aumentata esponenzialmente. Ora però viene il difficile perché riconfermarsi sarà durissima soprattutto se certi giocatori emigreranno in altri lidi. Per questo ci penserà la società, che dopo la difficile passata stagione, ha mostrato di essere valida e con un programma solido ed efficace. Andiamo ora a dare i nostri voti su quanto fatto dalla squadra di coach Magro.

IL PAGELLONE:

Amedeo Della Valle. Voto 9:

Non ci sono parole per quanto fatto dal giocatore della nazionale in questa stagione. MVP per distacco della stagione regolare è stato purtroppo frenato da problemi fisici durante i play off. Tutto questo ha condizionato e non poco l’uscita di scena prematura della squadra nei playoff scudetto. Si era presentato a Brescia per rilanciare la sua carriera e grazie al suo talento lo ha fatto in maniera esemplare. Il progetto Germani è chiaro e lui è la punta di Diamante.

Nazareth Mitrou-Long. Voto 9:

Il miglior straniero arrivato all’ombra del Cidneo dai tempi di  Marcus Laundry. Con Della Valle riesce a trovare quel legame cestistico che solo i fuoriclasse sono in grado di captare. Penetrazione devastante e tiro dalla lunga distanza altrettanto efficace. Il suo sogno è quello di ritornare in NBA e, come per Amedeo, Brescia era la piazza per rilanciarsi. Ora resta da capire se ripartire dalla Leonessa o accettare le offerte di altri club, si parla già di Panathinaikos. Ai posteri l’ardua sentenza.

Jonh Petrucelli. Voto 8,5:

Alzi la mano chi non lo vorrebbe nella nazionale di Meo Sacchetti. Noi la mano la teniamo ben legata alla sedia, incrociando pure le dita per questo passaporto italiano che dovrebbe arrivare. Si perché la stagione di questo ragazzo, che è stato per quasi tutti una scoperta, è stata allucinante. Un difensore a tutto campo eccellente, con una visione di gioco degna dei migliori, forte anche di una penetrazione bruciante e di un ottimo tiro dalla media-lunga distanza. Un giocatore completo che farebbe gola a chiunque, ma Brescia non lo lascerà andar via facilmente.

Kenny Gabriel. Voto 8:

Atletismo e ottima precisione al tiro soprattutto dalla lunga distanza sono i capisaldi di questo 4 arcigno per tutti gli avversari. Partito abbastanza in sordina, ha faticato nelle prime giornate a trovare il ritmo richiesto dall’esigente gioco del coach. Poi, entrato in condizione, è stato un autentico protagonista della stagione. Si è dimostrato un’ ottimo acquisto ed in breve è diventato uno degli idoli della piazza.

Tommaso Laquintana. Voto 7,5:

E’ partito ai margini della squadra nonostante l’essere invocato a gran voce dal pubblico durante le prima 9 difficili giornate di campionato (3v-6s). Il ragazzo, con calma e sangue freddo, ha saputo trovarsi il suo spazio e diventare una pedina fondamentale dello scacchiere scavalcando diversi compagni nelle rotazioni. Come già fatto nella sua prima esperienza in terra bresciana si è dimostrato capace di risolvere situazioni intricate. Gli applausi ci stanno tutti.

Christian Burns. Voto 7:

Notevole come sempre la stagione del veterano di casa Germani. Canta e porta la croce sotto canestro come pochi sanno fare e anche in quest’annata è stato un caposaldo importantissimo per tutto il team. Uomo squadra, ha indicato la retta via ai compagni in ogni situazione di difficoltà.

Michael Cobbins. Voto 7:

Per quanto riguarda il suo percorso iniziale vale quanto scritto per Gabriel. Ci mette un po’ più di tempo ad affiancare il compagno come efficacia, ma quando lo fa è disarmante. Combatte come un leone sotto canestro fino all’infortunio occorso a poco dal traguardo. Nonostante tutto è uno degli ultimi a cedere contro Sassari.

