Il tramonto dei Valors.
Il Barcellona, per chi lo conosce, ha sempre fatto leva sull’onore e sui valori del club, sventolati come una bandiera per distinguersi da uno sport sempre più cinico.
Al momento dei fatti, però, i blaugrana si sono dimostrati agli antipodi di quanto proclamano di rappresentare.
La vittima, caso vuole, è nuovamente Thomas Heurtel che, da poco, aveva terminato l’esperienza in quel di Shenzen (Cina) e vi era rimasto per non spostare anzitempo la famiglia e ritirare i figli da scuola a metà anno curriculare.
Il francese, lasciato di proposito ad Istanbul nel 2020 per le trattative in corso con il Real Madrid, era il prescelto per sostituire Neto Raulzinho, infortunatosi nuovamente e tagliato dai blaugrana.
A raccontare la vicenda, che ha del surreale, è proprio il giocatore, accompagnato dal suo agente David Carro di Octagon Sports.
L’intermediario, nella conferenza stampa convocata ieri, non usa mezzi termini nel riferire l’accaduto ai giornalisti.
“Con il Barcellona – spiega Carro – avevamo avuto contatti già prima della firma di Neto Raulzinho, tuttavia la trattativa non proseguì perchè il club scelse legittimamente di puntare sul brasiliano”.
Fin qui tutto nella norma di una trattativa qualsiasi.
Quando Neto, però, finisce nuovamente in infermeria, il Barça si fa vivo un’altra volta.
Qui Carro entra nel dettaglio.
“Ci hanno chiesto informazioni sul suo stato di forma ed abbiamo risposto inviandogli anche i video degli allenamenti che svolgeva. – racconta, poi prosegue in ordine cronologico – Lunedì scorso abbiamo ricevuto un’offerta da un altro club di Eurolega che ci proponeva un contratto per finire la stagione più altri due anni; non avendo nulla di chiuso con il Barça abbiamo proseguito la trattativa, tanto che Thomas aveva anche parlato con il GM ed il coach di questa squadra. Nonostante tutto, per cortesia, abbiamo informato il Barcellona della situazione ed il club ci ha detto di fermare tutto, che puntava su Thomas e che avevano fatto tutti i passaggi anche con il direttore della sezione basket Josep Cubells, il tutto pur sapendo che il ritorno del ragazzo avrebbe generato reazioni negative da parte della piazza. Volevano concludere a tutti i costi l’affare”.
Qui Carro si ferma e tiene a puntualizzare: “Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, all’interno del Barcellona ci sono eccellenti professionisti con cui ho ancora un eccellente rapporto, parlo del DS Juan Carlos Navarro e del suo braccio destro Mario Bruno. Il problema è quando, dall’alto, impediscono loro di fare il proprio lavoro”.
Poi prosegue nel racconto dei surreali giorni a cavallo di Capodanno.
“A questo punto, – riferisce – con la medesima cortesia abbiamo avvisato l’altro club che avevamo scelto il Barça, anche se il contratto che ci offriva era solo per il finale di stagione. Il martedì Thomas sente al telefono coach Peñarroya che gli trasmette la felicità di averlo in squadra ed il desiderio di averlo in città al più presto. Il Barcellona fissa le visite mediche per venerdì (ieri, ndr.) e ci chiede il passaporto aggiornato del giocatore per acquistare il biglietto aereo”.
Insomma, tutto sembra andare sui binari giusti, anche perchè Heurtel non avanza grandi pretese economiche. Anche qui Carro puntualizza: “Ci era stato detto che avrebbero potuto pagare solo ciò che sarebbe rimasto una volta corrisposta la buonuscita a Neto, non abbiamo avuto nulla da eccepire perchè Thomas era entusiasta di poter tornare in blaugrana e non veniva per soldi”.
Si va, così, al mercoledì ed il racconto prosegue, nonostante la festività.
