Il sogno dei Los Angeles Clippers è finito, dopo che ieri notte i ragazzi di coach Tyron Lue hanno perso gara 6 (103-130) contro i Phoenix Suns. Onore comunque alla squadra più combattiva e resiliente di questi playoff, così come alla squadra di coach Monty Williams, che trascinata da un pazzesco Chris Paul (che giocherà la prima finale della carriera), torna meritatamente alle NBA Finals dopo 28 anni.

I Suns iniziano benissimo e dopo un vantaggio iniziale di 6 punti (15-9), provano a scappare sul 31-23 sotto i canestri di Chris Paul e DeAndre Ayton (14 punti e 4 assist in due nella prima frazione). Una tripla di DeMarcus Cousins a fine quarto riduce lo svantaggio a 4 punti (33-29), ma i Suns non si lasciano impensierire e continuano a macinare punti con Cameron Payne e Dario Saric, che guidano la squadra negli spogliatoi sul 66-57 (55% dal campo, 10/17 da tre e 17 assist).

Nel terzo quarto i Suns travolgono gli avversari (solitamente padroni del terzo quarto) e volano sul +17, ma subiscono il ritorno dei losangelini (che dopo un 10-0 tornano sotto la doppia cifra). Ci pensa Chris Paul a riprendere il controllo della partita, e il suo 8-0 personale (11 dei suoi 41 punti finali arrivano nella terza frazione) permette ai compagni di chiudere il quarto 97-83. Nel quarto quarto i Suns dilagano, i Clippers si innervosiscono (Patrick Beverley spinge CP3 e viene espulso) e la partita termina 130-103 per i Suns (che vincono 4-2 la serie).

L’MVP della gara è Chris Paul, autore di 41 punti (16/24 dal campo e 7/8 da tre), 8 assist, 4 rimbalzi e 3 rubate (career high eguagliato ai playoff, e seconda performance di sempre, per un 36enne, dopo i 50 di Karl Malone nel 2000). Bene anche Devin Booker (22 punti), Jae Crowder (19 punti) e DeAndre Ayton (16 punti e 17 rimbalzi). Tra le fila dei Clippers, invece, gli unici che ci hanno provato davvero sono stati Marcus Morris (26 punti e 9 rimbalzi), Paul George (21 punti e 9 rimbalzi) e DeMarcus Cousins (12 punti in 14 minuti, in uscita dalla panchina).