Giuseppe Mangone è stato ospite dell’ultima puntata di Alley Oop, trasmissione condotta da Eugenio Petrillo, Alessandro di Bari e Marco Lorenzo Damiani ogni martedì dalle 17 alle 18. Il coach, tra i vari argomenti trattati, ha parlato di come si lavora al fianco di Ettore Messina, di come svolge il doppio impiego tra Olimpia Milano e nazionali under oltre ai successi recenti degli azzurrini. Segue un estratto.
Il lavoro all’Olimpia e al fianco di Ettore Messina.
Sicuramente è qualcosa di cui sono entusiasta e di cui, nonostante sia passato più di un anno, ancora non mi rendo del tutto conto. Probabilmente è un’esperienza che conserverò come uno dei ricordi più belli della mia carriera, perché parliamo di una leggenda della pallacanestro, non solo europea. Mi sento davvero fortunato, ma allo stesso tempo la vivo come una sfida quotidiana: arrivarci è bello, ma restarci e continuare a crescere a questo livello è ancora più stimolante. La cosa che mi colpisce di più in lui è l’autoesigenza. C’è un video famoso in cui il coach parla proprio di questo tema: la verità è che lui è l’autoesigenza. Io credevo di essere una persona esigente, con gli altri e con me stesso, ma vivendo la quotidianità con lui ho capito quanto si possa ancora crescere in questo aspetto.
Il doppio ruolo tra Olimpia e nazionali giovanili.
“Non è semplice conciliare i due ruoli ma con un buon lavoro di squadra si può fare. Tengo sempre aperto un canale diretto con gli allenatori e i dirigenti dei ragazzi nel giro delle nazionali, aggiornandoci periodicamente su come stanno, se ci sono infortuni o sviluppi tecnici. Insieme al mio staff e al preparatore fisico raccogliamo tutte queste informazioni e costruiamo una “fotografia” aggiornata del gruppo. Quando posso, vado a vedere partite o tornei dal vivo; altrimenti lavoro molto con video e materiali da remoto. È impegnativo, ma la collaborazione e la fiducia reciproca rendono tutto più fluido”.
I due argenti dell’Italbasket con i 2007.
“Ogni estate con la nazionale è speciale. Il gruppo dei 2007, quello del mondiale e dell’Europeo, era davvero unico: una squadra vera, con grande spirito di gruppo. Erano ragazzi già abituati a competere ad alto livello e di straordinaria qualità umana. Anche nei momenti difficili, come al mondiale con due sconfitte e una situazione complicata, non si sono mai arresi. Hanno sempre giocato per aiutarsi a vicenda, condividendo il pallone con naturalezza”.
Nella grafica Giuseppe Mangone