Poteva finire meglio, il passivo è sicuramente pesante, ma i messaggi che l’apertura dell’Eurobasket dell’Italia ha consegnato non sono disprezzabili promuovendo i più giovani, Spagnolo e Niang, spazzando via le polemiche che hanno avvelenato la vigilia: al presunto litigio con Pozzecco, Melli ha risposto con una partita di grande spessore, guidando all’inizio l’anemico attacco azzurro, sfruttando anche la scarsa disponibilità difensiva di Giannis Antetokounmpo, star indiscussa nello spettacolo di Cipro con i suoi 31 punti, ma più attento ad impressionare i suoi fans con bellissime giocate ad effetto che a presidiare la sua area concedendo al capitano azzurro nove dei primi 12 punti dell’Italia, chiudendo con un bottino personale di 15 punti (con 7 rimbalzi e 5 assist). E prima dei due canestri che hanno chiuso la serata, con gli azzurri arrivati a -5 e 100 secondi ancora da giocare, il dato del suo plus-minus recitava un -7, unico in negativo dell’intera Grecia. Questo vuol dure che Giannis ha fatto spellare le mani ai suoi tifosi, ma la partita l’hanno vinta i suoi compagni, Sloukas e Mitoglou in particolare, ristabilendo le distanze con lui in panchina.
Un paradosso, evidentemente, perché i suoi 31 punti pesano e tanto: è chiaro che con un fenomeno simile di fronte, la strada si fa molto più ripida. L’Italia è andata più volte vicina ad afferrarne la testa, merito soprattutto delle iniziative di Spagnolo e del giovanissimo Niang bravissimo nel trovare gli spazi giusti e nel far valere una fisicità sorprendente per agilità ed elevazione. Molte però le note dolenti: la sterilità di Fontecchio che ha trovato il suo unico canestro dopo 36′ e dieci errori. Ridotto anche il contributo di Gallinari, sterili le altre guardie: tara Spissu. Thompson e Pajola nove punti in tre. Merito della difesa greca, ma anche opacità degli azzurri che hanno tirato con il 35%: decisamente poco per prevalere su una Grecia che ha potuto contare sul suo pubblico (peraltro splendido all’inizio con cartelli e cori di solidarietà per Achille Polonara) e su qualche aiutino arbitrale costato due tecnici agli azzurri.
QUANDO COSTA QUESTA PRIMA SCONFITTA? Intanto sarebbe stato meglio contenere il passivo quanto più possibile, e comunque la sconfitta della Spagna se da un lato è per noi una buona notizia appesantendo da subito la classifica degli iberici, dall’altro ci propone, nel prossimo confronto di sabato, una Georgia gasata al massimo da un successo che difficilmente avrebbe potuto prevedere, soprattutto dopo un precampionato decisamente deludente (6 sconfitte nei sei confronti). Ma conta vincere le partite che assegnano i due punti e Shengelia e compagni non se la sono lasciata sfuggire.
L’Italia non può farsi sorprendere, se vorrà avere vita lunga in questo Eurobasket: ora le servono quattro vittorie per sperare di chiudere al secondo posto. Proprio contro la Grecia ha dimostrato di potercela fare, ma deve superare al più presto l’amarezza per questo primo ko e soprattutto ritrovare un accettabile rendimento offensivo: la difesa è importante, ma serve anche segnare.
SE È STATA SOLO COLPA dell’emozione o se le lacune sono assai più profonde, lo scopriremo nei prossimi giorni. Dalla Lettonia crollata contro una Turchia che ha confermato quanto di buono sul suo conto aveva raccontato più di un osservatore, alla Spagna caduta per mano di una Georgia in serata di grazia, alla Slovenia fermata dalla Polonia nonostante i 34 punti di Doncic, non sono mancate le sorprese della prima giornata dell’Eurobasket, aggiungendovi anche le vittorie del Portogallo che ha lasciato alla Cechia – non esattamente l’ultima arrivata – la miseria di cinquanta punti.
Prima giornata, sicuramente presto per esprimere giudizi approfonditi, ma comunque indicativa sottolineando il prevedibile largo potenziale espresso dalle favorite d’obbligo, Serbia, Francia, Germania, a cui aggiungere Turchia e Lituania. Deludono, abbiamo visto, la Lettonia di Banchi, la Spagna di Scariolo, la Slovenia. I baltici sono arrivati a questo Europeo probabilmente sopravvalutati dopo il quinto posto un po’ fortunoso ma comunque meritato nel mondiale di Manila, gli spagnoli invece mostrano i limiti che il rinnovamento obbligato sta evidenziando. L’esperienza suggerisce però di non sottovalutare le capacità di recupero di Hernangomez e compagni, anche se lontani parenti della gloriosa generazione dei Gasol: le squadre di Scariolo hanno spesso avuto partenze lente per acquistare fiducia e aumentare i margini di rendimento partita dopo partita raggiungendo il traguardo più alto.
Già domani il confronto con la Bosnia, che ha impiegato un po’ troppo tempo nel togliersi di dosso le unghie dei volenterosi ciprioti, sarà occasione di riscatto. Il derby del Mar Baltico con l’Estonia, decisamente modesta, può rilanciare o penalizzare più gravemente la Lettonia. La Slovenia invece dovrà affrontare la Francia, compito sicuramente più arduo di quello appena sostenuto. Per Turchia, Georgia e Polonia, invece, si aprono scenari forse non del tutto – e non per tutti – previsti. Insomma, in archivio solo la prima giornata e già l’Eurobasket offre motivi e spunti di grande interesse.
Nell’immagine Niang, foto Ciamillo-Castoria
Mario Arceri