Il presidente della Virtus Bologna, Massimo Zanetti, ha parlato alla stampa al Savoia Hotel Regency. Seguono le sue parole.

“Ringrazio tutti, in questa giornata calda siete venuti ad ascoltare quello che devo dire. Anche per l’amore che ci unisce alla Virtus, di cui sono onorato di essere presidente. Ringrazio i tifosi che continuano a supportarci, a credere nella Virtus. L’ho detto tante volte: ringrazio la città di Bologna, che ha la forza di supportare due grandi squadre di basket. I bolognesi sono sempre da ringraziare. Ringrazio gli sponsor che ci hanno aiutato in questo anno. Che sembra non essere andato molto bene, ma non è così. Purtroppo è l’unico mio anno senza una Coppa. Penso che la squadra fosse forte: abbiamo battuto Real Madrid, Barcellona e grandi squadre. Ma anche loro, pur essendo grandissime e avendo budget enormi, non hanno vinto l’Eurolega, che la vince uno solo. Non sono i soldi che fanno i risultati. Devono essere spesi bene, ci deve essere un’armonia nella squadra, nella società. A noi è mancato questo. Sono state scritte tante cose sul perché dell’addio di Ivanovic: è stato cambiato non per volontà mia, non per volontà di Paolo Ronci, al quale manifesto tutta la mia fiducia, ma dei giocatori e di Ivanovic.

Dusko è un allenatore molto duro. Oggi purtroppo anche i giocatori fanno parte delle nuove generazioni che non sono abituate a determinati comportamenti. Vogliono essere più liberi. Sono persone diverse. Specialmente quando sono campioni. Vorrei ricordare che quando uno è campione, con la Virtus ha un contratto firmato e la Virtus non può eliminare questo contratto. Erano baruffe tutte le settimane, avevamo quattro giocatori che ci avevano detto di voler andare via con Dusko. Io continuavo a difenderlo, ma è stata una sua scelta. Ha detto: «O mandate via me, o questi giocatori». Io i giocatori non posso mandarli via. E lo abbiamo semplicemente sospeso. Ha ricevuto il suo compenso fino all’ultimo. Resta per me un amico, gli voglio bene. Purtroppo i giocatori di oggi sono così. Abbiamo fatto la scelta interna di promuovere l’assistente, perché in tutto l’ambiente dicevano che fosse un bravo allenatore. Così è stato, poverino. Abbiamo perso la semifinale con Venezia, ma perché ci mancavano tre giocatori fondamentali. Altrimenti avremmo vinto”.

Il presidente ha poi continuato:

“Taylor lo abbiamo cambiato perché Dusko non lo voleva. Poi è stato giusto lasciarlo andare da un’altra parte. Poi si è rotto Pajola e altri. La malasorte continua. Nonostante questo abbiamo vinto cinque stagioni regolari di fila. Due playoff li abbiamo vinti, ma succede sempre qualcosa. Un bilancio positivo.

Per quanto riguarda la semifinale, l’ultima mi sono rifiutato di vederla perché è stato un incontro di rugby, non di basket. Rugby accettato, probabilmente doveva andare così. Non voglio fare polemiche”.

La prossima Virtus Bologna.

“Per quello che riguarda la nuova squadra, e quella che sarà la futura Virtus che mi vedrà qui presente al comando, io ci sarò sempre per la Virtus. Stiamo facendo una bella squadra. Abbiamo cambiato l’indirizzo della squadra. Io ne sono responsabile. Ronci è il mio braccio armato, ma il sì definitivo lo do sempre io. Ho fatto una scelta diversa. Quando abbiamo fatto dei passi grandi, ho letto numeri non veritieri. Il budget della Virtus è di 25 milioni, non 15. Bisogna mettere tutto il resto, non solo il budget dei giocatori. Quando abbiamo speso molto di più, abbiamo fatto risultati come quest’anno. L’Eurolega, lo dimostra il Panathinaikos, non sono i soldi che fanno i risultati. L’anno che abbiamo speso molto di più abbiamo fatto gli stessi risultati.

