Dialogo sì, ma nulla senza la centralità dell’Europa. È questa la risposta di Euroleague, l’ente che organizza il torneo di pallacanestro più prestigioso d’Europa, l’Eurolega, all’accellerazione che l’NBA, in collaborazione con la FIBA, ha dato alla costituzione di un campionato alternativo nel continente organizzato, sotto l’egida statunitense, con squadre fortemente radicate nel calcio.
Per mezzo di una nota, Euroleague ha sintetizzato una serie di incontri avuti coi vertici NBA e FIBA a Ginevra negli scorsi giorni ponendo le proprie condizioni ad una collaborazione che, ad ora, vede le due parti ancora ben distanti.
Controffensiva al progetto USA
L’NBA, infatti, ha già fatto sapere di intendere partire nel 2027 con un torneo a sedici squadre, di cui dodici con licenza pluriennale, tra le quali, oltre alle confermate Galatasaray, Paris Saint Germain e Manchester City, sembrerebbero esserci anche Real Madrid, Barcellona, Olimpia Milano, Fenerbahçe ed ASVEL, ad oggi impegnate in Eurolega.
A tale quadro, Euroleague, con una nota, ha risposto ponendo l’inclusione nel campionato NBA di tutte le compagini che ad oggi partecipano all’Eurolega, e non solo alcune come sembrerebbe potere verificarsi, come condizione necessaria ed imprescindibile per continuare ogni tipo di negoziato con gli statunitensi.
Due richieste
Coerentemente, Euroleague ha posto alcune richieste affinché il dialogo con NBA e FIBA possa rimanere aperto. La prima riguarda la centralità dell’Europa sia per mezzo del mantenimento della cultura cestistica del nostro continente, leggasi l’inclusione di squadre appartenenti a paesi dalla forte tradizione cestistica, che tramite l’assicurazione che la gestione del torneo resti in Europa, e non migri negli Stati Uniti.
La seconda richiesta è incentrata sullo scopo del torneo, che secondo Euroleague deve incentivare la competitività e l’eccellenza del basket europeo, oltre a distribuire i benefici derivanti dalla competizione in maniera equa, senza emarginare le compagini che oggi partecipano all’Eurolega.
Ragioni e torti di Euroleague
“Euroleague resta interessata ad un dialogo costruttivo con NBA e FIBA, a condizione che le richieste poste vengano prese in seria considerazione” riporta la nota, che come spiegato da Mozzart Sport, solo in apparenza fornirebbe un tono ‘soft’ ad una posizione in realtà molto dura e determinata.
A ragioni delle richieste di Euroleague, che è tuttavia criticabile per avere reso la pallacanestro europea una questione elitaria rendendo l’Eurolega un club ristretto e chiuso, vi è il totale disinteresse che NBA e FIBA hanno riservato alle ‘piazze storiche’ del basket d’Europa.
Il ruolo delle ‘piazze storiche’
Nella NBA Europe, infatti, spazio sarebbe concesso a sezioni di basket di polisportive affermate nel settore del calcio provenienti da stati che con la pallacanestro hanno finora avuto poco a che fare, come Gran Bretagna e Olanda.
Club di paesi dalla forte tradizione cestistica, come Serbia, Croazia, Slovenia, Grecia e Lituania, sono stati invece snobbati dai promotori del progetto statunitense.
Matteo Cazzulani