Alla Coca-Cola Arena di Dubai la Virtus Bologna firma una vittoria enorme, pesantissima, che va ben oltre l’80-72 finale. È un successo che completa il doppio confronto dopo il 79-78 dell’andata alla Virtus Arena – deciso allora dalla celebre rubata di Luca Vildoza – e che in chiave classifica e corsa al play-in assume un valore specifico, quasi simbolico. Vincere qui, vincere così, non era affatto scontato.
Anche perché la Virtus si presenta a Dubai in emergenza piena. Fuori Vildoza e Aliou Diarra, a cui si aggiunge all’ultimo momento Alen Smailagic per un’infiammazione alla parete addominale. Rotazioni cortissime, ulteriormente accorciate dalla cessione di Brandon Taylor, e un contesto ambientale complicatissimo: la Coca-Cola Arena era stata fin qui un fortino quasi inespugnabile per Dubai, proprio quello che nelle ultime stagioni era spesso mancato alle V Nere, la continuità lontano da Bologna. Per questo la vittoria ha un peso doppio: tecnico e mentale.
L’avvio sembra confermare le difficoltà previste. Dubai parte forte, aggressiva, e prova subito a scappare via toccando il 12-4. La Virtus però non si scompone: con le rotazioni trova equilibrio soprattutto in difesa, alza l’intensità e comincia a correre. Saliou Niang suona la carica su entrambi i lati del campo, mentre è Matt Morgan a firmare la tripla del primo sorpasso bianconero sul 19-18. Il primo quarto resta in totale equilibrio e si chiude sul 23-23.
Nel secondo periodo la squadra di Dusko Ivanovic prova a prendere il controllo del ritmo, abbassando i possessi e costringendo Dubai ad attaccare a difesa schierata. Non è un passaggio semplice, anche perché molto presto arriva il problema dei falli, con la Virtus che si ritrova rapidamente in bonus già ad inizio quarto. Nonostante questo, le V Nere trovano un piccolo margine, toccano il +5 e vanno all’intervallo avanti 41-37, dando la sensazione di essere pienamente dentro la partita.
Il vero strappo arriva però al rientro dagli spogliatoi. La Virtus torna in campo con un’intensità altissima: difesa feroce, transizione, contropiede, e una lucidità offensiva che fino a quel momento era mancata. Niang ed Edwards si prendono la scena e a 4’ dalla fine del terzo quarto il tabellone dice 50-39, massimo vantaggio bianconero. È il momento migliore della partita per Bologna, che però deve fare i conti con la reazione di Dubai: i padroni di casa ritrovano pericolosità offensiva e chiudono il terzo periodo sul 60-53, tenendo aperto il match.
L’inerzia sembra addirittura cambiare all’inizio dell’ultimo quarto. Dubai piazza un 7-0 immediato, tutto firmato Avramovic, che vale il 60-60 e riporta la gara in perfetto equilibrio nel momento più delicato. Qui, però, emerge la maturità della Virtus. Carsen Edwards smette di forzare, trova i compagni, poi colpisce in prima persona quando serve. E soprattutto c’è Saliou Niang, autentico dominatore sotto le plance: rimbalzi offensivi, rimbalzi difensivi, presenza totale.
La Virtus costruisce così il nuovo allungo, portandosi sul 76-69 a 1’20” dalla sirena. Dubai tenta l’ultimo assalto, ma si schianta contro il muro difensivo bianconero, che non concede più nulla e chiude sul 80-72 finale.
La prestazione di Niang è semplicemente mostruosa e va segnalata senza mezzi termini: 17 rimbalzi, una prova a tutto tondo che vale il record di rimbalzi della Virtus Bologna, pareggiando quanto fatto da Rashard Griffith nel 2001 nel derby contro la Fortitudo. Un dato storico, arrivato in una partita che pesa tantissimo.
Espugnare Dubai, completare il doppio confronto e farlo in piena emergenza è una dichiarazione forte. La Virtus Bologna dimostra di saper vincere anche lontano da casa, di saper soffrire e di sapersi affidare alla propria identità difensiva nei momenti chiave. In chiave play-in, questa vittoria può davvero essere una svolta.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Matt Morgan, foto Ciamillo-Castoria