L’Acqua San Bernardo Cantù ha presentato il nuovo coach Walter De Raffaele nella giornata di oggi. L’ex allenatore della Reyer sostituisce Nicola Brienza, esonerato dopo la sconfitta del weekend scorso contro Brescia. Durante la conferenza stampa è intervenuto anche il presidente Roberto Allievi: “De Raffaele arriva nel nostro Club in un momento molto delicato, inutile nasconderlo. Il 2026 sarà l’anno che ci porterà al novantesimo anniversario della fondazione della società e all’ingresso nella Cantù Arena e sarà perciò vitale raggiungere l’obiettivo di rimanere in Serie A. È questo il mandato che affidiamo al nuovo allenatore. Quella di affidarci a lui è una scelta convinta e ragionata. Sono sicuro che saprà condurre la squadra verso questi obiettivi. Pallacanestro Cantù è una grande famiglia, sono sicuro che si troverà bene e saprà raccogliere l’entusiasmo dei soci del club”.
Le prime parole di De Raffaele da allenatore di Cantù
Ringrazio la proprietà per questa occasione che mi è stata data. Cantù era un’occasione da prendere al volo, non soltanto per la tradizione che questa squadra rappresenta nel panorama cestistico italiano, ma anche per la futuribilità del progetto societario. Sono consapevole delle difficoltà di questa sfida, che ci vede in fondo alla classifica, ma c’è il grande desiderio di cambiare questa situazione. Da parte mia ci sarà il massimo sforzo. Ritengo Cantù una piazza importante, con un tifo che conosco bene e che rappresenta il sesto uomo: avremo bisogno di loro in maniera decisa.
L’adeguamento alla squadra
La cosa importante è che conosca la squadra il prima possibile, che mi faccia un’idea precisa di quelle che sono le caratteristiche e possono essere priorità e gerarchie. Mi piace molto l’aspetto difensivo, ma devo adeguarmi anche ai giocatori che ho. Devo anche andare incontro a questo, cercando di adattarmi e prendere il massimo dai giocatori per quelle che sono le loro caratteristiche. Sono atleti di esperienza che possono esprimere un livello di intensità alto.
Mercato: è troppo presto
Io ho avuto da parte del club grande disponibilità nell’operare rispetto a quelle che possono essere le eventuali necessità. Ma penso sarebbe presuntuoso arrivare, senza aver visto la squadra, e poter subito mettere le mani su un cambiamento del roster. Nel mio modo di essere c’è la volontà di conoscere il gruppo, naturalmente senza perdere tempo, e capire se ci sono giocatori particolarmente giù o che possono svoltare in situazioni diverse. Con Sandro ci siamo dati un po’ di tempo per affrontare queste situazioni tecniche e capire se e dove intervenire. La squadra è stata toccata, le possibilità di intervento riguarderebbero solo un comunitario. Ma ora è prematuro.