Troy Daniels – ossia colui che LeBron James avrebbe soprannominato Layup perché il suo tiro da tre è sicuro come un appoggio – sta decisamente salendo di colpi nell’ultimo periodo, dopo un inizio complicato tra infortuni e Covid: “Vero ­- ammette ­a Luca Chiabotti su “La Repubblica – Milano – Ma è qualcosa che ho dovuto affrontare in tutta la mia carriera: partite in cui giocavo, settimane in panchina, per ultimo l’anno scorso in cui ho aspettato per tutta la stagione un contratto NBA. Ogni volta ho dovuto scoprire il modo per superare le avversità, sono pronto a farlo e in questo Mila­no non è stata diversa dalle altre esperienze”.

Poi Daniels ha affrontato il cambio di vita importante passando dagli USA al Vecchio Continente: “Venire in Europa è stato un cambio di vita, tutto è differente ma in modo diver­tente. Il fatto che l’Ar­mani sia un’organizzazione da Nba in ogni suo aspetto, logistico, di rap­porti e di metodo di lavoro, mi ha certamente aiutato moltissimo. Per il resto, mi piace molto Milano, amo fare passeggiate, ammirare gli splendidi palazzi, fare shopping. Prima di venire in Europa, ho parla­to con molti colleghi, tra cui Mal­com Delaney, per capire cosa aspet­tarmi. Certo in campo molte cose sono differenti, il gioco è più fìsico e dagli arbitri non devi aspettarti gli stessi fischi della Nba. Un basket diverso ma che mi piace. E mi piace che Ettore Messina mi abbia pro­spettato di diventare un giocatore più completo e io possa dimostrare al mondo di non essere soltanto un tiratore”.

Poi l’americano ha parlato di una sua passione: “La moda è stata sempre parte di quel­lo che sono e voglio essere. Quando giocavo a Los Angeles una delle ri­chieste era quella di presentarsi al­le partite vestiti nel modo giusto, perché eravamo sempre al centro dell’attenzione. Così alcuni marchi mi hanno scelto per indossare i lo­ro capi, io stesso ne ho una collezio­ne. Spero che la moda faccia sem­pre parte della mia vita”. Giocare per Armani è quindi un segno del destino: “Non è solo un grande proprieta­rio, fa un sacco di cose belle. Due giorni fa sono stato nel suo nego­zio, è da perdere la testa…”.

Infine, il numero 30 si è soffermato sulle qualità dei suoi compagni e della società: “Conside­ro Chacho Rodriguez il miglior playmaker con cui ho giocato per i fondamentali e la capacità di crea­re giocate formidabili. Ed è molto divertente da vedere. Credo che Mi­lano abbia tutto per poter vincere, grandi giocatori, Messina e il suo staff e il modo in cui viene gestita la squadra. Ovviamente non so cosa aspettarmi, non ho mai disputato dei playoff in Europa o delle Final Four. Ma ho giocato in squadre Nba che hanno vinto il titolo, conosco quella atmosfera e il feeling è che all’Olimpia ci sia davvero questa possibilità”.

Fonte: legabasket.it