Cinquantasette anni sono passati dalla scomparsa di Enzo Sovitti, antesignano del basket moderno, che ad inizio anni Sessanta ha dato un contributo fondamentale all’evoluzione della pallacanestro europea. È stato proprio il professor Sovitti, al timone dello Zadar, la squadra della sua città natale, a scoprire Krešimir Ćosić e a liberare il talento sul terreno di gioco del padre della pallacanestro moderna.
Il professor Sovitti ha infatti permesso a Ćosić di non limitarsi a giocare da centro catturando rimbalzi e favorendo extra possessi, ma anche e soprattutto di dribblare, passare la palla, rubare possessi, e realizzare a canestro sia dalla corta che dalla media e lunga distanza.
Per permettere tale esplosività di talento, il professor Sovitti ha avuto l’intuizione di affiancare un giovane Ćosić all’allora già esperto Pino Giergia, creando una coppia play-pivot che, a partire dal 1962, ha progressivamente dominato sullo scenario cestistico dell’allora Jugoslavia, portando lo Zadar alla vittoria del titolo nazionale del 1965.
Una visione a lungo termine
La visione di gioco del professor Sovitti ha fortemente plasmato la filosofia cestistica di Krešo Ćosić, che anche da allenatore è stato un modernizzatore della pallacanestro sostenendo l’utilizzo di giocatori polivalenti, soprattutto di lunghi perimetrali per affrontare l’introduzione del tiro da tre punti.
Anche la difesa disciplinata, accompagnata da una solida circolazione di palla volta a creare le condizioni per soluzioni dalla lunga distanza, che sia Ćosić, coadiuvato da Pino Grdović, che Giergia hanno esportato in Grecia, dando avvio alla scuola cestistica grecoslava nella seconda metà degli Ottanta, hanno diretta origine degli insegnamenti del professor Sovitti.
Anche la pallacanestro a transizione e spiccatamente perimetrale con la quale lo Zadar di Marko Popović, Michael Meeks e coach Danijel Jusup ha vinto una Lega adriatica nel 2003 da outsider, sconfiggendo rivali del calibro di Stella Rossa e Maccabi Tel Aviv, ha le sue origini profonde nel pensiero cestistico del professor Enzo Sovitti.
Alle origini del basket zaratino
Oltre ad essere stato il timoniere dello storico ‘scudetto’, il primo di una serie di cinque titoli jugoslavi vinti da Zara nel decennio che va dal 1965 al 1975, il professor Sovitti, da giocatore, è stato parte della primissima generazione di cestisti zaratini che hanno elevato l’importanza della pallacanestro nell’immediato dopoguerra.
Compagno di Tullio Rochlitzer, Izidor Maršan, Ante Zeraušek, Agostino Zanne, Ermanno Vazzoler, Guido Pittoni, Sovitti ha giocato nella Zara allenata da Đuro Vujanić che ha reso la città dalmata la culla del basket ex jugoslavo ed europeo, nella quale è la pallacanestro lo sport maggiormente seguito, praticato e amato da parte del tessuto cittadino, tanto da diventare parte integrante della cultura locale.
La figura del professor Sovitti è dunque necessaria per comprendere l’origine di Krešimir Ćosić, Pino Giergia ed altri talenti cresciuti e lanciatisi allo Zadar come, tra i tanti, Petar e Marko Popović, Stojko Vranković, Arijan Komazec, Dejan Bodiroga, Emilio Kovačić, e più di recente Luka Božić.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Enzo Sovitti. Credits: Muzej Zadarske Košarke