Nel tardo pomeriggio di ieri, attraverso un post sui propri canali social, Marco Belinelli ha annunciato al mondo del basket la sua volontà di ritirarsi.
La notizia era nota e non è certo arrivata come un fulmine a ciel sereno. Ora nel suo futuro ci sarà ancora Virtus Bologna, ma con un ruolo differente e di rappresentanza.
La carriera del Beli, nato il 25 marzo 1986 a San Giovanni in Persiceto (BO), è stata incredibile, ricca di successi personali e di squadra.
Per questo, ora che si è chiuso un grande capitolo della storia del basket, è giusto ripercorrerlo nei suoi numeri e nei suoi traguardi.
Marco Belinelli è stata una delle guardie tiratrici più riconoscibili e riconosciute a livello mondiale che la nostra pallacanestro abbia mai “prodotto”. 196cm di altezza per 100kg di peso.
Nel 1997 ha cominciato il suo percorso nelle giovanili della Virtus Bologna (dove esordisce in prima squadra nel 2001) per poi passare nel 2003 alla Fortitudo Bologna. In biancoblu dove rimane fino al 2007. Il 2007 è l’anno in cui viene scelto alla diciottesima assoluta nel Draft NBA dai Golden State Warriors. Nella Baia rimane fino al 2009 e da li è cominciato il suo viaggio in diverse franchigie NBA. Nel 2009-10 ai Toronto Raptors assieme all’amico Andrea Bargnani, poi ai New Orleans Hornets fino al 2012, una stagione ai Chicago Bulls e poi l’approdo in Texas. Nel 2013 va ai San Antonio Spurs dove si toglie lo sfizio di vincere il titolo NBA nel 2014.
Agli ordini di coach Popovich rimane fino al 2016, anno in cui va ai Sacramento Kings. La stagione successiva viene ingaggiato dai Charlotte Hornets e quella dopo ancora dagli Atlanta Hawks. Nel 2018 ha una piccola parentesi ai Philadelphia 76ers che è il preludio all’ultimo biennio negli amati Spurs.
Nel 2020, dopo la pandemia del Coronavirus, torna in Italia e lo fa nella sua Virtus Bologna. Nel giugno scorso, con la conquista dello scudetto, e gara3 giocata al PalaLeonessa ha giocato l’ultima partita della sua carriera.
Marco Belinelli vanta un bel percorso anche in maglia azzurra, partendo dall’under18 (23 presenze e 444 punti realizzati), passando per l’under20 (13 presenze e 202 punti) fino alla nazionale maggiore dal 2006 fino al 2019. Ha indossato la maglia dell’Italbasket per 154 volte segnando ben 2258, risultando il quarto miglior realizzatore di sempre dietro solo ad Antonello Riva, Dino Meneghin e Renato Villalta. Il suo carreer high è stato nell’agosto del 2011 in un’amichevole a Nicosia contro la Polonia in cui segnò 30 punti.  
Marco Belinelli ha giocato 13 stagioni NBA (860 partite di regular season e 65 di playoff) in cui si è messo al dito l’anello del 2014 e nello stesso anno ha vinto all’All Star Game la gara del tiro da tre punti. Oltreoceano ha fatturato 9.7 punti per 1.7 assist e 2.1 rimbalzi di media.
Cifre molto simili a quelle prodotte in EuroLeague con le maglie di Virtus e Fortitudo: 9.2 punti, 1.1 assist e 1.2 rimbalzi a gara. In totale sono state 162 le presenze nella massima competizione continentale. A livello europeo spicca il successo in EuroCup nel 2022 che riportò la Virtus Bologna a giocare in EuroLeague dopo 20 anni di astinenza.
Infine, non certo per importanza, non va dimenticata la nostra Serie A. Beli ha vinto tre scudetti (2 con la Virtus e uno con la Fortitudo), una Coppa Italia (nel 2002 con le V Nere) e 4 supercoppe italiane (3 con i bianconeri e una con l’Aquila). In LBA i suoi numeri dicono 10.8 punti, 1.2 assist e 1.1 rimbalzi a partita, con il riconoscimento di MVP della regular season del 2023-24.
Questi sono i meri numeri e i traguardi di una carriera incredibile. Ma quel che non dicono i numeri, è quanto Marco Belinelli sia parte della storia del nostro basket diventando negli anni uno dei giocatori più amati, rispettati e d’esempio a livello globale. 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Marco Belinelli, foto Ciamillo-Castoria