Il comunicato della FIP:
Si è tenuta oggi all’interno del Mubit la conferenza stampa di presentazione delle nuove Maglie Azzurre 2026 firmate Macron e dei programmi delle Nazionali Maschili, Femminili e 3×3. In Sala tante stelle e leggende della pallacanestro italiana, a cominciare da Dino Meneghin. Suo il primo intervento: “Davanti a me e intorno a me tanti eroi. Ho avuto la fortuna di vestire la maglia della Nazionale da ragazzino, avevo 15 anni e abbiamo partecipato a un torneo giovanile in Germania, a Mannheim e in tribuna c’erano tanti nostri connazionali, in Germania per lavoro. Alla fine vinciamo il torneo e l’invasione pacifica dei nostri tifosi ci porta in trionfo. Il giorno dopo partiamo a piedi per andare a prendere il treno per tornare in Italia e loro, sempre con mazzi di fiori, ci accompagnano. E mentre stavo salendo sul treno un signore ci ha detto: “Salutateci l’Italia che ci manca tanto”. In quel momento ho capito che cosa voglia dire giocare per la Nazionale, perché in fondo giocare per Milano, Bologna o qualsiasi altra squadra significa giocare per quel gruppo, per quei tifosi, per quella realtà. Quando giochi per la Nazionale, invece, ti rendi conto che giochi anche per tutti quelli che magari non seguono la pallacanestro ma non si dimenticano mai di te: rappresenti un intero Paese. Da allora, ogni volta che entravo in campo, fino a quando ho smesso alle Olimpiadi di Los Angeles, ricordo che in tribuna c’era una bandiera tricolore e dicevo: “Oggi gioco per lui”. Gioco per lui perché non volevo che, al di là del risultato, andasse a casa deluso del fatto che io non mi fossi impegnato o che non avessi avuto un atteggiamento sbagliato. Quello, per me, è il significato della Nazionale: giocare per un intero Paese“.
Oggi al Mubit, insieme a Dino Meneghin, c’erano anche il figlio Andrea, Carlton Myers, Gigi Datome, Gianluca Basile, Pierluigi Marzorati, Andrea Bargnani, Simone Fontecchio, Roberto Brunamonti, Carlo Recalcati, Romeo Sacchetti, Renato Villalta, Marco Belinelli, Renzo Bariviera, Gregor Fucka, Giacomo Galanda e Giorgio Bongiovanni. Quest’ultimo ha compiuto cento anni lo scorso 4 marzo ed è stato premiato da Gigi Datome mentre tutta la Sala era in piedi per tributargli una commovente e dovuta standing ovation.

Elemento centrale della nuova Maglia è il tricolore in stile vintage posizionato sul petto accanto al Macron Hero, un richiamo alla maglia indossata nella prima storica sfida del 1926. Anche la scritta “ITALIA”, così come nomi e numeri dei giocatori, è realizzata con un font d’ispirazione rétro, pensato per evocare l’identità e la tradizione del basket azzurro. A rendere il Game Set assolutamente unico ed esclusivo è la stampa sublimata tono su tono che attraversa il tessuto della maglia: un omaggio alla storia della Nazionale attraverso i nomi di tutti gli atleti che, almeno una volta nella propria carriera, hanno vestito la maglia azzurra. Un ulteriore dettaglio celebrativo trova infine spazio negli inserti interni ed esterni del collo, dove compaiono la data e il risultato della prima partita ufficiale della Nazionale: “Italia-Francia 23-17 / 4 aprile 1926”. Il Game Set è completato da una shooting shirt a manica corta che riprende lo stile e gli elementi grafici distintivi delle divise gara. Il Game Set creato per la Nazionale Senior femminile si distingue per un design pulito ed essenziale, capace di valorizzare identità e appartenenza attraverso dettagli dal forte valore simbolico. La scritta “ITALIA”, insieme a nome e numero delle giocatrici, è realizzata con il font istituzionale ed è sormontata dalla bandiera tricolore. Elemento caratterizzante del kit femminile è l’inserto presente sul collo, sia interno sia esterno, che riporta la frase “L’Italia chiamò” tratta dall’Inno di Mameli: un richiamo diretto ai valori di identità, orgoglio e appartenenza che accompagnano da sempre la maglia azzurra.
A “guardare le spalle” agli Azzurri ci sarà ancora IBSA Italy, azienda dalla spiccata vocazione sportiva e dal forte spirito innovativo. Realtà scientifica, economica e industriale di primo piano nel settore farmaceutico, l’azienda con sede a Lodi condivide con la FIP valori fondamentali come cultura, innovazione e fairplay. Il tutto in maniera etica e sostenibile.
