Terminata la stagione 2024/25, un campionissimo della pallacanestro europea e mondiale come Milos Teodosic ha annunciato il suo ritiro dal basket giocato. Mago dei parquet che ha militato anche alla Virtus Bologna dal 2019 al 2023. Ha illuminato la scena europea e mondiale con le sue giocate mozzafiato chiudendo la sua carriera alla Stella Rossa.
Per questo motivo vi riproponiamo un bellissimo articolo scritto da Maurizio Roveri (grande penna italiana con alle spalle 35 anni di prestigiosa carriera al Corriere dello Sport-Stadio e nostra grande firma) sul numero di Basket Magazine di giugno 2022. 

di Maurizio Roveri

Dicevano (quelli che non sanno): Milos non ride mai…

Non è vero.

Milos Teodosic è più compagnone di quanto si possa immaginare! Un simpaticissimo video realizzato da Virtus Segafredo nello spogliatoio immediatamente dopo il trionfo in Eurocup lo mostra mentre organizza con alcuni compagni di squadra un tremendo gavettone (anche negli scherzi Milos sa essere un leader). Successivamente il trentacinquenne fuoriclasse serbo viene ritratto mentre, in gruppo, saltella ride gesticola e intona cori. Felice, coinvolto, divertito, sorridente. Come la genuina felicità d’un bambino.

Dicevano (sempre quelli che non sanno): Teodosic è giocatore tecnicamente bravissimo, sì, ma nelle occasioni importanti non riesce ad essere decisivo.

Oh, l’ho sentita e letta più volte una sciocchezza di questo tipo.

Evidentemente c’è gente che non sa neanche documentarsi.

Milos in Virtus ha vinto, a partire dall’autunno 2019, lo scudetto della stagione scorsa, più la Supercoppa e l’Eurocup in questo 2022. E la stagione non è ancora finita.

E’ lecito, inoltre, immaginare che avrebbe vinto anche il campionato 2019-20 dove la V nera di coach Djordjevic stava dominando ed aveva confezionato 18 successi in 20 partite prima che la stagione venisse fermata e annullata per il Covid-19 che entrava paurosamente nelle nostre vite, diffondendosi drammaticamente in una malattia contagiosa che ha coinvolto il mondo intero.

E Teodosic prima dell’approdo in Virtus? Aveva già vinto, e un bel po’. Nominato miglior giocatore di Euroleague per la stagione 2009-10, ricevendo anche nel febbraio 2011 il Premio FIBA come miglior giocatore d’Europa, Milos Teodosic ha trionfato in Eurolega con il CSKA Mosca nella stagione 2015-16. Prima di prendere la strada verso gli Stati Uniti, per collaudare il suo enorme talento nelle grandi arene della NBA. In totale, a livello europeo, tra competizioni nazionali e internazionali per Club, dal 2005 all’11 maggio 2022, il fuoriclasse serbo ha vinto1 Coppa di Serbia e Montenegro con l’FMP Zeleznik nel 2005, 1 Coppa di Serbia ancora con Zeleznik nel 2007, 2 Coppe di Grecia con l’Olympiakos nel 2010 e nel 2011, 2 campionati russi con il CSKA nel 2012 e nel 2013 e – sempre indossando la maglia del Club russo – 6 VTB United League e l’Eurolega del 2015-16.

Poi, i 3 Trofei in Virtus.

Complessivamente, fanno 16 titoli. Più, una medaglia d’oro ai Campionati Europei Under 20 con la Serbia nel 2007.

Se tutto questo non è sufficiente per considerare il fenomeno di Valjevo un vincente…

Infatti, di fronte all’evidenza, i “criticoni” adesso hanno la decenza di tacere. Nessuno può permettersi di negare ciò che è evidente e indiscutibile.

Milos Teodosic è un leader.

Leader perché parla il linguaggio dell’arte e dell’immaginazione.

Leader per la capacità d’essere – con la sua intelligenza, la sua creatività e la profonda sapienza cestistica – un fondamentale punto di riferimento per il gruppo virtussino.

Leader perché con i suoi mirabili assist migliora il gioco di chi è in campo assieme a lui.

Leader perché sa essere “due passaggi avanti” a tutti nell’intuire situazioni e nell’immaginare strade nuove.

Leader per la predisposizione alla comunicazione. In campo: un’occhiata, un’indicazione con la mano, una parola avvicinandosi ad un compagno, un consiglio, un incoraggiamento, anche un piccolo rimprovero se necessario. Sempre con discrezione. Ci sono volte in cui Milos sembra distante, indifferente, quasi abulico. Così può apparire agli occhi di chi guarda da fuori: da una tribuna, da una gradinata del palasport oppure davanti allo schermo del televisore. Ebbene, Teodosic è l’esempio più eclatante di quanto le apparenze possano essere ingannevoli. Eh sì, poiché se c’è un giocatore mentalmente attivo ed emotivamente coinvolto, attimo dopo attimo, è proprio Milos Teodosic!

Cervello e cuore. Per produrre un’intensità mentale fortissima, come Milos sa fare in occasioni delle grandi sfide. Negli appuntamenti importanti. Lo ha mostrato in maniera magistrale la sera – esaltante per la Virtus e per il suo popolo – dell’11 maggio dentro una “Segafredo Arena” ch’era tutto un ribollir di passioni, gonfia di 10.000 spettatori (per un incasso record in una partita di basket sul territorio italiano di 718.279 euro). L’immagine di Teodosic: il fuoco negli occhi, la molla carica, grande applicazione fra attacco, difesa e regìa. Una performance di straordinaria energia per un trentacinquenne.

