Questa mattina presso la Palestra Porelli, è stato ufficialmente presentato Derrick Alston Jr, nuova ala della Virtus Bologna. 

Queste le sue prime parole da giocatore bianconero: 

“Da quando sono in Europa ho sempre cercato di migliorare le mie abilità di gioco. Adesso sono pronto a un altro step. Sono arrivato nella miglior squadra d’Italia e una delle migliori in Europa. Sono pronto alla sfida, questo al di là delle mie caratteristiche di tiro e gioco veloce”.

Le prime prime impressioni compagni di squadra. “Non conoscevo né i compagni né il coach, ma si sta creando una buona chimica. I primi giorni sono stati positivi, sono stato accolto bene. Ora ci stiamo conoscendo, sia tra di noi che con il coach, dato che è una squadra nuova”.

Il ruolo: più un 3 o un 4? “Mi sento un giocatore di basket, principalmente. Finora in carriera ho giocato più da quattro, e credo che anche qui sarà il mio ruolo principale, ma sono consapevole del fatto che quest’anno dovrò anche giocare da tre. Sono pronto a questo”.

Gli insegnamenti del padre, ex giocatore NBA. “Mi ha aiutato molto, mi ha dato tantissimi consigli e lo ringrazio tantissimo. Mi ha aiutato anche a capire come migliorare con la sua esperienza”.

L’importanza di essere stata la prima scelta Virtus di quest’estate. “E’ un onore essere stato voluto così tanto da un’organizzazione di questo livello. La Virtus rappresenta uno step fondamentale per la mia carriera e la mia crescita, e ha un altissimo livello di cultura e vittorie”.

  
Le aspettative dell’esordio in Eurolega. “So che l’Eurolega è una competizione di altissimo livello, con giocatore di esperienza NBA. So che ci saranno arene molto calde, con tantissimi tifosi. Tutto questo mi spinge a fare bene, non vedo l’ora di vedere tutto questo”.

L’eredità di Shengelia. “E’ un giocatore fenomenale e qui ha fatto cose grandiose. Ma non ha senso fare paragoni, siamo giocatori diversi. Io mi sento un giocatore versatile, e se facessi anche solo la metà di quel che fatto Shengelia alla Virtus ne sarei grato”.

Il numero 21 che è stato di Shengelia. “E’ sempre stato il 21, è il numero che usava mio padre in NBA. Sapevo che era il numero di Shengelia, spero che anche questo possa aiutarmi a continuare questa cultura del numero 21, che ha portato tanto alla Virtus in questi anni”.

Eugenio Petrillo