La lettera di Paul Matiasic scritto a Il Piccolo:

“Ci sono esperienze che cambiano il modo in cui si vede lo sport. Per me, Trieste è stata una di queste. Abbiamo riportato la Pallacanestro Trieste in Serie A, l’abbiamo riportata in Europa, abbiamo riempito il palazzetto come mai prima d’ora e abbiamo dimostrato che investire in una comunità significa creare valore per un’intera regione. Sono risultati che porterò sempre con me, così come porterò con me il calore dei tifosi triestini e il duro lavoro quotidiano di tutti coloro che hanno condiviso questo percorso
Ho scelto di rimanere in silenzio. So che alcuni lo hanno interpretato come distacco, ma è stata una scelta necessaria. Stavamo lavorando a una delicata transizione proprietaria che richiedeva riservatezza per proteggere la società e garantire l’integrità delle competizioni. Avevo fatto una promessa: la Pallacanestro Trieste avrebbe avuto un futuro. Oggi posso dire di aver mantenuto quella promessa. Lascio un club con basi solide, una struttura organizzativa matura, una tifoseria più numerosa che mai e una nuova proprietà ben posizionata per proseguire su questa strada. Spero che Trieste continui a vincere e riceva il sostegno che merita da tutta la comunità.
Ma chi ama davvero la pallacanestro non può fermarsi. Deve continuare a immaginare nuove sfide. Non vedo Trieste e Roma come due capitoli contrapposti. Al contrario, fanno parte dello stesso percorso. Se oggi riesco a immaginare un progetto così ambizioso per la capitale, è proprio grazie a ciò che abbiamo costruito insieme a Trieste. L’esperienza che ho maturato qui mi ha insegnato che una società sportiva può essere molto più di una semplice squadra: può diventare un motore di partecipazione, sviluppo economico e coesione sociale. Ecco perché questo non è un addio, ma un sincero grazie,
Se riusciremo a costruire una grande Roma, non sarà solo la capitale a vincere. Vincerà l’intero movimento cestistico italiano. E questo sarà anche, in parte, il risultato di ciò che abbiamo imparato insieme a Trieste. Grazie Trieste, dal profondo del cuore”