Il nuovo indirizzo del nuovo campionato è di fare una squadra giovane, molto giovane, ma con ragazzi che hanno già dimostrato di essere molto forti. Il vantaggio è che il ragazzo giovane costa meno del vecchio che ha già risultati e vuole più cachet. Il mercato è cambiato completamente in questi anni. Con Dubai e gli altri ingressi in Eurolega sono aumentati gli stipendi dei giocatori. È lievitato in maniera pazzesca. Io ho già visto questa cosa nel ciclismo con UAE. Bisogna essere più bravi a scegliere ragazzi già forti, che abbiano giocato già EuroCup, Eurolega, ma siano giovani e costino meno. Ragazzi che hanno entusiasmo, rompano meno nello spogliatoio e abbiano una resistenza fisica maggiore. E sono convinto che faremo una squadra forte, quantomeno come quella di quest’anno. L’obiettivo sarà sempre di vincere una Coppa, spero tanto nella Coppa Italia che non ho mai vinto”.

Eurolega.

“Certamente non posso andare avanti all’infinito, anche per la mia età. Stiamo valutando offerte di società, di fondi interessati, che vogliano entrare nella Virtus o rilevarla. Io come condizione dico che rimango per il passaggio, ma voglio passarla in buone mani. La Virtus è la società più iconica d’Italia, di maggior prestigio e la più conosciuta. Paragonabile a Real Madrid, Barcellona, Panathinaikos e altre società storiche. Io ho riportato la Virtus in Eurolega. Ne ha vinte due. L’Eurolega l’ho tenuta in mano a Barcellona. Ho cercato tanto, ma l’Olimpia non c’è. Quando sono stato là abbiamo trovato subito un feeling e abbiamo concordato la licenza triennale. Poi è arrivato il discorso della NBA. Ho sempre detto che erano tanti ‘bla bla bla’. Ora sono finiti. Prima o poi la NBA, se vuole fare qualcosa, deve comprare l’Eurolega. Se togli Real Madrid, Barcellona, Panathinaikos, Partizan… con chi giochi? E infatti è stato così.

Oggi tutte le squadre hanno firmato un contratto impegnativo con EuroLeague, che ha fatto un accordo con gli americani. Prima avranno diritto a comprare una franchigia. Comprata la franchigia, chi la possiede manterrà il posto, come in NBA. Diventa uno spettacolo. Le tredici proprietarie, la Virtus era fondatrice, lo ricordo, ma per note vicissitudini è uscita. Ma siamo tra le storiche, con le serbe. E abbiamo diritto di acquistare questa franchigia. Costerà 50 milioni da pagare in dieci anni, 5 milioni l’anno. Aumenteranno gli incassi, con televisioni e programmi legati a NBA Europe. Dopo le sei storiche c’è tutta una fila di società pretendenti che verranno scelte e dovranno spendere 85 milioni. Dubai 90 milioni. Arriveranno a 28 squadre, divise in tre gruppi. Ogni girone farà il suo campionato”.

L’Arena.

“Stiamo costruendo – come tutte le grosse società europee – un nuovo impianto meraviglioso. Ormai siamo in dirittura d’arrivo. Porteremo la sede della Virtus, gli uffici e le palestre là. È una cosa che interessa molto ai possibili acquirenti o soci. E dico una cosa che magari non piacerà a qualcuno. Per me il nome della nuova Arena dovrà essere Palasport Virtus, la casa della Virtus. Senza altri nomi di qualche banca che c’è già a Casalecchio e a Milano o che finanzia la Fiera, a me non me ne può fregare di meno. La Virtus da questi non ha mai visto una lira. E rappresenta la storia del basket italiano, il palazzetto deve chiamarsi così. Mi sento di fare una battaglia su questo.

Saluto e abbraccio i giocatori che quest’anno hanno giocato con noi e sono stati fedeli interpreti del campionato, e chi va altrove guadagnando di più.