A commentare il processo creativo che ha portato alla nascita di questo GameSet è stato il Direttore Technical Sponsorship di Macron Francesco Martinelli: “È davvero un piacere essere qui oggi per celebrare insieme alla Federazione Italiana Pallacanestro e a tantissime leggende del basket italiano una ricorrenza così importante. Macron è un brand orgogliosamente italiano e ognuno è consapevole dell’importanza e del valore della maglia della Nazionale per tutto il movimento. Con questo senso di responsabilità affrontiamo ogni anno il design dell’intera collezione, cercando di creare sempre qualcosa di unico. Ci auguriamo che questi GameSet possano essere protagonisti di risultati importanti”.
Ha aperto la conferenza stampa, moderata da Lia Capizzi, il presidente Petrucci: “Non ci si deve vergognare oggi se scenderà qualche lacrima, perché intorno a me vedo le persone che hanno fatto questa storia. Potrei essere originale e citare una frase di Cornelia dei Gracchi: “Questi sono i miei gioielli”. Perché io, che ho visto tante storie per la mia età e per quello che ho fatto, passando dal calcio al basket e al CONI, devo dire che una cerimonia così suggestiva ed emozionante poche volte l’ho vissuta. Oggi ci sono praticamente tutti i campioni che abbiamo invitato, hanno scelto di stare con noi in un giorno così importante per la nostra storia. Vedo anche Kacerik e Andrè, due campionesse che ci hanno riportato a un campionato del mondo. Mi ricordo che, quando ero commissario della Federcalcio e presidente CONI, il nostro sogno era Berlino e il primo discorso che feci a loro fu proprio questo. Come il calcio è arrivato a Berlino, ora ci sono arrivate anche le Azzurre. Oggi, con questo splendido parterre, con questa presenza, con tutta questa storia in prima fila, c’è emozione ma c’è anche soddisfazione: oltre ai titoli e alle vittorie, c’è un cuore grande. Grazie ad atleti, tecnici, dirigenti, arbitri: noi esistiamo perché ci siete voi, e di questo vi ringraziamo”.
Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati i programmi delle Nazionali Maschili, Femminili e 3×3

Le parole di Luca Banchi: “Oggi è una giornata speciale: vedere quei volti che hanno contribuito ad avvicinarmi a questo sport e ad appassionarmi è qualcosa di straordinario. Oggi immaginarmi alla guida tecnica del movimento è il sogno che credo ogni bambino possa vedere realizzato. È una stagione particolare. Ho ereditato questa Nazionale all’inizio di un percorso di qualificazione che, nell’arco di due stagioni sportive, dovrebbe portarci al Campionato mondiale in Qatar. È un percorso complesso, soprattutto per la struttura e il format del girone di qualificazione: quattro delle sei finestre che ci dovrebbero portare al Mondiale si giocheranno in inverno, e questo riduce sensibilmente il numero dei giocatori a disposizione. Per questo ho sentito l’obbligo di cercare di allargare quanto più possibile la rosa degli atleti convocabili. Il fatto che siano stati messi i nomi dei 496 che hanno vestito questa maglia non fa altro che rinforzare l’idea che la Nazionale appartenga alle generazioni successive. Questo è il messaggio che mi sento in obbligo di trasmettere. C’è qualcosa di più grande nel nostro DNA: quando vestiamo l’azzurro, quando vediamo quei colori, quando sentiamo l’inno, percepiamo davvero di partecipare a qualcosa di più grande. Le nostre carriere si costruiscono anche attraverso l’esperienza nei club. Io mi sono formato nel settore giovanile, poi ho avuto il privilegio di esordire in Serie A e di fare anche esperienza all’estero, ma, come mi diceva il presidente Petrucci, niente è come mettere questa maglia, niente è come sentire questo inno. Io lo percepisco ogni giorno, semplicemente camminando per strada, dove sei identificato come qualcuno che rappresenta tutti. Spero che questo contribuisca a scolpire ancora di più la mentalità di questa nuova grande generazione di giovani, estremamente talentuosi, che dovranno dimostrare di valere questa maglia e sacrificarsi ogni giorno per essere degni di questa opportunità. L’obiettivo è lasciare un’eredità migliore di quella che abbiamo trovato. E quello che ho ereditato da questi grandi campioni, oltre che da tanti ex commissari tecnici, mi obbliga ogni giorno ad andare in palestra e a farli sentire orgogliosi, così come io mi sento degno dell’opportunità che mi è stata data”.
