Essere allenatore di una squadra di basket di alto livello e non poterla guidare in occasione della prima giornata del campionato stagionale maggiormente prestigioso per motivi burocratici è quanto accaduto a Dino Repeša, ex giocatore delle giovanili di Fortitudo Bologna e Benetton Treviso, oggi head coach dello Split.

Nella prima partita della Lega adriatica in trasferta a Dubai, Repeša è stato sorprendentemente sostituito dal suo vice, Ante Marović, che a margine dell’incontro ha spiegato come ragioni di visto abbiano tenuto fuori l’allenatore croato dalla contesa.

Un cavillo burocratico

Come da noi appurato, l’allenatore dello Split era in possesso di un valido documento d’espatrio, che tuttavia non rispettava i limiti di scadenza imposti dalle autorità degli Emirati per l’ingresso entro i propri confini. Per andare a Dubai il passaporto deve essere valido per almeno sei mesi dalla data d’ingresso, ma quello di Repeša scade prima.

Certo, lo Split avrebbe sicuramente potuto verificare i requisiti di ingresso a Dubai per evitare l’esclusione di un proprio tesserato dalla prima uscita stagionale in Lega adriatica. Tuttavia, anche il comportamento della compagine degli Emirati non è esente da critiche.

Facilitazione possibile

Ammesso in Lega adriatica a condizione di farsi carico degli spostamenti da e per gli Emirati di squadre avversarie, arbitri e personale tecnico, sia economicamente che logisticamente, il Dubai pare avere omesso di fornire informazioni in merito agli specifici requisiti burocratici necessari per poter passare i controlli frontiera.

Per ovviare a tale mancanza di comunicazione, il club bianconero, su cui il governo degli Emirati punta molto per promuovere il Paese in Europa, e con cui la dirigenza della squadra ha un rapporto privilegiato, avrebbe potuto richiedere un visto temporaneo per permettere al coach avversario di presenziare regolarmente alla partita.

Un precedente per l’Eurolega

La situazione rischia di creare un precedente di rilevanza continentale soprattutto alla luce delle numerose occasioni nelle quali, nel corso della stagione 2025-2026, il Dubai è chiamato ad ospitare squadre provenienti dall’Unione Europea, sia in Lega adriatica che in Eurolega.

Il Panathinaikos potrebbe dunque trovarsi senza Kendrick Nunn alla Coca-cola arena di Dubai qualora il passaporto della guardia USA fosse valido ma in scadenza? Anche Duško Ivanović rischia di essere respinto alla frontiera quando negli Emirati a giocare sarà la Virtus?

Le contromosse degli europei

Le domande costituiscono una provocazione fino a un certo punto, anche perché la situazione accaduta da Dino Repeša può ripetersi con qualsiasi altro cestista che dovrà giocare a Dubai nel corso della stagione.

Per risolvere la situazione, di aiuto potrebbe essere una presa di posizione a riguardo da parte di Lega adriatica ed Eurolega, per cui la presenza della compagine degli Emirati è altamente rilevante soprattutto sul piano economico.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Dino Repeša. Credits: KK Split / Ivica Cavka