TRENTO 6.5: Fa una fatica immane a trovare il canestro in avvio, complice anche l’assenza di Jordan Caroline, poi si sveglia quando Flaccadori comincia finalmente a segnare dal campo. Ruota sostanzialmente in 7, eppure regge l’impatto di un avversario in fiducia, avendo anche la palla della vittoria. Costa caro il libero sbagliato da Bradford nel finale.
INDOMITA
JOHNSON 7: Ecco il giocatore che aveva trascinato Udine lo scorso anno. Sonnecchia fino al terzo quarto, quando si sveglia e fabbrica da solo il parziale del pareggio con 7 punti consecutivi. Segna anche il canestro del +4 che potrebbe chiudere i giochi, ma Pesaro inventa una rimonta fulminea, suo malgrado. Lo davano per finito, inutile; lui reagisce come Di Caprio.
THE REVENANT
BRADFORD 5: Mero surrogato dell’uomo dei momenti clou, si nota solo per gli errori dal perimetro (0/4). La legge del contrappasso si abbatte su di lui quando sbaglia il libero decisivo sull’82-80, Delfino vola in transizione e Lamb segna la tripla che chiude i giochi. Se il Sommo Poeta fosse vissuto ai tempi del basket, avrebbe tratto ispirazione dagli opposti estremi di Desonta.
DANTESCO
WILLIAMS 6.5: Ok, segnare segna pochino, però c’è tanto di suo nella giornata storta di Jones, e questo fa notizia di per sè. Entra sotto pelle all’avversario e non ne esce più, portandolo fuori dalla partita con un’affettuosa pacca sulla spalla dopo averlo disinnescato.
ARTIFICIERE
REYNOLDS 7: Propizia l’ultimo sorpasso dell’Aquila con due triple in fila; da 2 segna solo l’inchiodata in contropiede, ma è sempre una spina nel fianco per la difesa che non sa mai come limitarlo. Alla fine sono 19 punti, 5 rimbalzi e tanta energia positiva.
REATTIVO
CONTI 5.5: Si fa notare castigando la difesa avversaria che l’aveva battezzato sull’arco, ma commette troppi errori difensivi, soprattutto quando si trova sul lato debole, ocupando posizioni non ideali.
SPAESATO
FORRAY 7: È furbo come una faina, gestisce la squadra dal punto di vista tecnico ed emotivo, entrando in tutte le rimonte e facendo saltare i nervi a chi si trova davanti, propiziandone gli errori. Maestro d’astuzia ed anima della squadra, nel secondo tempo “ruba” anche il talento a Sanford.
LUPIN
FLACCADORI 7: Ci mette un po’ a svegliarsi, ma quando lo fa è incontenibile. Penalizzato sulla palla rubata a Moretti, oltre al danno riceve anche la beffa del fallo tecnico. Chiude con 16 punti ed 8 assist, e se non avesse fatto solo 1/7 da 3 sarebbe stato MVP indiscusso.
FOCOSO
MEZZANOTTE 5.5: 5’ in campo per segnare due liberi, dopodichè sparisce, non provando mai a prendersi quei tiri pesanti che sarebbero – parecchio – nelle sue corde.
RINUNCIATARIO
LADURNER 5: 3 minuti per dimostrare che, stasera, non era in grado di non far rimpiangere l’assente di lusso.
ABULICO
MOLIN 6.5: Con Caroline ai box l’ottimismo poteva anche essere riposto nel cassetto, eppure il coach riesce a dare più volte l’energia necessaria a cambiare l’inerzia e rimettere in ritmo i suoi con attacchi ben disegnati. Viene tradito dal secondo libero di Bradford.
PUNTUALE
PESARO 6: Vince perchè ha un Lamb in serata clutch, ma il terzo quarto è decisamente da rivedere. La salvezza fa sì che il voto alla stagione sia decisamente più alto, ma qui analizziamo la singola partita. Malissimo Jones, Moretti esercita da leader.
MEJERIS 7: Chiamato a fare anche gli straordinari, il lettone non delude. 9 punti e 13 rimbalzi, di cui 7 sotto il canestro avversario, e soprattutto tanta intelligenza nei movimenti che lo portano a mettere in crisi gli avversari.
CONCRETO
MORETTI 8: Quando si dice “La spiega”. L’ex Texas Tech è chirurgico ed appare nei frangenti più difficili a riaggiustare la situazione, un po’ come quando nei film si sente la frase “arrivano i nostri”, o quando l’eroe prende in mano le redini della faccenda.
CONDOTTIERO
TAMBONE 5.5: Qualche sortita al tiro, ma tanta sofferenza in fase difensiva. Con lui in campo, Trento mette la freccia e rientra in partita dopo essere crollata sotto anche di 15 punti.
LEGGERO
LAMB 7.5: Palla in angolo e non c’è nemmeno bisogno di andare a rimbalzo, +3. Quando la gara sembra finita è lui a siglare l’ennesimo, stavolta definitivo, ribaltone. Del resto, se sei un vincente dai tempi del college, queste sono le prodezze che più sei abituato a fare.
DECISIVO
ZANOTTI 5.5: In area fa tanta fatica, tanto al tiro come a rimbalzo; commette un’ingenuità su Forray che potrebbe costare cara, ma Lamb è lì per perdonare anche questi errori.
INCOLORE
SANFORD 6: Il primo tempo meriterebbe un voto decisamente più alto, ma nel secondo combina più pasticci di un bimbo lasciato solo davanti ad uno scaffale pieno di soprammobili in vetro. Si riprende la sufficienza con la tripla del -1 ed il fallo su Bradford fatto in tempo utile a dare 11” per il possesso decisivo dei suoi.
OSCILLANTE
DEMETRIO 5: Serve un assist nell’azione delle polemiche, poi si convince che la furia degli avversari che protestano potrebbe riversarsi su di lui e, per sicurezza, sparisce dalla partita per passare inosservato.
TRASPARENTE
DELFINO 6: Serata difficile per l’argentino, ma quando la palla scotta lui va a prendersi il rimbalzo e vola in transizione nonostante le quasi 40 primavere, la palla va in angolo per Lamb ed un fotogramma dopo è festa per Pesaro.
CERTEZZA
JONES 4: Va in crisi contro Williams che compensa il minor atletismo con l’astuzia. Arriva presto a tre falli, poi Banchi capisce la situazione e lo fa sedere in panchina definitivamente. A ragione.
DISCONNESSO
BANCHI 7.5: Decidere di rinunciare al tuo miglior realizzatore e rimbalzista è una scelta coraggiosa, ma paga tanti dividendi. Rischia tanto, dopo che la squadra aveva dilapidato un cospicuo vantaggio, ma alla fine ha ragione lui con la sua intuizione.
ILLUMINATO