Il coach della Virtus Roma 1960 Marco Calvani è stato intervistato da Marco Juric de La Repubblica ed ha parlato dei playoff di serie B Nazionale imminenti contro Capo D’Orlando, queste le sue parole:
“Si lavora una stagione per arrivare al momento clou del campionato, che è proprio quello dei playoff. Siamo estremamente contenti di averlo raggiunto, non era scontato. Una società che ha fatto due promozioni in due anni e si è approcciata a questo campionato da esordiente: arrivare ai playoff è un grande merito del club. Siamo una squadra imprevedibile. Abbiamo alternato prestazioni di grande livello a prove di poco spessore. Ci auguriamo che adesso la nostra curva sia verso l’alto. Come ho sempre detto da quando sono arrivato, questa è una squadra che ha qualità e chi quindi ha il dovere di fare il massimo possibile. L’obiettivo playoff è stato centrato, ma io non mi accontento: voglio sempre vincere. E vedo che anche i giocatori hanno tutto l’interesse a far bene. Affrontiamo un avversario che ha chiuso il campionato in alto e questo dice molto sulla loro consistenza. Lo dico con grande serenità: sono stati i tre mesi più duri della mia carriera. Ci sono tanti motivi ma questo non è il momento per parlarne. Sono però contento di essere arrivato a questo punto. Il mio lavoro è stato cercare di normalizzare le situazioni in funzione delle mie aspettative e competenze e di portare la squadra nella direzione che avevo in mente. Dispiace aver perso tante occasioni. Abbiamo potuto allenarci al completo per meno del 30% del tempo. Anche le partite sono state condizionate. E’ un danno non certificabile ma in campo si vede. L’andamento ondivago ne è la prova. Per me che sono un perfezionista ed estremamente esigente, non essere riuscito a fare ciò che avevo in testa pesa. Il Palazzetto ha sempre risposto presente, anche in tempi non sospetti. Quando questa società era in B2, io ero sugli spalti. Semifinali e finali playoff sold-out, con gente fuori a cercare di entrare. Il pubblico romano ha sempre sostenuto la squadra. Anche ora con prestazioni non sempre eccellenti ci ha sostenuto. E’ un grande punto di partenza. Il nostro pubblico è davvero il nostro sesto uomo in campo. Ora tocca a noi fare qualcosa per loro, per il nostro pubblico e la nostra società”.
Nell’immagine Marco Calvani, foto Virtus Roma 1960