La stagione regolare della Winner League israeliana è stata sospesa temporaneamente. Una decisione inevitabile, maturata nelle ultime ore alla luce del crescente deterioramento della situazione di sicurezza nella regione, con l’escalation delle tensioni tra Israele e Iran.
In una nota ufficiale, la lega ha spiegato di operare in piena sintonia con le direttive del Comando del Fronte Interno e di aver attivato i piani d’emergenza predisposti per circostanze di questo tipo. La priorità assoluta resta la tutela dell’incolumità di giocatori, staff tecnici e personale dei club, con un’attenzione particolare agli atleti stranieri.
Nel frattempo, secondo quanto riportato da Sport5, ai giocatori stranieri impegnati nel massimo campionato israeliano sarebbe già stato chiesto di lasciare il paese. Una misura precauzionale resa necessaria dal rischio crescente e dalla chiusura dello spazio aereo.
Anche l’Eurolega si sta adeguando al contesto. Le gare ancora in calendario che coinvolgono squadre israeliane dovrebbero disputarsi all’estero: alcune date sarebbero già state ridefinite, in attesa di comunicazioni ufficiali definitive.
Situazione particolarmente delicata per l’Hapoel Tel Aviv, che si sta muovendo per trasferire fuori dai confini nazionali sia i giocatori stranieri sia quelli israeliani. Dopo i recenti sviluppi militari, il club ha avviato un piano per riportare l’intero gruppo in Bulgaria, con Sofia destinata a diventare base operativa temporanea per garantire continuità all’attività sportiva.
L’operazione, però, si presenta complessa: con lo spazio aereo chiuso, organizzare voli è tutt’altro che semplice e si starebbe lavorando per ottenere autorizzazioni speciali. Non si esclude nemmeno l’ipotesi di un trasferimento via mare. Al momento, diversi membri del roster e dello staff tecnico risultano ancora in Israele.
Anche l’Maccabi Tel Aviv ha adottato misure straordinarie. Dopo l’ultima gara di Eurolega contro il Monaco, il club aveva già deciso di trattenere all’estero alcuni elementi della squadra. Chi era rientrato in Israele era stato preventivamente informato della possibilità di dover ripartire in tempi rapidi, vista l’eventualità di un attacco e della conseguente chiusura dei cieli.
Nelle ultime ore, una volta compreso che la situazione stava precipitando, la dirigenza del Maccabi si è attivata con tempestività per organizzare la partenza degli stranieri ancora presenti nel Paese. Secondo le informazioni più recenti, tutti i giocatori stranieri delle principali squadre israeliane sarebbero stati indirizzati verso uscite via terra attraverso Egitto o Giordania, da dove dovrebbero poi imbarcarsi su voli diretti in Bulgaria.
Il basket israeliano, dunque, si ferma. Non per questioni tecniche o sportive, ma per una priorità che supera ogni competizione: la sicurezza. In attesa che il quadro si stabilizzi, le società cercano soluzioni per proteggere i propri tesserati e mantenere viva, seppur lontano da casa, la continuità della stagione europea.