Partita non bellissima, partita giocata a muso duro da ambo le parti. Si conclude così la sfida tra il Barça, obbligato a vincere per restare vivo, ed il Real.
Finisce con una vittoria di misura dei blaugrana, ma anche con una serie di episodi non edificanti tra manate ed occhi neri (Causeur) che mostrano un nervosismo crescente tra le due squadre.
Pronti via ed Hanga si porta subito a casa il ferro, il Real scappa ed il Barça fatica maledettamente a trovare il canestro, quasi che gara 2 sia la naturale prosecuzione del primo round (0-8 a 7’04” dalla prima sirena).
I primi punti blaugrana arrivano dalla lunetta con Higgins, che poco dopo viene cancellato dalla stoppata di Tavares; a metà periodo, senza canestri dal campo a referto e con il Real già a +10 (2-12), Jasikevicius richiama i suoi in panchina.
I padroni di casa aumentano l’intensità dopo il time out: Mirotic e la tripla di Kuric dimezzano lo svantaggio (9-14), ancora un canestro dalla lunga distanza di Jokubaitis permette al Barcellona di chiudere il primo quarto con sole 4 lunghezze di ritardo (13-17).
Dopo vari possessi a vuoto, Davies, promesso sposo dell’Olimpia secondo varie voci di corridoio, sigla il -2 che riporta in scia il Barça; gli ospiti non si scompongono, ancora Hanga centra il bersaglio grosso, poi Poirier sradica un rimbalzo offensivo che trasforma nel 15-22.
Stavolta il Barça non si disunisce: ancora un positivo Smits ricuce con il 2+1, poi Laprovittola pareggia (22-22) chiudendo un parziale di 7-0.
La seconda parte del periodo è un botta e risposta con il Barça che trova il primo vantaggio della gara (26-24) con Calathes, prima, e con Mirotic (29-28) poi.
A chiudere il primo tempo sono Yabusele ed Higgins, 32 pari e tutti negli spogliatoi.
È di nuovo il Real Madrid a prendere l’iniziativa in avvio di ripresa: la tripla di Deck, lasciato troppo solo in angolo, però, viene rintuzzata dal gioco da 3 punti di Mirotic che taglia forte e profondo nell’area avversaria.
L’accenno di zona box and one del Real prova a mettere argine alla fisicità del duo Mirotic-Sanli, sull’altra metà campo Tavares inchioda la bimane nel traffico ed il Real resta avanti (39-41).
Il Palau vomita la propria rabbia quando Hanga vola a schiacciare nonostante Calathes sia a terra per un colpo alla testa, nel frattempo Taylor ringrazia i blaugrana della noncuranza con la tripla dall’angolo.
È una gara punto a punto, ora: Madrid chiama, Barcellona risponde, questo finchè Llull non inventa una tripla delle sue (46-52), Jasikevicius chiama time out.
Il Barça rientra con un Mirotic indemoniato, 5 punti in fila per rimettere tutto in discussione (51-52); dopo qualche tentativo fallito, il sorpasso blaugrana arriva con una gran giocata di Laprovittola che sguscia tra Tavares ed Abalde per prendersi il canestro e fallo del 56-54 con cui si va all’ultima pausa breve.
Subito fuochi d’artificio nel quarto decisivo: prima Rudy Fernández inventa un arcobaleno per evitare il tentativo di stoppata di Davies, poi Mirotic piazza il canestro pesante dal gomito.
Il Barça, complice anche un paio di errori marchiani di Deck e Poirier, vola in transizione con Jokubaitis per il primo vantaggio di due possessi della gara (61-56); il +7 è opera di Higgins, ma è viziato da una manata di Davies al volto di Causeur, già da prima marchiato con un occhio nero. Oltre al danno, la beffa, la protesta di Deck vale solo un fallo tecnico, il “porqué?” dell’argentino riflette la stessa incredulità di qualsiasi spettatore non blaugrana. Mirotic, incaricato di tirare il libero, non fa sconti, 65-57.
Il vantaggio sembra, però, rilassare troppo i padroni di casa: Mirotic commette un’ingenuità che regala 3 liberi a Yabusele che fa 2/3, ma approfitta della dormita generale per prendere il rimbalzo del tiro sbagliato e scrivere 65-61.
Il parziale merengue si amplia ancora: i liberi di Tavares valgono il pari.
Un altro momento polemico arriva con il tentativo di Laprovittola su cui gli arbitri non vedono un palese fallo; le due squadre faticano adesso a segnare, solo Mirotic, dalla media, e Tavares, aggirando in bello stile Davies, muovono i rispettivi punteggi.
L’ultimo minuto comincia sul pari 69, il Barcellona mette il naso avanti con Higgins dalla lunetta, 71-69 a 27”5 dal termine, il Real le prova tutte, ma stavolta Causeur non trova il canestro dalla distanza e Rudy Fernández non riesce ad evitare la palla persa. Serie sull’1-1.
Nell’immediato dopo gara proprio Rudy pare avere qualcosa da ridire a muso duro nel tunnel degli spogliatoi, ma la cosa rientra quasi subito. Il Palau canta “MVP!” rivolto a Mirotic e spera.
Elio De Falco