Una Virtus fresca vincitrice della prima gara di Top 16 di Eurocup, si presenta domenica alle ore 17,00 in diretta su Eurosport 2 ed Eurosport Player al PalaBancoDesio per affrontare l’insidiosa trasferta di Cantù, dove non vince dal campionato 2008/09.
Facendo un passo indietro a mercoledì scorso, la Segafredo ha offerto un’altra buona prova nel torneo continentale, contro gli sloveni dell’Olimpia Lubiana, vincendo per 90 a 76, e mettendo in mostra una convincente prestazione di tutto il gruppo, ma soprattutto un Belinelli davvero sopra le righe. Superfluo sottolineare la qualità delle giocate offerte dal ragazzo di San Giovanni in Persiceto, quanto invece evidenziare il modo in cui si sta ponendo nei confronti dei compagni e del Coach Djordjevic. Marco ha decisamente cambiato il suo modo di giocare, non è più lo specialista visto in 13 anni di NBA, dove tirava spesso uscendo dai blocchi, oggi è quel giocatore a 360 gradi che appena può, attacca il ferro o scarica ottimi palloni verso il compagno meglio posizionato. In queste prime partite in cui è stato impiegato, si è intuito che sta anche cercando di apprendere il modo di giocare della squadra, ascolta tutti i compagni e soprattutto, si nota già una certa affinità con l’altra stella della Segafredo, quel Milos Teodosic che ha invitato i tifosi a pazientare ancora un pò, poi vedranno di cosa saranno capaci i due. Volendo essere spiritosi, si può già notare qualcosa di simile fra i due, le espressioni facciali imperturbabili.
Tornando alla squadra, la partita di mercoledì ha offerto diverso materiale su cui poter fare considerazioni; ciò che più sorprende al momento, sono le numerose variabili di quintetti che Coach Djordjevic può utilizzare per scardinare le difese avversarie o metterne in difficoltà gli attacchi. Aver visto Alibegovic giocare da cinque con buoni frutti, oppure avere in campo quattro esterni con Weems da ala grande, consentono alla Segafredo di poter gestire il cambio sistematico senza soffrire evidenti mismatch, a tutto vantaggio di una difesa che rimane equilibrata e può quindi mettere in difficoltà l’avversario nel cercare di raggiungere un punto di tiro vicino al canestro. Altro grande segnale della squadra, sono le condizioni fisiche di alcuni elementi che sono oggettivamente migliorate, ad esempio lo stesso Weems e Stefan Markovic, due pedine di estrema importanza nello scacchiere dei BiancoNeri. Qualcuno invece ancora non è al massimo, come ad esempio il capitano Ricci, ma giocare di fianco a tanti compagni al top, non può che aiutarlo a ritrovare la giusta condizione.
Domenica pomeriggio, nella Cantù sponsorizzata Acqua San Bernardo, la Segafredo ritroverà una vecchia conoscenza, appena arrivata nel team di Coach Cesare Pancotto, quel Frank Gaines che proprio la scorsa stagione, proveniente dalla stessa società brianzola, era arrivato in Virtus da capocannoniere della lega, con grandi speranze e rinnovate ambizioni. Purtroppo la sua stagione in Virtus non si è dipanata come tutti speravano, nonostante nella prima parte, Frank abbia comunque offerto discrete prestazioni balistiche e non facendo mai mancare il suo supporto difensivo ai compagni. Complice un noioso infortunio, e probabilmente un impiego che lo costringeva a non poter gestire il pallone come a lui piaceva, l’avventura della trentenne guardia americana di Fort Lauderdale in Florida, si è conclusa al momento della sospensione dei tornei, finendo per firmare un contratto con la società Israeliana del Bnei Herzliya, dove ha giocato insieme ad un’altra vecchia conoscenza del pubblico Virtussino, quell’Abdul Gaddy che non ha certo lasciato grandi ricordi a Bologna nel biennio 2014/16.
Gaines, ha esordito domenica scorsa a Sassari, nella gara persa da Cantù per 98 a 92, in cui Frank ha comunque dimostrato di non aver perso la confidenza col canestro, realizzando 23 punti in 37 minuti di gioco, pur non tirando con grandi percentuali da 3 (2/10 20%), ma risultando incisivo all’interno dell’arco con un 5/6 da 2 per un 83,3%, condendo il tutto con 7/8 ai liberi. Oltre a Gaines, la Segafredo ritroverà Martin Leunen, ex Fortitudo, giocatore che nonostante le 35 primavere, continua a dispensare buone prestazioni, in virtù di una notevole intelligenza cestistica.
