All’arrivo della sosta delle nazionali, la Virtus Olidata Bologna si presenta in testa alla Legabasket Serie A, condividendo il primato con Brescia con un record di 8 vittorie e una sola sconfitta. Questo approfondimento sulla prima metà del girone d’andata evidenzia come la squadra di Dusko Ivanovic abbia trovato un equilibrio tra rendimento offensivo e solidità difensiva, sfruttando al meglio un calendario inizialmente agevole e preparando i singoli anche alle sfide europee.
L’unico neo finora è la sconfitta interna contro la Vanoli Cremona, vera rivelazione del campionato, arrivata dopo una double week di Eurolega in cui la Virtus aveva centrato vittorie importanti contro Monaco in casa e Asvel in trasferta. Una battuta d’arresto che, però, non ha scalfito la fiducia della squadra, capace di reagire con personalità.
Il rendimento in trasferta è stato finora eccezionale: tutte vittorie, con il picco a Trento, frutto di capacità di lettura della partita e di un adattamento tattico efficace contro un avversario ostico.
In attacco, la Virtus punta su una circolazione di palla rapida e intelligente: gli 21,78 assist di media, primato in LBA, sono il frutto di schemi studiati e di letture precise. Ivanovic alterna pick&roll centrali con tagli al ferro, giochi a due tra esterni e lunghi e rapide transizioni dopo rimbalzi difensivi, creando situazioni di vantaggio numerico e mettendo in ritmo realizzatori come Carsen Edwards, Luca Vildoza e Matt Morgan. La distribuzione dei punti è equilibrata, con Edwards miglior realizzatore a 15,3 punti di media, ma supportato da contributi costanti degli altri interpreti principali.
In difesa, la Virtus conferma numeri di rilievo: terza miglior difesa del campionato con 79,9 punti subiti di media. Ivanovic alterna difesa a uomo e a zona, sfruttando switch difensivi sui pick&roll e pressione sugli esterni, risultando efficace sia contro squadre rapide che contro giochi più strutturati. Le 7,3 palle rubate a partita (terzi in LBA) dimostrano aggressività e attenzione ai dettagli, ma la squadra deve ancora migliorare su rimbalzi (33,56 di media, penultimi) e gestione delle palle perse (11,8, quarti).
La LBA ha permesso ai giovani e ai nuovi acquisti di acquisire ritmo e fiducia. Aliou Diarra sta maturando esperienza, mentre Vildoza e Alston Jr hanno trovato continuità e sicurezza, elementi fondamentali anche in Eurolega. Ivanovic calibra con attenzione le rotazioni degli stranieri: Edwards e Morgan guidano l’attacco, Jallow e Alston Jr garantiscono intensità e pericolosità, mentre il coach regola i minuti per mantenere equilibrio e freschezza.
Un elemento chiave nell’ottimo avvio di LBA della Virtus è la consueta significativa integrazione dei giocatori italiani nelle rotazioni e nei quintetti. Ivanovic sfrutta interpreti azzurri come Alessandro Pajola, per la solidità difensiva e la regia, e Daniel Hackett, leader nello spogliatoio ed esperto di gioco europeo. Giovani come Saliou Niang e Momo Diouf trovano minuti importanti, contribuendo alla profondità del roster e alla possibilità di alternare profili diversi a seconda delle esigenze tattiche. Questo equilibrio tra italiani e stranieri rafforza l’identità del team e offre maggiore flessibilità al coach durante le partite.
Finora il calendario ha offerto confronti relativamente agevoli, ma la seconda metà del girone d’andata rappresenterà il vero banco di prova: sfide con Milano, Brescia, Trapani, Venezia, Trieste e Tortona saranno decisive per testare la tenuta tattica, la profondità del roster e la solidità difensiva della Virtus.
In sintesi, la Virtus Olidata Bologna ha saputo costruire un gioco corale, con capacità di leggere la partita, sfruttare le situazioni di pick&roll, transizioni rapide e tagli al ferro, e gestire i momenti chiave. Il mix di esperienza e talento giovane, insieme a una gestione tattica attenta e flessibile, lascia ben sperare sul percorso che attende la squadra tra Serie A ed Eurolega.
Eugenio Petrillo
Foto Ciamillo-Castoria