Il Real Madrid mette una seria ipoteca sul proprio 38º titolo di Liga Endesa portandosi sul 2-0 nella serie contro Valencia Basket, superato per 102-96 in gara 2 dopo un supplementare. Sono, infatti, 43 le serie totali – da quando esiste la Liga ACB – ad essere andate sul 2-0 prima di questa finale, in nessun caso c’è stata la rimonta della squadra in svantaggio.

Ma questo mattone è costato tantissimo agli uomini di Chus Mateo, a lungo in difficoltà al cospetto di una Valencia che ha creduto al blitz fino alla fine, non senza polemiche.

Le ha espresse coach Pedro Martínez in conferenza stampa: “Sono un po’ contrariato – ha dichiarato il tecnico taronja – per per determinati episodi della partita. Abbiamo analizzato tutte le giocate al dettaglio e spero che anche gli altri professionisti della lega lo facciano. Ma non per dirci che ci sono stati 6, 4 episodi, o altri più incerti, ma per fare un’analisi seria e professionale. Non ho bisogno che si renda pubblica, so già cos’è successo. Tuttavia credo che ci siano stati episodi molto decisivi.

Non capisco perchè, all’ultimo minuto, Tavares stoppi irregolarmente la penetrazione di Montero, che tocca il tabellone, e la spazzi senza che questa abbia toccato il ferro e che nessuno dei tre arbitri abbia fischiato per andarla a rivedere, cosa che possono fare. Se non fischiano, loro non possono andare a rivederla e io non posso chiedere l’Instant Replay. Sono arbitri esperti, conoscono il gioco. […]

Il finale di gara è stato uno sproposito, lo analizzino e migliorino. Tutti siamo qui per migliorare, noi proveremo a fare meglio la prossima volta. Che lo facciano in tutti i settori, qui siamo tutti professionisti ma pare che alcuni lo siano più di altri.

Non voglio togliere al Real Madrid alcun merito per la propria prestazione, per il proprio carattere, per come hanno risollevato le sorti del match. Sono la miglior squadra del campionato, ma una cosa non toglie l’altra“.

Tra le rimostranze di coach Martínez, però, affiora il quadro di una gara 2 che Valencia ha a lungo avuto in pugno. Con un  Jean Montero (23 e 8 assist) ritornato a brillare dopo due gare opache tra semifinale e finale, coadiuvato da Matt Costello (16) e Xabi López Aróstegui (14).

Di contro, il Real Madrid ha sciorinato una prestazione corale con 7 uomini in doppia cifra.

Facundo Campazzo (18 e 11 assist) si veste da vero e proprio trascinatore, nel supplementare Andrés Feliz (14) trova due canestri pesanti che contribuiscono ad indirizzare la partita ma prima è ancora una volta il senatore Llull a salvare il Real. Sull’87-89, a 8″ dalla fine, il capitano s’incunea tra López-Aróstegui, Montero e Reuvers per il pari; un minuto prima, però, sull’85-88 c’è l’episodio della discordia.

Montero si butta dentro e rilascia il sottomano senza opposizione, la palla batte sul tabellone e Tavares, effettivamente, pulisce il ferro prima che il pallone lo tocchi; un episodio cruciale in una gara equilibrata nelle percentuali e negli altri fondamentali.

Paradosso vuole che il Real Madrid vinca la gara dal perimetro dopo che Valencia si era fatta preferire da questo punto di vista; vari i personaggi che trovano un autore, ci perdoni Pirandello, per Chus Mateo; anche Garuba, dopo una stagione di pochi alti e molti bassi, è decisivo, Hezonja emerge nel momento in cui si deve recuperare nel punteggio, Abalde risponde presente quando chiamato in causa.

Stasera si torna in campo alla Fonteta per quello che potrebbe essere l’ultimo atto nell’impianto valenciano, la Roig Arena è sempre più vicina ad aprire i battenti, tanto da essere entrata tra le potenziali candidate ad ospitare le prossime Final 4 di Eurolega, salvo venire esclusa perché già prenotata, in quel finesettimana, dalla Kings League.

Per Valencia è forse l’ultima chiamata.