La Virtus arriva a Cantù ancora imbattuta in trasferta, sia in campionato (dove condivide il primato con Milano) che in Eurocup, unica nella competizione. Cantù rappresenta storicamente un campo molto ostico per la Segafredo, i ricordi di sfide importanti sono innumerevoli, specie quando si giocava nell’impianto sito a Cucciago, il Pianella. La panchina dei brianzoli, oggi occupata da Pancotto, ha visto da sempre nomi molto conosciuti, partendo da Larry Strong, che fu allenatore anche della Virtus nel biennio 1952/54, da Vittorio Tracuzzi, allenatore della Virtus dal 1954 al 1960 e nel biennio 1970/72, da Boris Stankovic che in seguito divenne dirigente FIBA, da Gianni Corsolini, nativo di Bologna, allenatore delle giovanili Virtus nel 1957/58 e padre di Luca, oggi giornalista molto stimato. La lista prosegue con Arnaldo Taurisano che con i brianzoli ha vinto uno scudetto, tre Coppe Korac, tre volte la Coppa delle Coppe e soprattutto una Coppa Intercontinentale. Anche Valerio Bianchini si è seduto sulla panchina di Cantù, il Vate lo ricordiamo a Bologna nell’anno poco fortunato 2002/2003. La lista prosegue con Giancarlo Primo, allenatore per tanti anni della squadra nazionale, e vincitore a Cantù di una Coppa dei Campioni e di una Intercontinentale. Venendo ad anni più recenti, ricordiamo Carlo Recalcati per tutti Charlie, una vita da giocatore proprio a Cantù, ed in seguito anche stimatissimo allenatore. Si prosegue la lista con Fabrizio Frates, visto anche sulla panchina della Fortitudo, che a Cantù ci ha vinto una Korac, per proseguire con Bruno Arrigoni che i Virtussini ricordano come direttore sportivo nel biennio 2013/15. Citiamo anche Giancarlo Sacco, visto lo scorso anno a Pesaro dopo una carriera spesa su innumerevoli panchine, Gianfranco Lombardi, detto Dado, giocatore della Virtus dal 1958 al 1970 (in Nazionale, durante le olimpiadi di Roma nel 1960, venne inserito nel quintetto ideale), ed anche general manager nell’anno nero 2002/03. Anche Massimo Magri, Mirandolese di nascita, ma Bolognese di adozione, si è seduto sulla panchina di Cantù nella stagione 1997/98. Nella lista, non poteva mancare certo il nome di Stefano “Pino” Sacripanti, canturino di nascita, 9 anni alla guida del club, visto anche sulla panchina Virtus dal 2018 al marzo 2019, prima del suo esonero (proprio dopo una sconfitta contro Cantù), ed il successivo ingaggio di Aleksandar Djordjevic. Anche l’attuale tecnico della Fortitudo Luca Dalmonte è stato allenatore di Cantù, nel biennio 2007/09. A Dalmonte è succeduto Andrea Trinchieri, che ha ricoperto l’incarico dal 2009 al 2013, oggi allenatore del Bayern Monaco in Eurolega, che i tifosi Virtussini ricorderanno certamente lo scorso anno, come tecnico di quel Partizan Belgrado che complicò non poco la corsa della Virtus in Eurocup, prima del blocco causato dal Covid.
La Segafredo, si presenta domenica contro Cantù con l’obiettivo di conservare la propria imbattibilità esterna, ma soprattutto con il dichiarato intento di non voler perdere altri punti preziosi per quelle che saranno le posizioni nella griglia finale dei playoff, dopo essersi qualificata da quarta per le final 8 di Coppa Italia (che si giocheranno a Milano), dove affronterà per il secondo anno consecutivo Venezia ai quarti. La gara di domenica sarà diretta dai signori Bartoli, Pepponi e Valzani.
Nota a margine: domenica 17 gennaio, ricorre il 150° anniversario di fondazione della SEF Virtus, la cosiddetta Casa Madre, tanti auguri…..
Alessandro Stagni
Marco Belinelli: foto Ciamillo-Castoria