Nel momento in cui il margine di errore è azzerato, serve una risposta immediata. E l’Olimpia Milano risponde presente, vincendo il derby d’Italia di EuroLeague contro la Virtus Bologna con un netto 103-87 che vale molto più di una semplice vittoria: dà ancora speranza ai meneghini nella corsa ai play-in.
La squadra di Peppe Poeta approccia la gara con l’urgenza di chi non può più sbagliare dopo lo stop di Montecarlo e indirizza subito la partita sui propri binari. Energia e precisione offensiva: Milano costruisce il suo successo nei primi minuti, imponendo un’intensità che la Virtus fatica a contenere per larghi tratti della serata.
Sin dalla palla a due, l’Olimpia prende il controllo delle operazioni. La difesa della squadra di Dusko Ivanovic è lenta, poco reattiva, e concede troppo sia in area che sul perimetro. Milano punisce ogni esitazione, trovando canestri facili e viaggi frequenti in lunetta. Il primo quarto è già un segnale chiaro: 32-19, con i biancorossi in totale gestione.
L’inerzia resta la stessa anche in avvio di secondo periodo, quando Milano tocca il massimo vantaggio sul +16 (38-22). È qui che la Virtus prova a reagire, trovando qualcosa di buono soprattutto con Momo Diouf e Derrick Alston Jr.. La squadra bianconera alza leggermente l’intensità difensiva e riesce a correre di più, tornando fino al -4 (47-43) e dando l’impressione di poter riaprire la partita. Ma è solo un’illusione: Milano non perde mai davvero il controllo emotivo e tecnico del match e, con la tripla allo scadere di Quinn Ellis, va all’intervallo avanti 57-49.
È proprio qui che si coglie uno dei temi chiave della serata: ogni tentativo di rientro della Virtus trova una risposta immediata dell’Olimpia. Alla prima spallata, Bologna resta aggrappata; alla seconda, quella tra la fine del terzo quarto e l’inizio dell’ultimo, non riesce più a replicare.
Nel terzo periodo Milano prova nuovamente a scappare, ritoccando il +16. La Virtus, ancora una volta, ha un sussulto e riesce a contenere il passivo chiudendo il quarto sul 79-66. Ma l’equilibrio è solo apparente. In apertura di ultimo periodo, l’Olimpia piazza l’allungo decisivo: difesa più aggressiva, transizione efficace e grande lucidità nelle scelte offensive. È la spallata che chiude definitivamente i conti.
Gli ultimi minuti servono soltanto a rendere meno pesante il passivo per Bologna, che trova qualcosa a partita ormai compromessa, ma senza mai dare la sensazione di poter riaprire davvero il match.
Dal punto di vista individuale, Milano manda sei uomini in doppia cifra, segnale di una prestazione corale e di grande qualità offensiva. I 19 punti di Zach LeDay guidano un attacco fluido e ben distribuito, supportato dai 18 di un eccellente Ellis, dai 14 di Devin Booker, dagli 11 di Josh Nebo e Marko Guduric, oltre ai 10 di Armoni Brooks.
Per la Virtus, in una EuroLeague che ormai ha poco da dire in termini di classifica, la serata offre comunque indicazioni utili. I 14 punti di Matt Morgan e dello stesso Diouf, i 13 di Saliou Niang e i 10 di Alston rappresentano spunti positivi, così come i minuti concessi ai rientranti Luca Vildoza e Daniel Hackett.
Ma il dato che resta è uno: Milano aveva bisogno di vincere e lo ha fatto senza mai perdere il controllo della partita, dimostrando di essere ancora viva, nonostante una situazione complicata. La Virtus, invece, esce dal derby con qualche segnale incoraggiante per il futuro, ma anche con la consapevolezza di non essere riuscita a reggere l’urto quando la partita si è decisa davvero.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Devin Booker, foto Ciamillo-Castoria