A seguire il coach delle Azzurre Andrea Capobianco: “Sono felice di essere qui, perché sono anche molto emozionato: davvero qui c’è la storia, c’è tutto. Non bisogna assolutamente scomporre la Federazione della Nazionale italiana: non lavoriamo a compartimenti stagni. Noi cerchiamo di far capire che siamo un tutt’uno e che vogliamo rappresentare un intero popolo. Per questo dobbiamo creare unità insieme alla Nazionale maschile, insieme al 3×3, insieme ai funzionari, a tutti quanti. In questo periodo abbiamo fatto anche una riunione con tutti gli allenatori del Settore Giovanile delle Nazionali femminili, perché vogliamo far capire che il cammino delle Nazionali è unico e che bisogna cercare di avere concetti simili per portare avanti il più possibile i colori azzurri. Un punto fondamentale è che, prima ancora di parlare di competenze e di tecnica, bisogna parlare di persone. Io sono convinto che l’essere condiziona il fare e quindi dobbiamo valorizzare al massimo ogni singola componente e cercare di vivere tutti insieme questo percorso. Avremo un raduno della Nazionale sperimentale la prossima settimana, ma abbiamo anche impegni della Nazionale 3×3 e poi i primi raduni delle Nazionali giovanili. Siamo un tutt’uno e vogliamo lavorare in un’unica direzione, portando il più in alto possibile i valori veri dell’Italia, quelli che danno importanza alle persone prima ancora delle competenze. Spesso pensiamo di dover insegnare competenze. Sono fortunato perché per tanti anni sono stato responsabile delle Nazionali giovanili e ho avuto la possibilità, come oggi con Roberto Brunamonti che mi accompagna ogni giorno, di vivere questo ambiente da vicino. Ho avuto la fortuna di avere tanti dirigenti che erano ex giocatori, e da loro ho imparato una cosa importante: come si fa a vincere. La mentalità che mi hanno trasmesso l’ho cercata di rubare il più possibile, per poi portarla e farla vedere alle persone che alleno. Prima erano i giovani, adesso è la Nazionale femminile, ragazze straordinarie che alleno sempre con piacere. Loro hanno una grande capacità: quella di esaltare il compagno, di far giocare bene gli altri. Questa è la cosa più bella. Faccio un esempio molto semplice: quando si esce per un cambio è normale che uno possa essere arrabbiato, ma qui queste ragazze uscivano senza creare imbarazzo a chi entrava. Potevano anche prendersela con me, e ci sta, però uscivano dando il cinque e sorridendo, per far rendere meglio chi subentrava. La loro grandezza nasce anche da questo, al di là del canestro segnato. È una grandezza che ho visto anche in tante persone qui presenti, e che rappresenta davvero il meglio del nostro modo di stare in campo”.
E’ stato poi il turno di Stefano Mancinelli, responsabile del Settore 3×3: “Sarà un’estate intensa e impegnativa, come e più delle altre volte, perché le competizioni a vari livelli sono tante. Siamo in stretto contatto con gli allenatori delle Nazionali 5contro5 per la definizione dei vari roster e per incastrare i vari impegni di tutte le Nazionali, Senior e Giovani. Per il Settore Maschile la situazione è un po’ più complicata perché molti giocatori sono ancora in attività. Il nostro movimento è in crescita, ovviamente l’obiettivo di tutti è Los Angeles 2028″.
Ha poi preso la parola Olbis Andrè: “Siamo contente dei risultati raggiunti nell’ultimo anno. In passato abbiamo disputato Europei e diverse competizioni in cui non siamo riuscite ad arrivare dove volevamo. Abbiamo pianto tanto, almeno io personalmente ho pianto tanto, però ad Atene è stato bello finalmente piangere di gioia. L’Europeo 2025 è stato solo un inizio. Abbiamo raggiunto, secondo me, la maturità giusta per poter arrivare a grandi risultati. Volevamo confermarci a Porto Rico e ci siamo riuscite, ora vogliamo andare ai Mondiali ma non per partecipare, per dimostrare il nostro valore e continuare questo percorso”. Sulla stessa lunghezza d’onda Martina Kacerik: “Ho l’onore di indossare la Maglia Azzurra da quando ho 14 anni ma tra infortuni e vicissitudini varie la mia prima competizione ufficiale con la Nazionale l’ho giocata al Pre-Mondiale in Porto Rico dello scorso marzo. E’ stato bello esserci e vincere, ecco perché ad agosto voglio giocarmi le mie carte in vista del Mondiale di Berlino”.
In rappresentanza della Nazionale Maschile, ha parlato Simone Fontecchio: “Verrò in Nazionale ad agosto, ho già parlato con coach Banchi rinnovandogli la mia disponibilità. Per me sarà un orgoglio, un onore e un’emozione speciale come sempre, soprattutto pensando a chi ha indossato questa maglia prima di me e vedendo tutte le leggende che sono qui oggi. Mi fa provare ancora più emozione e orgoglio. Le Maglie della Nazionale sono tutte belle, questa lo è ancora di più”.nche questo è un asset molto importante, senza rinunciare ovviamente alla performance e alla tecnicità del tessuto.