Tra il contrappasso dantesco ed il fil di sirena si è concluso il secondo giro dei quarti di finale playoff, lasciando una semifinalista – il Barça – ed una serie ancora aperta come Tenerife-Badalona.

Rivincite ed emozioni, tutte concentrate nelle isole Canarie.

LENOVO TENERIFE – JOVENTUT BADALONA 103-76

Chi di centello ferisce, di centello perisce.

Tenerife rende pan per focaccia a Badalona con una gara perfetta da ogni punto di vista e si guadagna il terzo atto della serie, ancora una volta sul parquet avversario.

C’è tutto nel matineè del Santiago Martín: una prestazione mastodontica di Wiltjer da 37 punti e 42 di valutazione, le scaramucce che vedono protagonisti Bassas, da una parte, e coach Vidorreta, dall’altra, il sostegno di un pubblico che crede nell’impresa.

Wiltjer si prende subito la scena con 8 punti consecutivi nelle prime battute di gioco. È Tomic a muovere finalmente il punteggio dei neroverdi, tuttavia non riesce a scuotere i suoi che vanno a rimorchio e non riescono in nessun modo a fermare un avversario in serata di grazia come mai durante questa stagione.

Al 10’ è 26-11 Tenerife.

Nemmeno il tempo di rientrare in campo e subito Wiltjer mette a segno un altro canestro pesante, poi ancora un altro, salendo già a quota 19.

Allo statunitense si uniscono anche Huertas e Fitipaldo, bravi a segnare, ma anche a mettere in ritmo l’ex Caserta Doornekamp e Salin.

Gli aurinegros volano, il vantaggio lievita fino ai 20 punti (39-19), prima che un parziale di 7-0 di Badalona spezzi il ritmo. Poco male, Tenerife inanella un 10-0  che chiude i giochi ben prima dell’intervallo lungo (49-26).

Nel secondo tempo Badalona trova maggior fluidità nella circolazione di palla e la fase realizzativa ne beneficia, ma non riesce a fare altrettanto nella propria metà campo.

Il risultato è una serie di botta e risposta che vedono i padroni di casa avere sempre l’ultima parola.

A sfondare il muro dei 100 punti sono i liberi del grande protagonista della giornata: fallo tecnico alla panchina neroverde, poi Busquets commette fallo antisportivo e la festa può iniziare.

La serie torna al Palau Olimpic, con una Tenerife che è entrata finalmente nella serie.

 

GRAN CANARIA – BARCELLONA 86-88

Con un finale che ricorda altre gare storiche, il Barcellona trova la semifinale e riscopre Cory Higgins nelle vesti, un tempo abituali, di eroe della serata.

Gran Canaria merita il plauso di tutti gli appassionati per un gara giocata offrendo anche più di quanto in realtà avrebbe nella propria faretra; su tutti lo merita Dylan Ennis, autore di 26 punti e straordinario nei momenti clou.

Gran Canaria comincia l’incontro ovviando alla scarsa precisione dall’arco con l’energia di Khalifa Diop, capace di mettere insieme 9 punti, con due inchiodate a due mani incluse, in appena 6’ di gioco.

I padroni di casa si fanno trascinare dal proprio pubblico e trovano punti sotto le plance con l’ex di turno Artem Pustovyi (18-12).

Tra i blaugrana rispondono principalmente Mirotic (21+9r alla fine) e Jokubaitis, ma è Higgins a tenerli in scia al 10’ (18-15).

Il secondo quarto vede Porfirio Fisac costretto a fare i conti con i problemi di falli dei suoi lunghi: Pustovyi commette presto la seconda infrazione, ma ancora peggiore è la situazione di Balcerowski, arrivato ad un’allarmante quota 3. La soluzione è ancora Khalifa Diop, spina nel fianco per i dirimpettai e generatore di spettacolo quando trasforma l’alzata di Ennis in un alley-oop che incendia il palazzetto e ricaccia indietro i tentativi di sorpasso del Barça (29-28).

A confortare ulteriormente il tecnico canarino arriva anche il miglioramento degli esterni: finalmente il tiro pesante di Gran Canaria trova il fondo della retina, con Brussino ed Ennis sugli scudi, ed il divario lievita fino al 42-36 che costringe Jasikevicius a dirne quattro ai suoi a cronometro fermo.

La strigliata del tecnico lituano ha l’effetto di riattivare l’attacco blaugrana con Laprovittola a centrare il bersaglio grosso, Shurna replica permettendo ai padroni di casa di mantenere 5 punti di vantaggio all’intervallo lungo.

Con il morale alto, Gran Canaria azzanna letteralmente l’avvio della ripresa. Tra i migliori c’è Pustovyi, lo scorso anno quasi ridotto alle sole palle a due di inizio gara da Jasikevicius, ed i padroni di casa toccano anche il +10 (54-44).

Ma l’inerzia gira: Brussino commette un’ingenuità che gli costa il fallo antisportivo e Mirotic è uno squalo nel sentire il momento: parziale di 9-0 e tutto di nuovo in discussione (54-53), Fisac decide che è meglio parlarci su con i suoi giocatori.

Dalla panchina esce una Gran Canaria che ha un leader chiaro: Dylan Ennis.

L’ex Zaragoza si carica sulle spalle la squadra, il Barça passa al comando ancora con Laprovittola e Mirotic, ma due triple in fila del numero 31 in maglia gialla fissano il risultato al 30’ sul 66-63.

La rimonta inietta nuova fiducia, Gran Canaria aggiunge Chery, Salvó e Stevic alla propria batteria realizzativa e scappa nel punteggio (76-66), Jasikevicius è furibondo e richiama i suoi in panchina per un time out tutt’altro che piacevole.

Stavolta la sfuriata serve: le maglie blaugrana si chiudono in difesa e ritrovano il filo in attacco, sempre con la coppia ex Real Madrid a premere il piede sull’acceleratore.

È un altro Barça, il parziale di 12-2 porta al pareggio a poco meno di 4’ dalla sirena (78-78), arrivato con una magia di Laprovittola che trova il 2+1, poi Mirotic sigla il vantaggio ospite a 1’40” appoggiandosi al tabellone.

Nel drammatico punto a punto finale, Ennis è pazzesco nell’indovinare la tripla dell’86 pari ad appena 4” dal termine, nonostante le mani di Sergi Martínez sembrino oscurargli ogni raggio di luce che condurrebbe al canestro.

Sul ribaltamento di fronte la palla finisce nelle mani dell’uomo dei momenti decisivi, quel Cory Higgins che lo scorso anno aveva posto fine alle speranze dell’Olimpia e che per tanto tempo era rimasto ai box.

A difendere arriva proprio Ennis che prova a togliergli anche l’aria, ma Higgins è freddo e si prende il tiro dai 6 metri: solo cotone e sirena.

Il Barça è la seconda semifinalista dei playoff.

 

Elio De Falco