“Nel loro sistema – spiega Carro – era necessario il taglio di Neto per poter iscrivere il contratto di Thomas, per cui ci chiedono di partire subito e passare le visite mediche e che la firma sarebbe avvenuta in sede. Si compra – aggiunge – anche il biglietto e si sceglie persino il numero di maglia, sarebbe stato il 3”.
Qui arriva il plot twist.
“Quando Thomas è già in aereo, e mi è impossibile comunicare con lui, – riferisce ancora l’agente – mi chiama il Barcellona per dirmi che non se ne fa più niente per decisione di Cubells, il motivo datomi è stata l’uscita di indiscrezioni arrivate alla stampa che aveva generato reazioni negative da parte della piazza. Indiscrezioni che, però, erano uscite dal club e non da me; inoltre loro stessi avevano ammesso di aspettarsi una prima reazione negativa da parte dei tifosi. Il tutto mentre Thomas aveva abbandonato il proprio appartamento, fatto i bagagli e ritirato i propri figli da scuola!”.
Il dito accusatore di Carro, però, ha un chiaro obiettivo.
“Non so quanto c’entri il presidente Laporta, mi hanno riferito che l’ordine di fermare tutto sarebbe arrivato da sfere più alte di Cubells ma era stato lui a dirmi che garantiva anche per la presidenza la buona riuscita dell’operazione dopo che io avevo espressamente chiesto se la cosa fosse sicura e non ci sarebbero stati ripensamenti. Tutto va in fumo perchè in alto c’è una persona non all’altezza del ruolo che occupa”.
Arriva, poi, lo strale finale: “Se questo è il modo di trattare la dignità di una famiglia, se questo è l’onore del club, allora c’è un grave problema e ne pagheranno le conseguenze coloro che fanno bene il loro lavoro al suo interno, anche nelle firme future a cui stanno lavorando in direzione sportiva”.
Il Barça, dal suo canto, ha dichiarato di aver avvisato Carro di non far salire Heurtel sull’aereo, la risposta dell’agente è chiara: “Mente. Io stesso ho chiamato il club per chiedere da dove venisse questa bugia. Quando mi hanno chiamato mi hanno solo chiesto se Thomas fosse sull’aereo o meno, è stato Mario Bruno a farsi sentire ed era costernato, durante quella telefonata mi era stato comunicato anche che la direzione sportiva avrebbe fatto di tutto per risolvere il problema è far andare tutto comunque in porto! Ma permettetemi di dirlo – ha chiosato – se un club che si vanta dei propri valori prova a nascondersi dietro la scusa del poter o meno scendere dall’aereo, allora il problema che ha è enorme. Non si tratta solo di un volo da prendere, ma di una famiglia che è stata sradicata dalla propria vita! Cosa avrei dovuto dire a Thomas, se fossi stato in tempo? Vai a dormire in albergo come a Istanbul? Non fa niente se i ragazzi non vanno a scuola? Da questa vicenda è evidente come ne esce la reputazione del Barcellona, in tanti mi hanno chiamato per dirmi che quanto accaduto è vergognoso”.
Prende, poi, la parola Heurtel.
“Ero entusiasta e felice di avere una seconda possibilità in un club con i cui colori avevo anche pensato di chiudere la carriera, volevo dare una mano alla squadra che non sta facendo bene quest’anno. Ho parlato sia con Navarro che con Peñarroya ed entrambi erano davvero contenti del mio arrivo. Quando sono atterrato ho ricevuto questa notizia. Mi sento preso in giro, non è come a Istanbul, stavolta di mezzo c’è anche la mia famiglia, è stata una grande mancanza di rispetto”.
Per Heurtel parrebbe aprirsi, ora, la porta del Girona, anche se David Carro ha chiarito che qualsiasi contratto con un club minore dovrà avere un escape per l’Eurolega, il livello che più si confa al giocatore.
Un giocatore che, però, riflette anche sul suo futuro.
“Certe vicende lasciano un segno, – ammette – per il momento vivrò in Spagna, poi si vedrà, potrei anche decidere di smettere ma, al momento, non mi sento di guardare al futuro”.
Elio De Falco