Come anticipato da Maurizio Gentilini (padre di Matteo, attuale azionista di maggioranza relativa di Fortitudo Pallacanestro Bologna 103 e presidente del Consorzio Club Fortitudo), in un’intervista rilasciata a Damiano Montanari su Stadio nei giorni scorsi, la famiglia Gentilini ha mantenuto l’impegno. Flats Service, azienda bolognese presieduta da Matteo, ha inviato via PEC al presidente Stefano Tedeschi (insieme al quale si sta portando avanti un processo di ulteriore consolidamento e solidità del club) ed a tutti i soci del sodalizio biancoblù, una proposta per essere il main sponsor anche nella prossima stagione, come già negli ultimi tre anni. La proposta prevede due opzioni: pagamento del corrispettivo in sei rate più premio in caso di promozione in serie A oppure pagamento immediato in un’unica soluzione (per un importo leggermente più basso) più, anche in questo caso, premio in caso di serie A. Stante lo stallo per un nuovo main sponsor, Matteo Gentilini e famiglia, in questo modo, sono pronti a compiere un altro passo ed atto di amore verso l’Aquila fortitudina, tenendo fede alla volontà dichiarata di essere punto di riferimento societario in un progetto a lunga durata ed in attesa di raccogliere i frutti del nuovo percorso di marketing affidato all’agenzia Reset Group di Carlo Diana, insieme all’opera del nuovo socio del Consorzio Rossano Guerri. Per quanto riguarda invece la cessione delle quote (pari al 2%) di Pietro Basciano l’operazione dovrebbe essere formalizzata lunedì prossimo davanti al notaio dopo che una proposta esterna presentata dallo stesso Basciano era stata respinta in quanto scaduti i termini di tempo di presentazione. Quindi le quote in questione passeranno in parte maggioritaria a Matteo Gentilini ed all’altro socio Davide Malaguti che avevano esercitato l’opzione nei tempi previsti. Infine per quello che riguarda la proposta giunta per l’acquisto del 9% in possesso della fiduciaria Cofir, è stata respinta da Matteo Gentilini, in qualità di socio di Fortitudo perchè, dopo la mancata ricapitalizzazione da parte degli stessi, le quote non ammontano più al 9% ma al 3,8%.
Foto credit: Valentino Orsini