Tre giorni. È il tempo che manca alla scadenza della moratoria che tiene in sospeso una delle trade più attese dell’estate NBA, quella che riporterebbe Kawhi Leonard ai Raptors. Non è un problema di volontà delle parti: Clippers e Toronto hanno un’intesa di massima dal 30 giugno. Il problema è la lega, e più precisamente un’indagine che va avanti da quasi un anno.

Perché tutto è bloccato

Al centro c’è Aspiration, azienda di green banking crollata tra scandali finanziari, il cui fondatore Joe Sanberg sta scontando 14 anni per frode. La NBA, tramite lo studio Wachtell, Lipton, Rosen & Katz, sta verificando da dieci mesi se il rapporto di sponsorizzazione tra Aspiration, Steve Ballmer e Leonard nascondesse un modo per aggirare il salary cap. A far esplodere il caso erano state le rivelazioni del giornalista Pablo Torre, secondo cui Kawhi avrebbe incassato compensi pieni senza dover rispettare veri obblighi promozionali — versione confermata da ex dipendenti della società.

La versione dei Raptors

Toronto, tramite Sportsnet, ha spiegato di essere stata avvisata direttamente dalla lega: se accettano lo scambio, si accollano anche il rischio di eventuali sanzioni legate al contratto di Leonard, qualunque esse siano. Per questo la franchigia canadese preferisce aspettare l’esito dell’indagine prima di firmare, pur restando convinta di voler riportare a casa l’eroe del 2019.

La versione dei Clippers

Los Angeles ha invece scelto ESPN per raccontare la propria posizione:

“Per gli ultimi 10 mesi, la nostra organizzazione ha collaborato pienamente con un’indagine NBA, partecipando a dozzine di interviste, fornendo decine di migliaia di documenti e facilitando l’accesso al nostro staff. Sebbene il processo sia stato impegnativo, siamo rimasti impegnati alla trasparenza.

Il 30 giugno, abbiamo raggiunto un accordo di principio per cedere Kawhi Leonard ai Toronto Raptors. Da allora, siamo stati informati che la trade può essere finalizzata solo se il gruppo proprietario dei Raptors si assume il rischio di sanzioni relative al contratto di Kawhi che potrebbero teoricamente derivare dall’indagine in corso.
L’indagine è in corso e ci aspettiamo che la trade venga finalizzata al termine della stessa.
Al centro di questa indagine ci sono Joe Sanberg e Aspiration. Non abbiamo fatto convogliare denaro a Kawhi Leonard tramite Aspiration. Come molti investitori sofisticati, istituzioni finanziarie e partner commerciali, siamo stati vittime di una frode avviata da Sanberg, che è stato condannato a 14 anni di prigione.
Riconosciamo l’incertezza che ciò ha creato e l’impatto che ha avuto sulla nostra squadra, sui nostri tifosi, sull’organizzazione dei Raptors, sui loro tifosi e sui giocatori il cui futuro rimane influenzato mentre questo processo continua. Restiamo fiduciosi che, quando i fatti saranno valutati in modo equo e approfondito, l’NBA confermerà esattamente ciò che abbiamo detto fin dall’inizio: non abbiamo fatto ciò di cui siamo accusati.”

La franchigia rivendica piena collaborazione con la lega — dieci mesi di scambi, decine di migliaia di documenti — e nega qualsiasi passaggio di denaro verso Leonard tramite Aspiration. Nella loro lettura, Ballmer non è complice ma vittima della cattiva gestione della società, che avrebbe firmato accordi di sponsorizzazione indipendenti sia con lui che con Kawhi.

Cosa può succedere ora

Adam Silver aveva anticipato a inizio giugno che l’indagine fosse vicina alla conclusione, senza però sbilanciarsi su tempi certi. Gli scenari possibili vanno da multe e perdita di scelte al draft per i Clippers (l’ipotesi più accreditata) fino, in teoria, all’annullamento del contratto di Leonard — scenario che farebbe saltare l’intera operazione, ma considerato improbabile.

Con i training camp ancora lontani più di due mesi, nessuna delle due parti ha fretta. Se l’operazione verrà infine approvata, ai Clippers andrebbero Brandon Ingram, Gradey Dick e due prime scelte non protette; Toronto riavrebbe il suo Kawhi.