Andrea Diana è stato ospite dell’ultima puntata di Alley Oop, trasmissione in onda ogni martedì dalle 17. Il coach, tra i vari argomenti trattati, ha parlato del suo ritorno a Livorno, dell’impatto del ritiro di Bergamo, dell’esperienza a Trapani e alla Virtus Bologna.

Il ritorno a Livorno.
“Essere andato via da Livorno sedici anni fa e tornarci adesso da capo allenatore, è sicuramente una grande emozione. Avevo questa opportunità e ho valutato che fosse il momento giusto per tornare. Sono stato via sedici anni da Livorno, ho fatto le mie esperienze, e ho trovato una società che è rinata grazie al sostegno dei tifosi e che ha anche un po’ bruciato le tappe. Parlando sia con Ferencz Bartocci ma anche con il nostro presidente Marco Benvenuti, l’obiettivo stagionale era quello di stare, guardando la classifica, nella parte sinistra, cercando di essere più tranquilli rispetto allo scorso anno. Diciamo che siamo in linea con l’obiettivo, poi dentro di noi c’è grande desiderio di competere. Abbiamo creato prima di tutto un gruppo molto sano, perché sono veramente ragazzi splendidi che hanno legato tra di loro fin dai primi giorni. Questo ha fatto sì che sia diventata una squadra veramente competitiva”. 

Il ritiro di Bergamo a stagione in corso.
“Per noi l’esclusione di Bergamo è arrivata dopo una grandissima vittoria a Rimini, giocando una partita incredibile. Vinci quella partita e arrivi a essere secondo o terzo in classifica, non ricordo bene, e due giorni dopo ci hanno tolto quattro punti e siamo finiti settimi. Secondo me, a livello morale, un pochino ti tocca e ti demoralizza. Penso che forse si dovrebbe dare un pochino più di garanzie a inizio stagione, almeno per finire la stagione in corso, perché quest’anno tra A e A2 abbiamo visto due esclusioni”. 

Il passaggio ad assistente di Repesa dopo la vittoria della Serie A2 con Trapani.
“Per due giorni non ho risposto a nessuna telefonata. Mi giravano abbastanza. È stata una cosa che non mi aspettavo, perché mi era stato detto che sarei rimasto come allenatore e avevo il contratto. I primi due giorni sono stati brutti, poi ho iniziato a essere più razionale. Ci sono state tante chiamate da parte del presidente per convincermi a restare e ho considerato la possibilità di fare un anno accanto a Repeša come un’esperienza importante. Adesso sono molto contento della scelta, perché dopo due anni e un mese da assistente di Sergio Scariolo a Bologna e poi l’anno con Repeša, si è chiuso il cerchio della mia formazione tecnica. Due grandissimi allenatori, due persone meravigliose. Adesso mi sento molto più pronto, nonostante abbia già fatto tre anni da capo allenatore in Serie A. Dopo queste esperienze sentivo il desiderio di tornare capo allenatore, e infatti è arrivata la chiamata di Livorno”.

L’esperienza alla Virtus Bologna al fianco di Sergio Scariolo.
“È stata una chiamata che mi ha fatto molto piacere. Se ti chiama Sergio Scariolo, che rientra in Europa dopo gli anni NBA, è motivo di orgoglio. L’obiettivo era vincere l’EuroCup e tornare in Eurolega. La Virtus aveva perso la finale l’anno prima, quindi si voleva vincere, in una formula difficilissima con partite secche. Ricordo la finale alla Fiera con il sold out, un’atmosfera incredibile e festeggiamenti bellissimi. È stato un anno importante, poi è mancato lo scudetto, ma abbiamo vinto la Supercoppa, l’EuroCup e abbiamo giocato l’Eurolega l’anno dopo. Un’esperienza unica”.

 

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Nella grafica Diana