La Valtur Brindisi è pronta a tuffarsi nel primo grande appuntamento della stagione. Dal 13 al 15 marzo il Palasport Flaminio di Rimini ospiterà la Final Four di Coppa Italia di Serie A2, un evento che assegnerà il primo trofeo dell’annata. I biancoazzurri tornano a giocarsi la coppa con l’ambizione di scrivere una nuova pagina della propria storia, a distanza di quattordici anni dall’ultima volta: era il 2012 quando la New Basket Brindisi conquistò il trofeo a Bari. Il primo ostacolo sulla strada verso la finale sarà la Dole Basket Rimini. La semifinale di venerdì sera (palla a due alle ore 21.00) promette spettacolo e tensione, mettendo di fronte due identità tecniche molto diverse: il terzo miglior attacco del campionato contro la seconda miglior difesa. Una sfida che ha anche il sapore della rivincita. Le due squadre si sono affrontate appena pochi giorni fa, l’8 marzo, sempre sul parquet del Flaminio, con Rimini capace di imporsi per 84-70. Stessa città, stesso palazzetto, stessi protagonisti: ma stavolta non ci sarà margine di errore. In una partita secca come questa passerà il turno chi saprà gestire meglio i momenti chiave della gara.
Rimini potrà contare sulla spinta del proprio pubblico, ma anche Brindisi non sarà sola. Il seguito biancoazzurro atteso sugli spalti promette di far sentire il proprio sostegno in una sfida che si annuncia intensa anche dal punto di vista emotivo. Sul piano tattico è lecito aspettarsi qualcosa di diverso rispetto al match di campionato. Quando due squadre si affrontano a distanza di pochi giorni, contromisure e aggiustamenti diventano inevitabili.
L’attacco brindisino passerà inevitabilmente dalle mani e dalle letture di Cinciarini. L’esperto playmaker dovrà dettare i ritmi, mettere in moto i compagni e sfruttare il pick and roll per innescare Vildera vicino al ferro. Proprio sotto i tabelloni, però, Brindisi ha spesso sofferto nelle sfide degli ultimi due anni la fisicità di Camara, elemento chiave del sistema riminese. Per questo diventerà fondamentale il contributo degli esterni americani biancoazzurri. Quando trovano ritmo dall’arco possono cambiare l’inerzia della partita, ma nelle situazioni di uno contro uno e nelle penetrazioni verso il ferro – soprattutto Copeland – hanno spesso mostrato difficoltà, pagando con qualche palla persa di troppo.
La squadra di coach Bucchi proverà a costruire la partita a partire dalla propria identità difensiva. L’obiettivo sarà sporcare l’attacco riminese e costringerlo a soluzioni difficili, sfruttando la fisicità di specialisti come Esposito, Mouaha e Vildera. Dall’altra parte, la formazione di coach Dell’Agnello punterà su ciò che le riesce meglio: dominare sotto canestro. Rimini è tra le migliori squadre della lega a rimbalzo offensivo e cercherà di produrre secondi possessi per togliere ritmo alla transizione brindisina. Per Brindisi la priorità difensiva sarà quella di negare ricezioni profonde a Camara e Simioni, costringendo gli esterni romagnoli a giocare situazioni individuali lontano dal ferro. Allo stesso tempo servirà grande attenzione sulle linee di tiro, perché tiratori come Denegri, Marini e Tomassini difficilmente perdonano quando vengono lasciati liberi. Un duello chiave potrebbe essere quello tra Esposito e Ogden, grande ex della partita. Al primo toccherà il compito di limitarne l’impatto con una difesa aggressiva e continua, provando a togliere ritmo a uno degli attaccanti più pericolosi del roster riminese.
Molto passerà anche dalle prestazioni di Copeland e Francis. I due statunitensi dovranno alzare il livello rispetto alle ultime uscite: percentuali di tiro basse e qualche scelta affrettata hanno pesato nell’ultimo periodo. Per competere ad alto livello serviranno maggiore lucidità nella gestione del pallone, più gioco di squadra e meno soluzioni forzate dalla lunga distanza.
C’è poi un dato che pesa sulle spalle della Valtur: il rendimento lontano dal PalaPentassuglia. In stagione Brindisi ha già accumulato nove sconfitte in trasferta e il Flaminio è diventato un vero e proprio tabù. Nelle ultime cinque gare giocate a Rimini i biancoazzurri sono sempre usciti sconfitti. Anche nell’ultimo confronto di campionato si sono rivisti i problemi che spesso emergono lontano da casa: improvvisi blackout che permettono agli avversari di piazzare parziali pesanti e scappare rapidamente in doppia cifra di vantaggio. Quando le squadre avversarie iniziano a correre, Brindisi fatica a contenere le transizioni difensive.
L’edizione 2026 della Coppa Italia LNP segnerà anche una piccola svolta tecnologica. Per la prima volta verrà introdotto il sistema di Instant Replay, uno strumento a supporto degli arbitri e delle squadre nelle decisioni più delicate. A rendere ancora più prestigiosa la semifinale tra Brindisi e Rimini ci sarà anche la presenza in telecronaca su LNP Pass di Luca Banchi, commissario tecnico della Nazionale italiana. Un motivo in più per dare spettacolo.
Crediti foto: Studio Tasco In foto: Andrea Cinciarini