Il cuore del basket italiano trova una nuova casa, e lo fa in uno dei luoghi più simbolici della sua storia. Al PalaDozza è stato presentato ufficialmente il MUBIT, il museo del basket italiano: uno spazio moderno e dinamico, pensato per custodire la memoria del movimento e, allo stesso tempo, proiettarlo verso il futuro.
Non è un caso che tutto nasca nel tempio di Piazza Azzarita, che proprio quest’anno celebra i suoi 70 anni. Il MUBIT si inserisce in questa ricorrenza con l’obiettivo di allungare la vita dell’impianto, trasformandolo in un polo culturale oltre che sportivo.
A margine della presentazione, sono intervenuti i protagonisti istituzionali e sportivi del progetto.
Matteo Lepore, sindaco di Bologna: “Sono molto orgoglioso perché sono figlio del basket. Voglio ringraziare chiunque abbia dato un contributo questo progetto che è pubblico, che è per tutta Italia ed Europa. Abbiamo voluto allungare la vita al PalaDozza e per noi organizzare queste iniziative che tengano aperto questo impianto per noi è importante. Voglio ringraziare la FIP, la Commissione Europea e la Regione Emilia-Romagna.
Il Mubit l’abbiamo voluto perché siamo Basket City e perché sia animato dalle idee di tutti. In molti hanno donato già diversi cimeli, noi vogliamo che questo museo si trasformi e quindi ognuno va considerato casa propria. Durante le partite si potrà visitare il Mubit, noi mettiamo a disposizione il PalaDozza ed il museo. Siamo aperti a tutte le iniziative perché in Italia il basket deve avere lunga vita”.
Sulla stessa linea l’intervento di Roberta Frisoni, assessora allo sport della Emilia-Romagna: “Questo luogo che è un luogo di sport e di eccellenza, diventa da oggi un motore per la promozione turistica. Questo diventa un motivo per venire in Emilia-Romagna a visitarci. Già in altri paesi usano questo tipo di spazi per altri eventi e questa deve essere proprio la nostra sfida. Non ci dobbiamo snaturare, l’Emilia-Romagna è terra di basket. Noi faremo di tutto per fare della nostra Regione un fiore all’occhiello di questo tipo di eventi”.
Il valore del MUBIT va oltre il parquet, come sottolineato da Daniele Ravaglia, presidente di Bologna Welcome: “Sono particolarmente contento di essere qui oggi e ringrazio tutti. Bologna Welcome sta lavorando dal 2019 per raggiungere un risultato come quello che abbiamo raggiunto oggi.
Abbiamo pensato che questo luogo potesse diventare attrattivo per altre attività oltre alla pallacanestro giocata. Vogliamo migliorare l’attrattività turistica della nostra città. Stiamo avendo risultati positivi. Più del 50% dei turisti che visitano Bologna sono stranieri che vengono qua non solo per le Torri ed il buon cibo. Ma anche per la pallacanestro e lo sport. Vogliamo far conoscere posti diversi rispetto al centro storico, qui ci sarà la possibilità di assistere a spettacoli, a gare sportivi ed eventi culturali.
Questo è un luogo identitario per la nostra città”.
Uno sguardo più tecnico e legato alla costruzione di una memoria sportiva arriva da Maurizio Gherardini, presidente della Lega Basket Serie A: “Penso che sia un momento molto importante per il nostro basket perché sono convinto che sia fatto di tante emozioni generate da chi è stato protagonista nel corso del basket. Io sono appena rientrato da 11 anni in Turchia e uno degli obiettivi era stato quello di creare all’interno dell’arena del Fenerbahce creare il primo museo dedicato interamente alla pallacanestro del club. Questo per creare una Legacy e un lascito per il futuro. E questa deve essere l’idea qua per sviluppare il basket italiano. È giusto che il museo raccolga i ricordi e sprigioni le emozioni che è stata la crescita del nostro movimento negli anni.
Come Legabasket raccolgo l’invito e faremo il possibile per contribuire alla vita di questo spazio pensando ad iniziative che portino avanti progetti come questi”.
A chiudere, le parole cariche di emozione di Gianni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro: “Sono emozionato. Il Sindaco Lepore deve essere fiero di quello che ha fatto. Abbiamo fatto una collaborazione straordinaria. Voglio ringraziare tutti i presenti, alcuni dei quali ci hanno regalato negli anni alcune emozioni uniche. Partendo da Ferrari e Pajola che rappresenteranno la Nazionale del presente e del futuro, coach Luca Banchi che ci dovrà alle Olimpiadi, a Ettore Messina che è ed è stato un grande vincente, al CT della Nazionale femminile Andrea Capobianco, Roberto Brunamonti, Carlton Myers e Andrea Bargnani.
Ho visitato diversi musei sportivi anche in altri paesi, non abbiano nulla da invidiare a questi”.
Il MUBIT si presenta come un museo multimediale e immersivo, senza un percorso rigidamente lineare ma capace di far respirare l’atmosfera autentica della pallacanestro. Cinque sale tematiche – tra cui una dedicata alla Hall of Fame – e una sesta area speciale, il rooftop, raggiungibile tramite ascensore dedicato, completano l’esperienza.
E proprio dalla Hall of Fame riparte un altro tassello importante: dopo lo stop del 2006, torneranno le elezioni per celebrare i grandi protagonisti della storia del basket italiano.
Un segnale chiaro: il passato viene custodito, ma l’obiettivo è continuare a scrivere nuove pagine.
Eugenio Petrillo