Oggi parte il raduno al Campus. Comincia un’altra stagione per Varese, che ha confermato sulla panchina l’uomo della salvezza dello scorso anno, Ioannis Kastritis. Subito, si era notato per un gioco più equilibrato e con la netta differenza, rispetto ai predecessori, di potersela e volersela giocare con tutti. Soprattutto in difesa. Ma, è lui stesso a volerlo sottolineare nella conferenza stampa che apre la stagione: “Non sono un difensivista.”

NON SONO UN DIFENSIVISTA

Un’etichetta scomoda, che non gli piace. Prima, Kastritis traccia le caratteristiche del pezzo, del tassello che manca a questa Varese. L’ultimo straniero, la guardia. “Le caratteristiche? Sicuramente dovrà essere un uomo squadra; ovviamente dovrà avere una buona dimensione difensiva, mentre in attacco deve essere equilibrato nelle scelte. In generale la squadra dovrà essere votata alla difesa, ma non voglio fermarmi solo a questa definizione; non voglio avere questa etichetta. Proveremo ad esprimere un gioco moderno controllando il tempo.”

L’identikit c’è, ma Varese non ha fretta. Anche perché il budget effettivo non è altissimo e non si può sbagliare una scelta del genere. I due GM e Scola stanno lavorando sotto traccia, non sono trapelati molti nomi, se non quello di Jalen Harriscome citato dalla Prealpina, ma non è sicuramente l’ultimo e unico nome.

Poi, parla del mercato finora, si ritiene soddisfatto dei nomi e degli acquisti: “I singoli? Nkamhoua è un giocatore davvero completo che ci può offrire diverse soluzioni. Renfro lo conosco dai tempi del campionato greco; viene da una stagione difficile, è vero, ma questo per lui rappresenta una motivazione in più per fare bene. Inoltre è complementare a Nkamhoua. Moody ha tanta esperienza ed ha delle caratteristiche, così come Librizzi, che si sposano bene con quelle, ad esempio, di Moore che invece ha più fisicità. Assui mi aspetto che continui il suo percorso di crescita, ma non voglio che senta una pressione maggiore rispetto allo scorso anno. È reduce da un’estate piena di soddisfazioni personali ed ha tante caratteristiche che per noi saranno molto utili.”

Infine, ma non per importanza, scioglie il nodo dell’obiettivo stagionale: “Obiettivo stagionale? Siamo pronti a dare il nostro meglio in allenamento e non vediamo l’ora di iniziare. Rispettiamo i nostri avversari che anche quest’anno hanno costruito dei roster veramente forti. Noi dovremo stare bene ed essere di sicuri di fare il massimo partita dopo partita contro chiunque».

Varese parte sempre per giocarsela contro chiunque. Sebbene Kastritis sia il primo, da un bel po’ di tempo, che ci tiene ad evidenziare la netta differenza fra Varese e gli altri roster. Con Trieste, dell’ex GM Arcieri, che ha sparigliato le carte e costruito una rosa fortissima. Con il ritorno del derby con Cantù, una squadra che ha lavorato molto bene sul mercato e si trova degli elementi validissimi. Con la consapevolezza che anche Udine abbia pescato ottimamente a bocce ferme e sia riuscita a costruire una squadra competitiva.

La salvezza è già di per sé un grande obiettivo, Kastritis è sicuramente l’uomo giusto per provare a vivere una stagione tranquilla. Ma bisogna fare attenzione: il livello medio si è alzato ancora di più e non si può sbagliare quasi nessun colpo. La difesa sarà importante, Kastritis lo sa bene. Ha cambiato appositamente il diktat che avevano imposto dall’alto, dall’avvento di Scola. La modernità in questo gioco è sicuramente un’apertura visionaria e un approccio coraggioso e rivoluzionario. Ma, prima, c’è un obiettivo da conquistare e  non è possibile puntare solo allo spettacolo, al divertimento, al moderno. Bisogna prima essere concreti, a costo di risultare un po’ difensivisti.