La campagna abbonamenti inizierà l’otto luglio senza aumenti, copia e incolla dall’anno scorso. Quando ci sarà il nuovo palasport potrà esserci un cambio di posto, non abbiamo ancora le posizioni esatte, ma il tipo di posto sarà lo stesso. Chiedo a tutti i giornali di darmi una mano, ho bisogno di soldi, tanti soldi, anche perché dobbiamo battere Milano!

Errori? L’unico è stato ascoltare Dusko e mandare via Taylor. Probabilmente avrei dovuto dire no.

Il futuro? Non posso prevederlo, altrimenti sarei più ricco di quel che sono. Ma io cederò la società, tutta o in parte, solo quando sarò certo che finirà in buone mani. Non c’è un’urgenza, non bisogna scappare. Bisogna fare un passaggio graduale, come quando nelle aziende bisogna passare alla seconda generazione. Piano piano e con intelligenza.

Accettare la proposta di Eurolega per la franchigia? In linea di massima sì. Dobbiamo studiare bene il plico con Paolo, Comellini e i commercialisti. Ma il posto della Virtus è là. Faremo i conti con giudizio, ma in linea di massima sì.

L’addio di Pajola? Purtroppo a un certo punto ha deciso di cambiare lui, noi avevamo fatto anche un’offerta. Io ci ho parlato tre volte e gli ho spiegato tutto, era una bandiera e per me era anche un figlioccio. Purtroppo aveva prospettive diverse, mi ha detto di voler andare all’estero per provare un mondo nuovo. Aveva già deciso a settembre scorso, io non posso entrare nel merito della sua decisione e di quella della famiglia. Gli ho solo detto che qua è il re, in uno squadrone fuori non lo sarebbe. A Bologna sarebbe Pajo per sempre, ma non c’è stato verso di convincerlo. A tutt’oggi non sappiamo dove giocherà, vediamo dopo il 30 giugno. Poi è stato anche sfortunato, si è fatto male a entrambe le gambe… ma noi più di così non potevamo fare.

Mumbrù? Scelta rapida, mi è piaciuto subito moltissimo. È stato un grande giocatore, fedele, è stato solo in tre società. Ed è campione d’Europa con la Germania. È in linea con la squadra giovane che vogliamo fare. Un po’ come Valencia o Parigi: giocare in velocità. È entusiasta di venire alla Virtus, io voglio sempre gente contenta di venire qui, non voglio bocche storte che mi danno fastidio. C’erano altre due opzioni, abbiamo soppesato molto e fatto questa scelta.

Sponsorizzazioni? Intanto mi auguro che tutti i vecchi sponsor rinnovino. Non è detto che Olidata rimanga, non hanno ancora deciso, stiamo trattando con un’altra grossa marca per fare lo sponsor principale. Possiamo avere uno sponsor per il campionato e uno per l’Eurolega, e viceversa.

Avvicinato da imprenditori bolognesi? Neanche l’ombra. Noi trattiamo con imprenditori stranieri, perché sono tutti interessati all’Eurolega e alla franchigia. Oggi il valore della Virtus è quello. Poi io sono veramente interessato a vedere come farà la NBA a fare soldi. Perché qui in Europa le televisioni non ti danno soldi, bisogna pagarle.

Gli imprenditori stranieri li ho già incontrati, ho spiegato cos’è la Virtus. Sono due gruppi, per ora, entrambi ci pensano e ci faranno un’offerta che valuterò. Un gruppo è americano-greco, l’altro americano-svizzero. Sono persone molto danarose, che vogliono vincere l’Eurolega. Io gli ho spiegato che si fa fatica.

L’anno scorso il budget era 28 milioni, quest’anno è 25.

La palestra Porelli? Rimane nostra per le giovanili. Gli uffici, dove c’è Casa Virtus (siamo in affitto), andranno al nuovo Palasport, termine che mi piace molto più di Arena.”

Fonte: PB – Bolognabasket