Il vento a gonfiare le vele della sua pallacanestro, tra magia e concretezza.

C’era un traguardo a portata di mano: la finale di Eurocup da vincere, contro gli energici turchi del Bursaspor.

C’era – in particolare – una “missione” da compiere. Un percorso importante da completare. Guadagnarsi il diritto di entrare nel pianeta delle stelle, l’Eurolega. E abbiamo visto, quella sera delll’11 maggio scorso, il più fantastico Milos Teodosic della stagione.

Coach Sergio Scariolo si ritiene fortunato. Ad essere l’allenatore del fuoriclasse serbo. Intervistato da Euroleague, il tecnico bresciano della Virtus Segafredo ha raccontato con parole di grande stima e con impeccabile precisione il personaggio Teodosic.

Milos è certamente uno dei Geni della pallacanestro europea. La sua conoscenza del gioco, la sua capacità di capire in un attimo quello che alla maggior parte dei giocatori richiede alcuni minuti, giorni o perfino settimane a volte. E quella capacità di creare pericolo alla difesa degli avversari in tante maniere diverse. Il suo altruismo: a volte devi spronarlo a segnare di più ma la sua capacità è certamente quella di giocare per i suoi compagni e rendere la sua squadra migliore. Milos è una persona molto competitiva e quando arrivano i momenti importanti, lui c’è”.

Davvero bellissimo, questo “ritratto” di Teodosic, attraverso le parole di un coach prestigioso come Sergio Scariolo.

E a proposito di allenatori mitici. Ho letto recentemente sul quotidiano Il Resto del Carlino una interessante intervista del bravo collega Alessandro Gallo a coach Valerio Bianchini, popolare personaggio della pallacanestro italiana, un “capitano di ventura” sempre alla ricerca di sfide eccitanti e di rivoluzioni da portare avanti. Il Vate che lanciava messaggi e predicava la sua Pallacanestro. E che accese di splendore Cantù ma soprattutto Roma (negli anni del Bancoroma) e Pesaro dove condusse la Vuelle targata Scavolini al primo scudetto della sua storia nel 1988 (avendo per giovane assistente Sergio Scariolo, il quale poi nel ’90 da head coach firmò il secondo “tricolore” del Club pesarese).

Dica la verità (la domanda del giornalista del Resto del Carlino a Valerio Bianchini): le sarebbe piaciuto allenare uno come Milos Teodosic?

“Sì, però…”.

Dica

Credo che alla fine sarebbe stato lui ad allenare me. In carriera ho sempre imparato tanto dai grandi giocatori”.

Milos è stato il primo grande investimento di Massimo Zanetti. Nell’estate 2019. Quando l’idea-Eurolega cominciava a stuzzicare e poi a riempire i pensieri del Proprietario della V nera. Un anno e mezzo più tardi sarebbe arrivato un altro “capolavoro” firmato Zanetti: il ritorno a Bologna dopo 13 stagioni di NBA, e un anello vinto con San Antonio Spurs, di Marco Belinelli.

Nella notte magica del trionfo in Eurocup, poco dopo essere stato premiato come MVP della finale, Milos raccontava: “Vincere l’Eurocup ed entrare in Eurolega è sempre stato il nostro obiettivo, l’anno scorso non ci siamo riusciti ma ci siamo meritati una seconda possibilità. Sono veramente orgoglioso e felice del modo in cui abbiamo completato la nostra missione ma anche per come abbiamo giocato questa finale. Complimenti al Bursasport che ha confermato d’essere un avversario importante, determinato e protagonista di un grande playoff. La mia Virtus però è stata incredibile”.

Milos, la luce che illumina. Non soltanto lui, ovviamente. Ci sono anche Weems, Belinelli, e gli innesti più recenti – Shengelia e Hackett – ad aggiungere solidità mentale e concretezza.  E’ una Virtus con 5 leader.

Senza dimenticare altri giocatori importanti, come Pajola il miglior difensore del campionato, Jaiteh l’MVP della stagione di Eurocup, e Cordinier dalle turbinose accelerazioni.

Teodosic è unico, però. Perché è un Genio. E’ il re degli assist.

Io, che racconto canestri da una vita, non avevo mai visto prima di lui un passatore di palla così sublime a Bologna. E’ una delizia per gli occhi. In queste tre stagioni virtussine ha inventato assist di tutti i tipi e per tutti i gusti: dai “no look” dietro la schiena guardando completamente dalla parte opposta a dove ha mandato la palla, ai “no look” dietro la testa – in penetrazione verso canestro – per un compagno alle sue spalle. E poi: finte di tiro e deliziose pennellate ad un pivot in taglio dentro l’area; accelerazioni improvvise e passaggi veloci ad una mano spiazzando la difesa con un tempismo diabolico; lanci in contropiede stile quarterback oppure lanci perfetti in sottomano. Capace anche dal palleggio, all’improvviso, di far partire un siluro che attraversa  una boscaglia di mani e di braccia e arriva millimetricamente sottocanestro nelle mani di un tagliante. E così via… Sempre con quell’espressione che non fa trasparire alcuna emozione. Imprevedibile Milos. Soprattutto, indecifrabile per gli avversari. Ricordo anche quel pazzesco autoassist quando si passò la palla da una mano all’altra (per poi tirare di sinistro e far canestro di tabella…) usando la schiena del difensore che gli stava appiccicato faccia a faccia!

Lui… può.

Tornerà a fabbricare “perle” in Eurolega. La sua dimensione. Quel palcoscenico lo conosce bene, è stato il suo mondo per 10 anni indossando le maglie di Olympiakos e CSKA. Confezionando 2807 punti e 1126 assist.