Alla Virtus Arena, questa sera alle 20:30, la Virtus Bologna torna in campo in EuroLeague contro il Valencia Basket. Una partita che, classifica alla mano, non ha più nulla da dire per le V Nere, ma che pesa tantissimo per tutto il resto: credibilità, orgoglio e soprattutto identità.
La sensazione, dopo il pesante ko contro Parigi, è che si sia smarrito qualcosa di più profondo del semplice risultato. Non si è vista la squadra che si immaginava, nemmeno alla luce del cambio in panchina da Dusko Ivanovic a Nenad Jakovljevic. Un passaggio che avrebbe dovuto dare nuova energia e invece, almeno nell’immediato, ha lasciato emergere fragilità evidenti.
E allora questa sfida diventa un crocevia emotivo prima ancora che tecnico. Perché se è vero che l’EuroLeague non offre più obiettivi concreti, è altrettanto vero che resta un palcoscenico da onorare fino all’ultimo possesso. E soprattutto rappresenta il contesto ideale per mandare un segnale.
Valencia, però, non è l’avversario più comodo per cercare risposte. Squadra solida, ben costruita e allenata, capace per tutta la stagione di gravitare nei piani alti della competizione. Un gruppo che per caratteristiche può mettere in seria difficoltà una Virtus ancora in cerca di equilibrio, soprattutto se i bianconeri non riusciranno a limitare le principali armi offensive degli spagnoli.
In casa Virtus, intanto, pesa ancora l’assenza del capitano Alessandro Pajola, riferimento fondamentale per intensità e identità difensiva. Ma al di là delle assenze, è l’atteggiamento collettivo a dover cambiare. La squadra non può più permettersi di sbandare alla prima difficoltà, né di spegnersi nei momenti chiave.
Servirà una scossa, netta. Emotiva prima ancora che tecnica. E questa dovrà arrivare dai leader. Su tutti Carsen Edwards, chiamato a dare segnali forti, di personalità e continuità, diventando un punto di riferimento vero nei momenti di pressione.
Perché la sensazione è che, oggi più che mai, il problema della Virtus sia meno legato ai sistemi e più alla capacità di riconoscersi, di avere un’identità chiara nei momenti difficili.
All’orizzonte c’è già la delicata sfida di Pasqua contro la Reyer Venezia, ma guai a guardare troppo avanti. Prima c’è da salvare il presente, da dare un senso a queste ultime uscite europee.
Contro Valencia servirà una Virtus vera. Imperfetta magari, ma viva. Perché il messaggio da mandare, più che alla classifica, è a sé stessa e a tutto l’ambiente: questa squadra deve ritrovarsi. Subito.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Alen Smailagic, foto Ciamillo-Castoria