L’addio di coach Alessandro Crotti dalla Givova Scafati è ormai notizia di qualche ora fa. Una possibilità su cui si discuteva già da qualche giorno dopo la sconfitta di domenica contro Verona in casa. Una scelta che la società gialloblu aveva già fatto un anno fa in un’altra situazione…ma per spiegare meglio il tutto, andiamo con ordine.

Scafati ha iniziato questa stagione 25/26 con grandi aspettative, puntando ai playoff e, entro tre anni, ad un ritorno in Serie A. La società gialloblu si è trovata ad affrontare un calendario molto complicato, infatti, nelle prime cinque sfide, Scafati ha sfidato Mestre, Fortitudo Bologna, Urania Milano, Brindisi e Verona.

Di queste cinque squadre, Mestre è neopromossa, l’Urania Milano l’anno scorso ha raggiunto i playoff, Fortitudo Bologna, Brindisi e Verona sono andate in post-season lo scorso anno, e in questa stagione puntano alla promozione in Serie A.
Praticamente già quattro big match, di cui tre scontri diretti nelle prime cinque giornate.

Di questi quattro big match, Scafati ha battuto solo l’Urania Milano, perdendo quindi tre scontri diretti, di cui due in campi complicatissimi come Bologna e Brindisi.
Eppure, queste sconfitte, non sono un dato enormemente negativo così come sembrano.

Scafati, dopo aver faticato contro una formazione preparata come Mestre alla prima giornata (vincendo poi nell’ultimo quarto il match), è andata a Bologna per il primo big match della stagione.
La partita è terminata con il punteggio di 94-64 per la Fortitudo Bologna, questo è vero, ma bisogna anche sottolineare che a fine primo tempo, la situazione era ben diversa, sul punteggio di 34-37, in vantaggio quindi per Scafati.

Contro l’Urania Milano, la domenica dopo, la partita è stata dominata, senza rischiare mai, dopo il grande secondo quarto, si perdere il controllo del match, vincendo 100-87.
Si arriva a quest’ultima settimana, prima con l’infrasettimanale a Brindisi. Arriva la seconda sconfitta, 77-73, con errori nel finale che decidono la sfida. Ma soprattutto con un pessimo dato ai tiri liberi, 12/25, un 48% che ha regalato la vittoria a Brindisi.

Infine, contro Verona, squadra favorita alla vittoria del campionato, sconfitta 85-81 nei minuti finali, contro, un giocatore come McGee che segna 30 punti. Inoltre dopo una brutta prestazione da parte di Bruno Mascolo, che al rientro nell’ultimo periodo ha fatto più danni che cose buone.

Ora, bisogna analizzare queste sconfitte, che, da come possiamo vedere, hanno deciso le sorti di coach Crotti da allenatore di Scafati.

Di queste tre sconfitte, quella di cui coach Crotti ha di più da recriminarsi è a Bologna, quando nel secondo tempo Scafati ha perso completamente il controllo del match. Con Brindisi, 13 tiri liberi sbagliati su 25, è un risultato che deriva, soprattutto, dalla pessima percentuali ai liberi dei giocatori gialloblu. Infine, contro Verona, è una partita che viene persa sui dettagli, ma anche perchè Bruno Mascolo, non in una delle sue migliori giornate, non ha dato quella spinta in più a Scafati.
E lasciare fuori un giocatore importante come Mascolo, il migliore del roster probabilmente, in una partita punto a punto con Verona, non era una scelta ideale.

Arrivando però al succo del discorso, è un dato di fatto che l’addio di Alessandro Crotti è molto simile a quello di Marcelo Nicola dell’anno scorso, in Serie A. La differenza, però, è che in quel caso, Nicola, aveva allenato per 9 giornate, avendo quindi molto più tempo per raggiungere risultati, anche se c’erano state molte partite perse malamente nei secondi tempi (il caso di Treviso fu clamoroso).

Crotti ha, invece, avuto appena 5 giornate, su ben 38 totali, minimo, con tutto il campionato da disputare per raggiungere risultati e obiettivi. Senza dargli tempo, possibilità di cambiare le cose o aggiustare i problemi, come, ad esempio, aveva fatto l’anno scorso coach Bucchi a Brindisi, che dopo le prime 8 partite aveva raccolto appena una vittoria (anche per colpa di una situazione infortuni non idilliaca). Alla fine, Bucchi era rimasto e aveva portato Brindisi fino ai playoff, dove per poco non batteva Rimini ai quarti.

Bisogna però considerare anche un’altra possibilità, ovvero che coach Crotti e Scafati abbiano preso questa decisione insieme, che per entrambi forse era la cosa migliore separarsi per continuare questa stagione. In questo caso, ci sarebbero poi altri motivi da andare ad esplorare, sia dal punto di vista tecnico che di ambiente, difficile in quel di Scafati, non riuscendo, in questo modo, a proseguire.

Ricordiamo che, inoltre, coach Crotti vanta una sfilza di promozioni in A2 e che, lo scorso anno con Avellino, squadra neopromossa sotto la sua guida, ha raggiunto i play-in, arrendendosi solo ad una corazzata come Verona, che ambiva ad obiettivi più alti. Di certo, quindi, un addio così affrettato sembrerebbe una stranezza per un allenatore di questa caratura, dopo che Scafati ha deciso di prenderlo subito a inizio mercato per costruire il nuovo progetto gialloblu insieme.

Nel caso in cui ci siano state difficoltà di circostanze, la scelta sarebbe più che giusta. Se invece sia stata la società a decidere di dire addio a Crotti, allora ci sarebbe più di qualche riflessione da fare sul prosieguo della stagione gialloblu, che ora sicuramente sembra essere in ricostruzione.

Intanto, domenica Scafati giocherà a Forlì un match delicatissimo dal punto di vista del morale di squadra e ambiente, per ritrovare la vittoria dopo due sconfitte consecutive. Alla guida della squadra, almeno per questa partita, ci sarà il viceallenatore Alberto Mazzetti, e i parallelismi con lo scorso anno continuano quando, dopo l’esonero di Marcelo Nicola, fu il vice Damiano Pilot a guidare Scafati nelle successive cinque partite. Vedremo poi da lunedì se arriverà il nuovo allenatore gialloblu.

Foto di Ciamillo Castoria