La fumata nera è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri e ha chiuso definitivamente una delle piste più affascinanti delle ultime settimane. Sasha Djordjevic non tornerà sulla panchina della Virtus Bologna: il tecnico serbo ha ufficialmente scelto il Bahcesehir, ambizioso club turco impegnato in EuroCup e pronto a investire cifre importanti per costruire una squadra di alto livello europeo.
Una notizia che ha inevitabilmente deluso gran parte del popolo bianconero, che sognava il ritorno dell’allenatore capace di riportare la Virtus sul tetto d’Italia nel 2021 dopo il trionfo in Basketball Champions League del 2019.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, però, alla base dell’epilogo non c’è stata una questione economica. È vero che in Turchia Djordjevic percepirà un ingaggio molto importante, ma anche la proposta formulata dalla Virtus era tutt’altro che marginale. Sul tavolo del tecnico serbo era stato infatti messo un contratto biennale da 1,6 milioni di euro complessivi: 750 mila euro nella prima stagione e 850 mila nella seconda.
Un’offerta significativa, accompagnata dalla possibilità di guidare immediatamente una squadra di EuroLeague e di tornare in una città che lo ha sempre considerato uno degli artefici della rinascita bianconera. Un’occasione che avrebbe consentito a Djordjevic di chiudere idealmente quel cerchio rimasto aperto dopo la separazione successiva allo storico scudetto conquistato nel giugno del 2021.
L’accordo tra le parti, di fatto, era stato raggiunto. Djordjevic, assistito in Italia da Toto Ricciotti, aveva trovato l’intesa con la Virtus e anche il patron Massimo Zanetti aveva dato il proprio via libera all’operazione.
A far saltare tutto, però, sarebbero stati gli accordi precedentemente presi dal suo agente internazionale, Misko Raznatovic. La volontà di rispettare gli impegni già assunti con il Bahcesehir avrebbe così prevalso sulla possibilità di un ritorno sotto le Due Torri. Una situazione che avrebbe lasciato amarezza anche allo stesso Djordjevic, il cui desiderio di tornare a Bologna non era mai stato realmente nascosto.
Archiviata la pista serba, la Virtus è quindi costretta a ripartire. In via dell’Arcoveggio si lavora per individuare il profilo giusto al quale affidare non soltanto la prossima stagione, ma un progetto tecnico destinato possibilmente a svilupparsi nel medio-lungo periodo.
Tra i nomi valutati non figura l’ex bianconero Petteri Koponen, accostato nelle scorse settimane all’ambiente virtussino ma che è stata più una “sponsorizzazione” della propria agenzia. Restano invece sul tavolo diverse candidature internazionali. Piace Pierric Poupet, reduce dall’esperienza all’Asvel Villeurbanne, così come Jaka Lakovic, che ha appena concluso il proprio percorso alla guida del Gran Canaria. Attenzione anche ad Alex Mumbrú, attuale commissario tecnico della Germania campione d’Europa, mentre nelle ultime ore è emersa – riportata da Repubblica – anche la candidatura di Aleksandar Sekulic, fresco vincitore dell’ABA Liga sulla panchina di Dubai Basketball e destinato a lasciare gli Emirati Arabi Uniti per fare spazio all’arrivo di Xavi Pascual.
Nel frattempo il mercato giocatori resta sullo sfondo. I contatti e le trattative per rinforzare il roster non mancano, ma in questo momento la priorità assoluta della Virtus Bologna è una sola: individuare nel minor tempo possibile il miglior allenatore disponibile, il punto di partenza imprescindibile per costruire la squadra del futuro.
Virtus Bologna, sfuma Djordjevic: ora parte la caccia al nuovo allenatore