Il maremoto Antonini non si ferma. Il presidente di Trapani che ha portato un’ onda travolgente nel basket per i suoi enormi investimenti. A volte però facendosi tradire da certi suoi impulsi caratteriali (vedi esonerare, dopo il tracollo in semifinale di Coppa Italia – ad opera della Fortitudo , una costante quest’ ‘anno sul suo cammino – Parente che aveva vinto 27 partite su 29 in campionato ) e esternazioni pubbliche debordanti.
Ora, dopo la promozione, l’ obiettivo è portare il club granata a competere per lo scudetto. O almeno questo si è detto. Così è un susseguirsi di voci che a volte si contraddicono tra loro.
E in pochi giorni si è passati da ambizioni di portare a Trapani un coach come Banchi (che però resterà alla Virtus) o big come Mannion, Tonut, Abass, addirittura Melli, ma ora, da fonti, come il sito La Casa di C di Gianluca Di Marzio , si parla di amarezza, di dimissioni e voglia di mollare già tutto. A ferire Antonini la richiesta di Daspo della Questura di Bologna nei suoi confronti ma anche la scarsa partecipazione del pubblico alla festa (a pagamento) per la promozione del Trapani calcio e degli Shark, organizzata e strombazzata ingaggiando stelle dello spettacolo.
E si dice anche dell’intenzione di dare mandato a una nota società del settore di intermediazione finanziaria per cercare di trovare acquirenti delle sue azioni.
La speranza è che sua solo un temporale estivo, che prevalga il buon senso sull’istinto, sarebbe un brutto finale di una storia appena cominciata che nessuno capirebbe ve, dannoso per tutti.
E che non meriterebbe la passione di una città che ha appena ritrovato il basket di serie A 32 anni dopo e sta continuando a sognare