MILANO – Milano e la legge del più forte. L’Olimpia vince una finale che non ha storia, praticamente mai in discussione tranne i primi 8’ di gioco. L’A|X Armani Exchange si laurea per la settima volta nella sua storia campione della Coppa Italia battendo 87-59 la VL Pesaro.
I meneghini sono entrati in campo concentrati e con la faccia giusta. Poi l’istinto cannibale della versione 2020/21 dell’Olimpia ha fatto il resto.
Pesaro – sicuramente provata dalle fatiche dei giorni scorsi – non ha praticamente mai imposto il proprio gioco. Quando ha visto sfuggire i propri avversari ad inizio secondo quarto con un parziale di 15-0 (27-6 quello complessivo dei secondi dieci minuti).
A far la differenza, manco a dirlo, la profondità del roster meneghino, la maggiore fisicità e soprattutto l’infinito talento profuso in tutto il roster. Sergio Rodriguez con i pick and roll assieme a Kyle Hines ha creato sempre dei vantaggi. Gigi Datome invece è parso infallibile con 15 punti.
Per la squadra di Ettore Messina vanno tutti a referto tranne Jakub Wojciechowski. È stata una vittoria di squadra, di un gruppo che ha la consapevolezza che in questa stagione può recitare il ruolo di protagonista a tutte le latitudini. Mai come ora Milano sa di poter andare avanti nelle competizioni e questa sera si è concessa il bis di coppe dopo il successo a settembre della Supercoppa.
Datome è il top scorer con 15 punti, seguito da Zach Leday a 13, Kevin Punter a 13 e Malcolm Delaney a 10. Preziosi gli 8 assist di Sergio Rodriguez.
Datome è l’MVP nominato da LBA per questa Final Eight. Per lui non è la prima volta in carriera bensì la quarta: MVP del campionato turco, MVP della Coppa del Presidente e due volte MVP della coppa turca.
Per Pesaro arrivano 15 punti con 12 rimbalzi di Tyler Cain, 12 di Marko Filipovity e 12 anche di Henri Drell.
Nel 87-59 abbiamo un record. Il +28 con cui Milano ha battuto Pesaro è il massimo distacco in una finale della Final Eight dopo il +25 della Virtus Bologna sempre contro Pesaro nel 2001. Caso strano: l’allora Kinder era allenata da Ettore Messina che oggi ha vinto il confronto con Jasmin Repesa.
Per Pesaro è una sconfitta che non deve fare male. Il percorso fatto in questa Final Eight è stato al di sopra della aspettative e il pensieri di 12 mesi fa deve far felici tutti i tifosi di Pesaro. 

La cronaca. 

Si corre tantissimo in avvio. Milano prova subito a fare la voce grossa, ma Pesaro regge l’urto: 8-6 dopo 4.15 di gioco.
Il primo quarto si chiude sul 21-15 con il canestro in contropiede sulla sirena di Moraschini.
Ad inizio secondo quarto l’Olimpia trova subito la doppia cifra di vantaggio con un ispirato Datome: 25-15 che poi diventa 28-15 con la tripla dell’ex Fenerbahce.
L’Armani dilaga, la VL non segna più e trova un 15-0 di parziale: 34-15. Il parziale milanese si ferma sul 18-0 quando Cain segna il 37-17.
All’intervallo, l’Olimpia è avanti 48-21.
Il terzo quarto riprende sulla falsariga dei primi due. Milano comanda le operazioni e scavalla i 30 punti di vantaggio sul 68-35.
Dopo 30’ Milano è avanti 74-36.
Il quarto periodo è pura accademia e l’Olimpia vince 87-59.

QUI le statistiche complete del match  

 

Gigi Datome: foto Ciamillo-Castoria

Eugenio Petrillo