Marco Valenza è stato ospite nel corso di Alley Oop, trasmissione che va in onda ogni martedì dalle 17 alle 18 su Revolution con Alessandro di Bari, Eugenio Petrillo e Marco Lorenzo Damiani. Il co-fondatore dell’agenzia MVP si è raccontato a tutto tondo svelando anche qualche suo piccolo segreto.
Questo un estratto delle sue parole:
Come si struttura una giornata tipo
“Non esiste una giornata tipo, ma piuttosto penso ad una settimana tipo o ancora meglio alla stagione tipo. Tutti pensano che il nostro lavoro vada da giugno a luglio. Invece il lavoro di giugno e luglio è la nostra partita. Ma la partita non si improvvisa, nasce da almeno cinque giorni alla settimana di “allenamento” che è composto da studio e analisi. Quindi il nostro lavoro consiste nel mantenere vive le relazioni non solo con i nostri assistiti, ma anche con i club così da poter essere più pronti e performanti quando poi in estate si vanno a chiudere le trattative”.
L’organizzazione del lavoro
“Io amo cominciare molto presto al mattino perché così lavoro quando il telefono non squilla. In ufficio faccio le telefonate che devo fare, guardo le partite o meglio spezzoni di partite perché mi concentro sui miei assistiti. Faccio uno studio di statistiche per farmi poi delle idee. E poi si viaggia molto e si deve cercare di essere più puntuali possibili arrivando con un buon anticipo sull’evento”.
Bilanciare le esigenze dei club e dei giocatori
“Uno degli aspetti più complicati è cercare di essere in equilibrio tra esigenza del mio assistito e del club. È chiaro che il nostro lavoro è quello di fare l’interesse dei giocatori. Raramente litigo coi club perché devo avere rispetto dei datori di lavoro e soprattutto di chi tira fuori i soldi di tasca. Se si litiga poi ci si fa terra bruciata attorno e questo può danneggiare il cliente medio. L’unica circostanza in cui mi contraddistinguo per essere abbastanza “litigioso” è quando vengono toccati in maniera ingiusta gli interessi dei miei atleti. Ovviamente dico sempre a loro di mettermi nelle condizioni di difenderli”.
Il passaggio da giornalista ad agente
“Ho grande passione per il basket, sin da bambino. Smisi presto di giocare e per puro caso ho iniziato a scrivere per Superbasket che all’epoca era la bibbia della pallacanestro, quando si aspettava con ansia il martedì per l’uscita della rivista. In quegli anni avevo sviluppato dei buoni rapporti con gli agenti di allora. Qualche volta davo delle idee di mercato che poi diventavano notizia. Così qualcuno mi propose di fare l’agente, all’inizio rifiutai e poi a 29 anni accettai”.
Per vedere l’intera puntata cliccate al link qua sotto
In foto Marco Valenza (Ciamillo Castoria)