Nelle scorse settimane si è tenuta una conferenza stampa condotta da Fabrizio Fabbri (Responsabile Comunicazione della Virtus Roma 1960) e con la presenza di Alessandro Tonolli (storica bandiera della Virtus Roma) in cui è stato presentato il libro “Passo e Tiro, la vita felice di Davide Ancilotto” scritto Cristiano Pillu Baccini e Luca Pelosi. Il racconto tratta di Davide Ancilotto (ex giocatore della Virtus Roma scomparso prematuramente a 23 anni il 24 agosto 1997) mettendo in evidenza il suo lato umano e come per l’ambiente romano fosse diventato più che un giocatore ma un vero e proprio esempio di vita. Al momento il libro è disponibile solamente sul sito di Marginalia (la casa editrice) al costo di 15 euro, ma è già stato inserito in tutti i cataloghi Feltrinelli, Mondadori, Amazon ed è solo in attesa che sia attivata la fase di distribuzione però sarà su tutte le maggiori catene di distribuzione.
Noi di Basket Magazine abbiamo contattato l’autore Cristiano Pillu Baccini che ci ha raccontato come il suo rapporto con Davide sia nato con un curioso episodio sul parquet: “Per me Ancilotto è stata una storia particolare, una delle sue ultime partite a cui ho assistito stava disputando una gara pessima e così essendo un tifoso dagli spalti feci emergere il mio disappunto. Lui segnò un canestro da tre punti, si girò verso di me e mi fece il gesto di non parlare. Usciti dalla partita lo aspettai di fuori e mi scusai per essere stato troppo aggressivo nel tifare, lui mi rispose che non c’era stato nessun problema, mi abbracciò ed addirittura mi voleva offrire la cena fuori. Davide era così, lì ebbi il primo impatto con lui. Una persona un po’ burlona, un po “rosicona”però con un cuore infinito”.
L’idea di scrivere su Ancilotto nacque in seguito ad un avvenimento particolare “Quando ci fù la tragedia scrissi una canzone, mi chiamarano a cantarla al Foranci (manifestazione al Parco Bissuola di Mestre nel playground intitolata a lui). Qando finì di cantarla, il papà Gianni e la zia Loredana mi hanno abbracciato piangendo e siamo stati tanto tempo a parlare di Davide. Parlando con la famiglia ho capito che c’era la voglia di raccontarlo e che la gente lo conoscesse veramente. Io dissi al padre Gianni che se voleva avrei provato a scrivere su di lui ma sarebbe stato un lavoro lungo e difficile. E’ durato cinque anni ma Ancilotto è stata una persona che ho vissuto e che ho ritrovato in tutto quello che ho raccontato. Ne è scaturito un lavoro di più di settanta interviste, di ricerche giornalistiche con tabellini e documentazioni, un lavoro molto lungo in cui sono stato in stretto contatto con il padre Giangi. Ci fu una frase del padre che mi colpì particolarmente “Faceva tutto di corsa, sembrava lo sapesse che aveva poco tempo” e mi fece capire che era stata una vita breve ma bella e che meritava di essere raccontata. Insieme a Luca Pelosi abbiamo messo insieme questo racconto che speriamo gli renda onore per la persona che era.
Anche l’incontro con l’altro autore del libro Luca Pelosi è legato alla canzone che Cristiano Pillu Bacini scrisse in memoria di Davide Ancilotto “Ci ha fatto conoscere la canzone che scrissi per Davide, entrambi andavamo al PalaEur (seppur in settori diversi) e collaboravamo con la fanzine della Virtus Roma che era realizzata da Giancarlo Migliola (ora addetto stampa dalla FIP) e da Bebbo Rubini (speaker storico della Virtus Roma). Ci siamo incontrati con Luca, siamo diventati amici e non ci siamo più lasciati. Ci conosciamo prima del libro ed al di fuori di esso. Anche Paolo Schneider che rappresenta Marginalia è tifoso della Virtus e ci siamo conosciuti sempre tramite “Coast to Coast”.
Un libro che racconta tanti aneddoti e storie della sua vita che evidenziano come sia stato un ragazzo che abbia lasciato la sua impronta dovunque sia passato “Ad esempio a Pistoia Vujosevic gli dava dei libri da leggere e lui li dava ad una sua amica che si chiamava Jennifer chiedendogli di leggerlo e poi di raccontargli di cosa parlavano. Oppure quando aveva dei giorni liberi andava a Caserta e prendeva le mozzarelle per tutta la squadra. Un altro aneddoto riguarda una delle prime convocazioni in Nazionale ed a raccontarmelo fu il padre. Davide mise tutto dentro una busta di plastica e partì. Messina in ritiro si arrabbio per essere arrivato con la busta anzichè del solito borsone. Io ho ricevuto da Emiliano Busca un maglione che gli aveva regalato. Tutto era nato quando Ancilotto un giorno era arrivato in spogliatoio con questo borsone, lo aveva rovesciato ed aveva chiesto di prendere una cosa perchè la sua volontà era che tutti avessero una cosa sua. Emiliano si prese questo maglione tutto colorato, che poi mi ha dato dicendomi “Per tutto quello che hai fatto, penso che Davide sarebbe contento che ce l’abbia tu questo maglione”. Lui era così, doveva dare tutto a tutti. Il libro è un frullato di aneddotti di una persona felice e divertente, da quì è nata la scelta di non raccontare nulla della tragedia accaduta in campo perchè la vita di Davide è stata breve ma tanto felice. Abbiamo così voluto dare un ricordo allegro di Ancilotto, escludendo la parte infelice dopo l’incidente in campo”.
Foto Virtus Roma 1960