2.8 punti e 1.9 rimbalzi in 10 minuti di media a partita in stagione regolare. 4.6 punti e 3 rimbalzi in 18 minuti di media durante i playoff. Sono questi i numeri di Nicola Akele, 30 anni e 203 centimetri, protagonista silenzioso del tricolore virtussino. Raccontano la stagione di un giocatore che, molto professionalmente, ha lavorato sempre con serietà in attesa del suo momento. Momento che senza dubbio è arrivato in gara1 di semifinale contro l’Olimpia Milano. Akele, per la prima volta in tutta la stagione, ha raggiunto la doppia cifra. Inserito in quintetto da coach Ivanovic e alle prese con una complessa marcatura su un altro Nicola, quel Mirotic ultimo ad arrendersi per l’Olimpia, il lungo virtussino ha risposto presente, sia componendo un ottimo tabellino sia giocando una partita di alta intelligenza cestistica.
Arrivato a Bologna la scorsa estate alla corte di Luca Banchi per completare il pacchetto italiani virtussino, il nativo di Treviso parte nelle gerarchie della squadra dietro a Polonara e, ovviamente, a Toko Shengelia, la stella più luminosa della Segafredo. L’esordio però promette bene, 19 minuti di utilizzo con 5 punti, 2 rimbalzi e 3 assist contro Trapani, seguiti da altri 11 minuti nell’esordio casalingo con Pistoia. Poi, con la stagione dei bianconeri invischiata in una spirale negativa di prestazioni e risultati, coach Banchi prende la decisione di restringere le rotazioni al massimo, per fare quadrato con i suoi fedelissimi e invertire la tendenza. Tolte le prime due partite di LBA, nei successivi 4 mesi il minutaggio di Nicola non raggiunge mai la doppia cifra. Tutto cambia quando, il 4 dicembre dopo la deludente sconfitta contro l’Alba Berlino, coach Luca Banchi annuncia le proprie dimissioni. Il giorno dopo la Segafredo affida a Dusko Ivanovic, allenatore esperto e rispettato in Europa, la guida della squadra. Nelle successive 5 partite, il classe ’95 registra 13 minuti di media. I motivi principali sono due: i guai fisici che a turno affliggono Shengelia e Polonara, ma soprattutto la volontà di Ivanovic di saggiare tutti i giocatori a disposizione. Da febbraio in poi i 203 centimetri di Akele entrano in pianta stabile nella rotazione, continuando a trovare minuti in campionato e anche in Eurolega, competizione che la Virtus ha ormai abbandonato.
Proseguendo questo suo crescendo rossiniano, i playoff sono il coronamento di una stagione da manuale per professionisti. Lavoro e silenzio, anche quando una parte della tifoseria virtussina si chiedeva il perché del suo tesseramento, visto lo scarso impiego. Grinta e testa ogni volta che è stato chiamato in causa. Sicurezza e affidabilità quando gli è stato concesso spazio con continuità. Durante la post-season non ha mai giocato meno di 12 minuti, giocandone ben 27 in gara1 contro Milano, senza dubbio una delle più delicate se non la più delicata di tutte le partite giocate in stagione dalla Virtus. In conferenza stampa, quando a coach Ivanovic è stato chiesto un commento sulla partita di Nicola, ha risposto: “La partita migliori Akele in questa stagione? In generale la nostra difesa è stata buona, abbiamo fatto anche abbastanza bene a rimbalzo e tutti hanno messo in campo il massimo. Akele ha giocato bene, attacco e in difesa, ma anche Momo, Will, Toko e Daniel, Pajo ha sbagliato diversi tiri ma questa è una squadra, ed è la squadra che vince le partite.” Ogni coach che si rispetti esalta la squadra oltre il singolo, ma per come Akele ha interpretato questa stagione, ogni squadra vorrebbe un singolo come lui. Il primo anno in bianconero è stato travagliato, ma si è concluso nella maniera più dolce possibile, con la vittoria del suo primo scudetto.
Ora c’è il caldo e l’estate, ma Nicola Akele si sta già preparando per farsi trovare pronto anche la prossima stagione.
Riccardo Pirrò
Foto Ciamillo-Castoria