Lee Moore. Voto 6:

Di ritorno in quel di Brescia, fatica ad entrare nei meccanismi iniziali del coach. Cresce alla distanza spinto anche dal supporto dei compagni oltre che del pubblico. Campionato nel complesso positivo per il play americano che spera di rimanere anche l’anno prossimo.

David Moss. Voto 6:

Il capitano è sempre il capitano. Per tenere una squadra compatta serve senz’altro il suo apporto. Leadership indiscutibile, è sempre al servizio dei compagni e dell’allenatore nonostante il minutaggio ridotto e la non più giovane età.

Salvatore Parrillo. Voto 6:

Nelle rotazioni di Magro trova pochissimo spazio all’inizio, ma nel finale di stagione riesce a ritagliarsi un pò di impiego facendo vedere ottime cose. Buon difensore e grandissimo agonista è stato un’arma in più nei momenti cruciali. Idolo del pubblico

Paul Eboua. Senza Voto:

Corpo estraneo in una squadra ben congeniata. Non me la sento di valutare la sua stagione anche perché c’è ben poco da dire. Continuo a sostenere che questo non sia il suo tipo di basket. Possente fisicamente dovrebbe essere straripante in ogni situazione, ma la mancanza di cattiveria e l’asfissiante pressione avversaria lo limitano parecchio. Ha bisogno di trovare fiducia e questo sarà il compito per le vacanze.

Jonh Brown III. Senza Voto:

Troppo poche le partite per giudicare l’arrivo a Brescia del giocatore proveniente dall’Unics Kazan. Chi si aspettava delle prestazioni devastanti in stile Brindisi è stato deluso, ma ripeto il tempo è stato davvero minimo. Se rimarrà anche la prossima stagione probabilmente potrà inserirsi meglio negli schemi e occupare più spazio.

Alessandro Magro. Voto 9:

Scommessa vinta. Si perché all’inizio del campionato nessuno si sarebbe immaginato che questo personaggio, alla prima da capo allenatore nella nostra massima serie, potesse portarsi a casa il premio di miglior coach dell’anno. E pensare che dopo lo 0-3 iniziale c’è che già pregustava un suo esonero, ma patron Ferrari ha sempre invitato tutti a stare tranquilli. Aveva ragione. Il lavoro alla lunga paga sempre e quello fatto da Magro per questa Germani è stato encomiabile. Purtroppo i playoff scudetto sono andati male perché tutti ormai si aspettavano una semifinale contro Milano, ma sicuramente questa esperienza servirà in futuro. Il tempo è dalla sua parte e siamo sicuri che ci sarà altro da dire sul suo conto

Società. Voto 9:

Eccellente il lavoro fatto dalla società Bresciana dopo quanto successo lo scorso anno. Acquisti mirati, scommesse vinte, progetto solido e abnegazione costante di tutti i componenti hanno fatto si che il risultato non potesse essere questo. Speriamo che questo percorso possa proseguire lungamente perché ormai da Brescia ci si aspetta continuità. Sportivamente parlando, nella storia della città, solo la Pallanuoto ha aperto un ciclo che si rinnova da decenni con successo. È ora che un altro sport a Brescia possa prendere il testimone di questa continuità e per come si sta mettendo, chi meglio della Germani?

Pubblico. Voto 10:

Vi invitiamo  caldamente a seguire una partita al PalaLeonessa e indipendentemente dal risultato finale di essa vedrete che vorrete ritornarci. L’atmosfera che si respira all’interno del palazzetto è difficile da trovare da altre parti. Il sostegno della tifoseria è impressionante per volume e costanza. Il voto massimo se lo meritano tutto, dopo tutto quello che è successo nell’ultimo biennio. Peccato per il finale amaro perché i ragazzi sugli spalti avrebbero anche loro meritato un epilogo diverso.

in foto: Amedeo Della Valle (Ciamillo-Castoria)

Riccardo Chiorzi