Intervistato da Luca Chiabotti su “La Repubblica – Milano”, Diego Flaccadori si è raccontato spiegando cosa rappresenti Milano per lui: “Significa soprattutto le grandi sfide giovanili tra la mia squadra e l’Armani, la nostra rivale numero uno. Poi l’ho riscoperta negli anni di Trento, perché la mia ragazza studia qua. Mi piaceva venire a Milano perché amo le grandi città. Adesso rappresenta anche il luogo del grande passo, quello della convivenza ufficiale con lei”.

Flaccadori è rimasto stupito dalla qualità dell’Olimpia: “I primi 15 giorni sono stati abbaglianti perché, quando entri in spogliatoio e vedi Mirotic, Melli, Hines, giocatori che stanno scrivendo la storia di questo sport, provi grande orgoglio e felicità. Ma devi essere rapido a realizzare che sei in campo con loro e devi subito dare una mano alla squadra senza essere impaurito da questi grandi nomi. Ma l’abbaglio c’è stato e non bisogna negarlo”.

Sinora Diego ha avuto molte opportunità per scendere in campo: “Non bisogna crearsi troppa pressione o, meglio, più di quanta non mi crei da solo per raggiungere il meglio di me stesso. L’importante è dare subito un contributo concreto a cominciare dalle piccole cose. L’Olimpia è un club in cui tutti i giocatori d’Europa vorrebbero venire e quindi sono, da una parte, molto orgoglioso, dall’altra carico e concentrato nel provare ad arrivare il prima possibile al livello che questo club richiede. Sono un giocatore più consapevole di quando ho assaggiato l’Eurolega a Berlino e, anche se resta una competizione di un livello superiore in tutto e la pressione all’Olimpia è maggiore rispetto a quella che ho vissuto finora, vengo da un paio di stagioni molto importanti che mi hanno dato consapevolezza e spinto a voler fare un passo in più. So che vivrò tanti alti e bassi durante la stagione come anche la squadra, ma l’importante è restare sul pezzo e ottenere i risultati che ci si prefissa, che sono poi la cosa più importante a Milano”.