81-70 per chiudere i conti e anche la Fonteta che saluta il basket con una sconfitta di Valencia e gli avversari che festeggiano sul parquet.

Il Real Madrid è campione di Spagna dopo aver completato lo sweep ai danni di una Valencia che recrimina ancora per quanto accaduto in gara 2 ma ha già l’occhio rivolto al mercato, con il rinnovo di Jean Montero a cifre monstre (4 milioni di euro lordi per The Problem) e la firma di Kameron Taylor arrivata dopo pagamento di un lauto buyout da 800.000 euro.

Eppure il titolo nazionale non basta a Chus Mateo per assicurarsi la permanenza sulla panchina blanca, su di lui incombono le ombre sempre più nitide di Sergio Scariolo e, addirittura, del clamoroso ritorno di Pablo Laso, in bilico al Baskonia che aveva anche sondato Peppe Poeta per la panchina.

Nonostante gara 3 sia stata tutta una dimostrazione di forza.

Lo strappo del terzo quarto con il 15-0 di break firmato da Hezonja (16), Tavares e dall’MVP delle finali Facundo Campazzo, assoluto protagonista con 8 assist a referto, taglia le gambe ad un’avversaria a cui è sempre mancato quel quid di forza mentale in più per restare aggrappata al match e troppo soggetta agli umori di Montero, appunti che Pedro Martínez dovrà segnare in vista della prossima stagione.

E allora perché un titolo vinto quasi in carrozza, con la sola Málaga a spaventare in semifinale, non garantisce la continuità del timoniere?

Semplicemente perché in questo Real Madrid mancare le Final 4 di Eurolega è un fallimento, specialmente se ti chiami Chus Mateo, specialmente se il tuo posto è stato sempre in bilico dal primo giorno.

L’immagine offerta per gran parte della stagione dai merengues non è stata quella che la dirigenza si sarebbe aspettata, primo imputato il coach, il più semplice da gettare in pasto ad una piazza che non l’ha mai realmente accettato ma che si è morsa la lingua davanti al rendimento della squadra negli scorsi anni, rimonta sul Partizan Belgrado compresa.

Ora si apre un orizzonte nuovo: Sergio Scariolo è il primo nome in lizza per la panchina capitolina, ma attenzione alle evoluzioni che potrebbero sorgere da Vitoria. Il rapporto tra il presidente del Baskonia Querejeta e Pablo Laso è ai minimi termini, come dimostra l’interessamento che era stato espresso nei confronti di Peppe Poeta, e le possibilità di un nuovo avvicendamento sulla panchina basca sono in forte rialzo, fattore che porrebbe Pablo Laso sulla strada di un clamoroso ritorno.

Sarebbe la sconfitta del DS José Luís Sánchez, principale artefice della separazione con il tecnico più longevo della storia madridista, fattore che potrebbe portare a più di qualche modifica all’organigramma della sezione basket.

È stata una stagione di nervi e di battaglie interne, la posizione di Chus Mateo non è migliorata con il titolo, come fa capire lui stesso ai microfoni della Liga ACB quando traccia un bilancio dei 3 anni da head coach come se fosse già in partenza.

Il futuro immediato vedrà con tutta probabilità la perdita del giovanissimo Hugo González, chiamato alla numero 28 del Draft NBA dai Boston Celtics, così come l’addio di Dzanan Musa, diretto a Dubai.

La firma di Theo Maledon sarà il punto di partenza di una serie di cambiamenti profondi che daranno il via al nuovo ciclo del Real Madrid, stavolta sul serio.

E andrà fatto con una certa fretta perché, pur trovandosi nella favorevole coincidenza di un Barcellona che è ancora alle prese con la crisi societaria, il panorama cestistico spagnolo propone una Valencia che, con la Roig Arena, ha dimostrato di poter salire ulteriormente di colpi sul mercato e sul campo.

 

di Elio De Falco