Al Forum di Assaggo va in scena una partita di grande pallacanestro, nella quale il Real riesce ad avere la meglio. Milano ha avuto l’occasione di vincere, ma il tiro della vittoria non è entrato. Finisce 73-75.
OLIMPIA MILANO
Melli 6: un primo tempo dominante in cui tiene in piedi la baracca milanese, perlomeno alla voce “rimbalzi”. Nel secondo tempo scompare nei meandri della panchina, forse troppo a lungo.
Grant sv: non vede il campo.
Rodriguez: 6: quando c’è lui in campo la manovra è molto più viva, ma nel momento in cui dovrebbe salire in cattedra per riallacciare la partita non si fa trovare molto pronto.
Tarczewski sv: vedi Grant.
Ricci 6: entra in campo, segna due triple e difende. Esattamente ciò che deve fare.
Hall 5: i mastini del Real sono troppo per lui. 2/8 al tiro e -3 di valutazione.
Delaney 5: quando c’è lui in cabina di regia la manovra milanese è lenta e non crea niente. Tre palle perse, e brutte percentuali ai liberi. La tripla della vittoria esce, come tutte le altre.
Daniels 5,5: una comparsata in campo con tripla.
Shields 6,5: fa quello che deve fare, ovvero segnare. Alla fine sono 18, ma sono esaurisce le cartucce sul più bello.
Hines 5: bene a rimbalzo ma percentuali disastrose. Tavares è un pessimo cliente, e si vede.
Bentil 5,5: parte bene, poi viene dimenticato in panchina.
Datome 5,5: i cinque punti nel finale valgono mezzo voto in più e a momenti anche la partita. Ma il contributo è stato minimo.
REAL MADRID
Williams-goss 6: fa il suo e contribuisce alla vittoria.
Causeur 7,5: top scorer silenzioso della partita. 4/6 da tre che taglia sempre le gambe ai milanesi.
Nunez sv
Randolph 6: non vede praticamente il campo ma quando entra regala due cioccolatini al pubblico del Forum.
Fernandez 7: il solito immortale Rudy. Sembra sempre scegliere il momento più sbagliato (per gli avversari) per piantare una coltellata. Decisivo.
Hanga 6: due canestri e poco altro. Ma tutto fa brodo.
Vuckcevic sv
Poirier 6: poche cifre ma se Milano non riesce minimamente ad avvicinarsi all’area avversaria è anche grazie alla sua presenza.
Tavares 6,5: l’importanza di chiamarsi Tavares. La disparità fisica con centri small-size di Milano è il perno del gioco spagnolo. Costringe un veterano come Hines a spendere ogni energia del suo corpo per cercare di arginarlo. In difesa mette una lastra di plexiglass sotto al suo canestro.
Llull 6,5: la tripla sulla sirena del terzo quarto è la zampata del campione. Spesso sparisce, ma quando torna si vede.
Yabusele 7,5: partitona che le sole cifre non possono raccontare. Il dominio fisico è evidente a tutti, soprattutto a Messina.
Taylor 5,5: l’unico dei suoi a non combinare oggettivamente nulla.
LUIGI AMORI